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Carmelitani di Bruxelles: “Servono parole chiare”

Agenzia SIR (Servizio Informazione Religiosa)

(Sir Europa – Bruxelles) – “Anche qui emerge una forte domanda di sostegno alla famiglia e di relazioni autentiche. C’è una sincera richiesta di accompagnamento, sia sociale che spirituale”. Padre Simone Migliorati, del convento dei Carmelitani di Bruxelles, spiega le ragioni che hanno portato a una nuova serie di iniziative dei religiosi sul fronte della famiglia. Domenica 22 settembre nella chiesa adiacente il convento che si affaccia sulla centralissima avenue de la Toison d’Or, l’arcivescovo di Malines-Bruxelles, mons. André-Joseph Léonard, ha presieduto una concelebrazione eucaristica, alla presenza delle reliquie dei beati Louis e Zélie Martin, genitori di santa Teresa di Lisieux.

In settimana sono proseguiti momenti di preghiera e di adorazione. Infine questa sera si terrà una conferenza di mons. Tony Anatrella, consultore del Pontificio Consiglio per la famiglia e di quello per la salute, che affronterà il tema: “La famiglia alla prova dei nuovi costumi e delle ideologie”. Padre Migliorati spiega a SirEuropa: “Da due anni abbiamo condotto con un gruppo di coppie un serio lavoro, promosso dal Movimento ecclesiale carmelitano, proprio sui temi della famiglia. Abbiamo cercato di riscoprire i tratti essenziali delle relazioni affettive, familiari, genitoriali. Su questi temi abbiamo chiesto al relatore di portare parole di chiarimento”.

“Occorre riconoscere che i differenti background e i comportamenti diffusi”, specie in una città cosmopolita come la capitale belga, che ospita numerose istituzioni europee e internazionali, “portano talvolta a una certa confusione su ciò che è la famiglia. Vorremmo tornare all’essenziale”, prosegue padre Simone Migliorati. “Ugualmente vorremmo confrontarci, come abbiamo fatto in questi due anni di incontri mensili, sui problemi che concretamente affliggono la famiglia. Basti pensare alle tante separazioni e divorzi; oppure alla dominante teoria del gender. Insomma, con questa proposta vorremmo uscire dal guscio e dialogare con la città su un argomento che resta centrale nella vita di ogni persona e della società nel suo insieme”.

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