Comments are off for this post

Uno storico anniversario

Uno storico anniversario: cinquant’anni fa il viaggio di Paolo VI in Terra Santa – 1

di P. Aldino CAZZAGO ocd

Il 4 gennaio 1964 – mezzo secolo è già passato! – Paolo VI iniziava il suo breve e intenso viaggio in Terra Santa. Era la prima volta che un papa, dai tempi dell’apostolo Pietro, tornava nella terra dove Gesù era nato, morto, risorto e dove aveva preso avvio la Chiesa. Furono tre giorni di intensità e novità umana e spirituale tali che ancora oggi non si è finito di conoscere, capire e valutare nelle loro conseguenze storiche ed ecumeniche, anzitutto per Paolo VI fin dai giorni della preparazione.

Quando trentasette anni dopo, nel marzo 2000, Giovanni Paolo II visiterà gli stessi luoghi, non sarà per lui la prima volta perché nel dicembre 1963, con un gruppo di vescovi polacchi, vi aveva già compiuto un pellegrinaggio. A ricordo di quella prima visita egli scrisse alcune bellissime pagine intitolate Pellegrinaggio ai Luoghi Santi che oggi si leggono nel volume che raccoglie tutte le sue opere letterarie.

L’idea di un viaggio in Terra Santa maturò in Paolo VI ad appena tre mesi dall’elezione a successore di Giovanni XXIII, avvenuta il 21 giugno 1963. Sappiamo ciò da un appunto privato, che porta la data del 21 settembre 1963. L’annuncio ufficiale venne dato in San Pietro dallo stesso Paolo VI il 4 dicembre successivo al termine del discorso di chiusura della seconda sessione dei lavori conciliari. Non senza una sottile vena di ironia, Henri de Lubac, testimone di quell’annuncio, il 9 dicembre ricostruiva così quello storico momento: «[in San Pietro] una voce cominciava a spargersi tra i padri che si sgranchivano le gambe lungo le navate laterali della basilica o dei corridoi della sacrestia: il papa stava per annunciare di lì a pochissimo qualcosa di straordinario, egli avrebbe parlato di un prossimo viaggio Gerusalemme …. La voce si trasmetteva attraverso le scalinate dell’aula conciliare, salendo fino alle tribune, ma la cosa pareva irreale, e nessuno osava crederci». A essere sorpresi dall’annuncio non furono solo gli oltre duemila vescovi cattolici radunati in San Pietro. Molti chilometri più a Est, a Istanbul, antica Costantinopoli, il patriarca ecumenico Atenagora – come confesserà più tardi al teologo ortodosso Olivier Clément – rimase «sconvolto» dalla notizia. «Così, sono ancora le parole del patriarca, un papa di Roma lasciava Roma! E per recarsi umilmente in pellegrinaggio a Gerusalemme, là dove la terra è stata santificata dal sangue di Cristo, dove lo Spirito è disceso sulla prima Chiesa». 

Quali erano i motivi, le ragioni e le finalità che lo stesso Paolo VI intendeva assegnare al suo viaggio? Il viaggio voleva essere un’occasione, – sono le parole del discorso di Paolo VI del 4 dicembre – per «onorare personalmente, nei luoghi santi, ove Cristo nacque, visse, morì e risorto, salì al cielo, i misteri primi della nostra salvezza: la Incarnazione e la Redenzione». «Vedremo – così proseguiva – quel suolo benedetto, donde Pietro partì e dove non tornò più, un suo successore». Lo spirito e l’atteggiamento interiore sarebbe stati quelli della preghiera, della penitenza, del rinnovamento al fine di «offrire a Cristo la sua Chiesa» e, secondo una prospettiva ecumenica già in atto nel concilio, mosso dal desiderio di «chiamare ad essa [alla Chiesa] unica e santa i Fratelli separati, per implorare la divina misericordia». Vi era infine un’ultima intenzione: «implorare la divina misericordia in favore della pace fra gli uomini, la quale in questi giorni mostra ancora quanto sia debole e tremante, per supplicare Cristo Signore per la salvezza di tutta l’umanità».

Ad un mese esatto da quell’annuncio, alle 7,15 del 4 gennaio, Paolo VI lasciava il Vaticano alla volta dell’aeroporto di Fiumicino. Alle 13,25 atterrava ad Amman e alle 15 era già sulle sponde del Giordano, prima tappa verso Gerusalemme.
In fase di preparazione si pensò di inserire nei luoghi che il papa avrebbe visitato anche il monte Carmelo. Il progetto venne, poi, abbandonato. Nonostante questo cambiamento, la Segreteria di Stato Vaticana convocò ugualmente per il viaggio anche il Generale dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi P. Anastasio Bellestrero, futuro vescovo di Bari e poi, una volta a Torino, cardinale. In un prossimo scritto racconteremo la sua testimonianza oculare di quello straordinario viaggio.

 

Comments are closed.