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Il mondo che ci circonda e il mondo dentro di noi

Un viaggio dentro le ragioni della fede
Il mondo che ci circonda e il mondo dentro di noi
di P. Agostino PAPPALARDO ocd

Nello scorso articolo abbiamo visto, con l’aiuto della S, Scrittura, del Catechismo della Chiesa Cattolica e del Magistero, che l’uomo “scopre alcune «vie»… o  «prove dell’esistenza di Dio»… Queste «vie» hanno come punto di partenza la creazione: il mondo intorno a noi e il mondo che è dentro noi stessi. Proviamo ora ad approfondire queste due strade con l’aiuto dell’ esperienza e un po’ anche della scienza. 

Il mondo che ci circonda

L’intero mondo visibile concreto (dall’atomo di cui sempre più si scopre una intima vita, alla struttura complessa dell’occhio e ogni organo umano, dalla massa immensa, bella e incandescente del Sole ai milioni di specie animali e vegetali, dalle strutture più semplici a quelle più evolute e complesse, dal mondo dei mari e degli  oceani alle migliaia di miliardi di stelle nelle sconfinate galassie con le loro vertiginose distanze abissali), tutto questo è stupefacente, fantastico, vario, e regolato da leggi stabili, “prodigiose”, perfino da miliardi di miliardi di anni. Dinanzi a tutte le cose, se osserviamo bene, non è onesto, leale, per la nostra stessa ragione, riconoscere che abbiamo bisogno di individuare e comprendere, per quanto ci è possibile, una “Causa prima” che le ha fatte, le sostiene, le ha messe in movimento, le fa sviluppare? Deve esserci una Causa che viene molto prima di noi e delle scoperte scientifiche, sopraggiunte pure con fatica, anche da parte degli uomini più geniali, soltanto dopo miliardi di anni; deve esserci un Essere che è più capace di noi nel pensare, nel volere, nel realizzare, quindi più intelligente, più logico, più libero rispetto a tutti noi umani. Noi non dobbiamo aver paura di compiere una riflessione che, partendo dalla osservazione e quindi da una vera conoscenza del mondo fisico e visibile, sappia giungere alla certezza che c’è un mondo invisibile perfetto, che supera il mondo fisico e lo spiega; (infatti la  “metafisica” è la scienza dell’Essere che è “oltre” ed è “sottostante” il mondo fisico). Sempre più, a contatto con la scoperta del mondo, dell’universo, le cui conoscenze sono progredite notevolmente mediante la scienza moderna, non dovremmo percepirci infinitamente piccoli e umili rispetto alla realtà, a mille segni continui di un Autore che è la consistenza dell’intera realtà?  Se l’uomo rinuncia a “risalire” a un Primo Essere Causante, se non vuole riconoscere e accettare un Autore personale sapientissimo, una “Ragione buona Creatrice”che ha in sé tutto e non ha bisogno di altre cause,  la realtà risulta senza una spiegazione adeguata, diviene assurda, insensata; si presenta irrazionale. Il mondo con le sue caratteristiche ci offre di continuo una sorta di provocazione, fondata sull’osservazione diretta e l’uso semplice dell’intelletto, che Dio non può non essere,  è necessario: l’universo, e ogni singola cosa  lo reclama.  “Penso che dobbiamo recuperare e far recuperare all’uomo d’oggi la capacità di contemplare la creazione, la sua bellezza, la sua struttura. Il mondo non è un magma informe, ma più lo conosciamo e più ne scopriamo i meravigliosi meccanismi, più vediamo un disegno…, un’intelligenza creatrice” (Benedetto XVI, Udienza del 14/11/2012).

