Il Papa ai giovani: “Essere universitario significa anche uscire nel servizio”

a cura di Michelangelo NASCA

Un giovane come voi – ha detto Papa Francesco nella recente visita pastorale a Torino, citando il beato Pier Giorgio Frassati – deve “«vivere, non vivacchiare!». Vivere!”. Voi sapete – ha proseguito il Pontefice – che è brutto vedere un giovane «fermo», che vive, ma vive come – permettetemi la parola – come un vegetale: fa le cose, ma la vita non è una vita che si muove, è ferma. Ma sapete che a me danno tanta tristezza al cuore i giovani che vanno in pensione a 20 anni! Sì, sono invecchiati presto…”. Se volete fare qualcosa di buono nella vita, vivete, non vivacchiate. Vivete!

Papa Francesco, poi, continuando a parlare a braccio con i giovani, li invita a svolgere un compito!
“Ma voi siete intelligenti e sicuramente mi direte: «Ma, padre, lei parla così perché è in Vaticano, ha tanti monsignori lì che le fanno il lavoro, lei è tranquillo e non sa cosa è la vita di ogni giorno…». Ma sì, qualcuno può pensare così. Il segreto è capire bene dove si vive. In questa terra – e questo ho detto anche alla Famiglia salesiana – alla fine dell’Ottocento c’erano le condizioni più cattive per la crescita della gioventù: c’era la massoneria in pieno, anche la Chiesa non poteva fare nulla, c’erano i mangiapreti, c’erano anche i satanisti… Era uno dei momenti più brutti e dei posti più brutti della storia d’Italia. Ma se voi volete fare un bel compito a casa, andate a cercare quanti santi e quante sante sono nati in quel tempo! Perché? Perché si sono accorti che dovevano andare controcorrente rispetto a quella cultura, a quel modo di vivere. La realtà, vivere la realtà. E se questa realtà è vetro e non diamante, io cerco la realtà controcorrente e faccio la mia realtà, ma una cosa che sia servizio per gli altri. Pensate ai vostri santi di questa terra, che cosa hanno fatto!”.

Ad una domanda sull’amore Papa Francesco risponde: “Chiara, risponderò a quella tua domanda: «Spesso ci sentiamo delusi proprio nell’amore. In che cosa consiste la grandezza dell’amore di Gesù? Come possiamo sperimentare il suo amore?». E adesso, io so che voi siete buoni e mi permetterete di parlare con sincerità. Io non vorrei fare il moralista ma vorrei dire una parola che non piace, una parola impopolare. Anche il Papa alcune volte deve rischiare sulle cose per dire la verità. L’amore è nelle opere, nel comunicare, ma l’amore è molto rispettoso delle persone, non usa le persone e cioè l’amore è casto. E a voi giovani in questo mondo, in questo mondo edonista, in questo mondo dove soltanto ha pubblicità il piacere, passarsela bene, fare la bella vita, io vi dico: siate casti, siate casti“.

Un ultimo monito rivolto dal Pontefice ai nostri giovani: “Qui voi siete tanti universitari, ma guardatevi dal credere che l’università sia soltanto studiare con la testa: essere universitario significa anche uscire, uscire nel servizio, con i poveri, soprattutto!“.

Leggi tutto il discorso