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Vasco, nozze ed “egoismo di fatto”

Lettera al direttore di Avvenire
di Ermanno BARUCCO, Venezia

Caro direttore,
ho appena letto su un sito web le dichiarazione di Vasco Rossi “costretto” a sposarsi civilmente con la compagna Laura Schimdt per assicurarle gli stessi diritti ereditari dei suoi tre figli (avuti da tre donne diverse, l’ultimo dalla Schmidt). È stato costretto a firmare un contratto di matrimonio civile contro le sue convinzioni perché egli ha sempre considerato «il matrimonio come una ben triste condizione». È stato costretto a farlo, dice lui, dal Vaticano, che è ostile al riconoscimento delle coppie di fatto e dai politici italiani non avvezzi a tali novità. Invece lui, Vasco, la pensa diversamente: «Obbligati a vivere insieme per sempre e per forza, quando solo essere liberi di andarsene ogni giorno può dimostrarci la sincerità di un rapporto. Come se non fosse l’amore l’unica cosa che conta. In questo credevamo io e Laura. Venticinque anni vissuti insieme non per forza ma per amore».

Strano amore questo, che non sa condividere tutto e quindi non sa condividere neanche i beni materiali e i soldi, perché proprio domani uno potrebbe andarsene o cacciare la propria compagna di casa lasciandola senza un soldo! E tutto per quell’amore che oggi c’è e domani non ci sarà forse più, in nome della sincerità. Ma non è tutto.
Paradossalmente chi chiede la regolamentazione delle coppie di fatto (etero o omosessuali) a riguardo dei diritti di eredità, chiede che, da morto, la compagna abbia diritto a cose a cui, da vivo, lui stesso non ha mai voluto che l’altra avesse diritto, per potersi lasciare senza problemi legali e di comproprietà dei beni. Siamo arrivati all’egoismo più estremo da vivi, coperto ipocritamente dall’altruismo da morti (perché ormai chissenefrega!). Egoismo incapace di “regalare” qualcosa alla persona amata mentre si è vivi, come eredità anticipata, qualcosa di valore e di soldi, proprio quando se ne hanno pur tanti e a milioni come Vasco Rossi: è solo egoismo da “avari” che hanno paura che l’altra, finalmente ottenuto il “regalo”, se ne possa andare via! Viva “l’egoismo di fatto”!

Avvenire, 11 luglio 2012, p. 29
«in cauda venenum»

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