Il  mondo dentro di noi: l’uomo

Indaghiamo ora un po’ su noi stessi, su “chi siamo”: Siamo un  corpo e uno  spirito strettamente intrecciati, fatti per stare collegati e uniti. Viviamo una specie di  condivisione del nostro essere corporeo con la complessità del mondo fisico e animale che vive attorno a noi e simultaneamente siamo distinti da tale mondo: siamo un corpo animato non soltanto dall’uso dei sensi, da una generica sensibilità, da una mera capacità riproduttiva come gli animali; insomma non siamo solo “anima vegetativa” propria delle piante, e “anima sensitiva”, propria degli animali, ma siamo ancora di più: un’anima spirituale, con un valore misterioso radicalmente diverso e più nobile rispetto al mondo circostante; emerge di continuo, lungo tutta la storia, la differenza di qualità abissale tra noi e il resto del mondo visibile concreto: il mondo animale, vegetale, minerale, ecc. Difatti il nostro corpo materiale è vivificato e animato da una realtà immateriale, con una estensione illimitata dell’ immaginazione, della fantasia, capace di concepire tempi e spazi sconfinati; quindi  noi uomini abbiamo un  “principio”, un quid che ha la intuizione-nozione addirittura dell’Eternità e dell’Infinità. Siamo  materia certamente, ma animata da una “forma”(come il grande Aristotele scoprì), appunto l’anima, che possiede la  nozione, l’intelligenza di ciò che è immenso, perfetto nella potenza, nella giustizia, nella bontà, nella bellezza, nella felicità…,  pur non avendone avuto mai una esperienza fisica, sensibile. Noi umani siamo intelligenza e volontà: una intelligenza, o capacità di “leggere dentro” la realtà, di capirla, di ragionare, riflettere e una volontà (o libertà) di decidere e compiere ciò che sembra il meglio per noi; ma, dovremmo chiederci: Da dove viene a noi uomini questo spirito –o anima – che ci rende così potenti, liberi,  incisivi, unici, nel contesto del mondo? Da dove vengono la tendenza, la capacità di concepire, di possedere la nozione di tutte le perfezioni, di un Essere pieno, assoluto che le contiene al massimo grado? Chi ha  impresso il concetto e il desiderio di verità, di giustizia, di bellezza, di bontà, potenza, di felicità, di amore, di vita piena e senza fine, insomma di tutti i valori buoni, non parziali, non corrotti, ma al massimo grado, perfetti,  nonostante la vita ci faccia sperimentare in continuazione solo cose limitate, parziali, imperfette, che inesorabilmente finiscono? Perché questo concetto e desiderio indelebili persistono, resistono, radicati dentro di noi?

Scheda citazioni AUTORI significativi nelle Scienze

“… procedono di pari dal Verbo divino la Scrittura sacra e la natura, quella come dettatura dello Spirito Santo, e questa come osservantissima esecutrice degli ordini di Dio” (Galileo Galilei, Lettera a P. Benedetto Castelli, 21 dicembre 1613).
“Tutte queste cose sono state scoperte e osservate in questi ultimi giorni per mezzo del telescopio escogitato da me, previa illuminazione della grazia divina” (Galileo Galilei, Sidereus Nuncius).
“Scoprendo il mistero del cielo, l ‘uomo ripensa i pensieri di Dio” (Keplero).

“Questo mirabile ordine che scorgiamo nel cielo non può che essere opera di un Essere onnipotente e onnisciente” (I. Newton).

“Il supremo passo della ragione sta nel riconoscere che c’è una infinità di cose che la sorpassano. E’ ben debole se non giunge a riconoscerlo…” (B. Pascal, Pensieri, n.139).

“Poca scienza allontana da Dio, molta scienza avvicina a Dio” (F. Bacon).

“Poca osservazione… conduce all’errore. Molta osservazione conduce alla verità” (Alexis Carrel, Riflessioni sulla condotta della vita. Premio Nobel per la Medicina).

“Sono un uomo che ammira tutti gli ingegneri del mondo e che ha profonda ammirazione per il più grande di tutti: Dio” (T. Edison).

“Siamo ancora agli albori dell’era scientifica, ed ogni nuova conoscenza rivela con maggior evidenza l’opera di un Creatore intelligente. Per mezzo di incrollabili leggi matematiche possiamo dimostrare che l’Universo è stato concepito e attuato da una grande intelligenza creatrice” (A. Cressy  Morrison, già Presidente dell’Accademia delle Scienze di New York).

“… La scienza è l’unica prova che abbiamo per dire che la natura non è un libro scritto a caso da un pazzo… Chi sceglie l’ateismo fa un atto di fede nel nulla” (A. Zichichi)

“Ritengo estremamente verosimile l’ipotesi di una mente ordinatrice dell’universo” (C. Rubbia)

“Nelle leggi della natura si rivela una ragione così superiore che tutta la razionalità del pensiero e degli ordinamenti umani è al confronto un riflesso assolutamente insignificante” (A. Eistein,  Il Mondo come lo vedo io, Roma 2005).

 

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