Mendicanti o accattoni!

di Paola ZUCCA

Mendicanti o accattoni!
Che differenza c’è?

Un accattone si arrangia. Fruga nei cassonetti, ruba qualcosina se proprio è costretto. Non fa del male a nessuno. Ma è ricco dell’orgoglio di bastare a se stesso. Diciamo che tira avanti. Non dà confidenza. Quando qualcuno gli chiede come sta, sfodera un bel sorriso di convenienza e dice: bene! Peccato che poi ogni volta che lo dice si senta un vigliacco e un bugiardo. Ma che importa? L’importante è apparire, non essere. Soddisfatti di recitare bene la parte come fan tutti, in questo mondo di accattoni di lusso. L’esempio da dare ai propri figli è questo: vedi di cavartela, fatti bastare quello che trovi o che rubi, prendi tutto quel che puoi, non aspirare a cose grandi, desidera solo tutto quello che ottieni, sputa su quello che non riesci a procurarti.

Un mendicante invece sa che deve andare in un posto ben preciso. Dove deve chiedere e gli sarà dato.

Ha semplificato la vita all’osso. Sa che non deve far nulla, che non può far nulla. Sa che deve ricevere tutto. Deve solo essere fedele e costante. Non gli mancherà nulla. Anzi, riceverà cose che non si sogna nemmeno lontanamente di chiedere. Non deve neppure chiedere qualcosa. Deve mettersi lì, sulla porta di una chiesa e aspettare con la mano tesa. Chiede a Dio direttamente. Ci sono uomini che entrano a pregare Dio e gli passano davanti, e spesso non riescono ad entrare senza dargli qualcosa. Perché Dio è lì, troppo vicino per non farsi usare da Lui.

Esercizi spirituali: cosa da mendicanti, uomini con la dignità di stendere la mano davanti alla persona giusta. Prima seduti sulla poltroncina di un aereo, poi di un autobus, poi  nella hall di un albergo e infine sulle gradinate di un palazzetto dello sport, perché una chiesa di gradini ne ha troppo pochi…

Bello! A mendicare: qualcosa, Qualcuno ci darà….

Per vivere da Dio, senza dover vagare randagi e soli in mezzo a montagne di rifiuti… L’accattonaggio è fatto di programmi, progetti, strategie di riciclaggio. Non ci sono imprevisti, anzi, l’imprevisto è inutile o sgradevole. Una proposta si mette nel calderone dei mucchi in cui frugare, pesa come tante altre proposte…

Vivere, certo. Questo è il minimo da capire e da desiderare.

Esercizi spirituali, che bisognerebbe chiamare esercizi “vitali”. Esercizi e lavoro per imparare la mendicanza. Cioè la vita. Perché le cose non ci bastano. Quattro cianfrusaglie riempiono i nostri sacchetti da accattoni che non vogliono far brutta figura, ma c’è ben poco da mangiare. C’è da assaporare una morte lenta, onestamente morire come fan tanti… La cosa triste è programmare di far morire così i nostri figli.

Ma se ci fosse qualcosa fuori dal copione, se ci fosse Qualcuno veramente capace di farci vivere?

E non troppo lontano: umano come un amico, divino come un segno.

Le mani già sono aperte: lasciate pure…