Cari “messaggeri” del MEC nelle Terre d’Oltremare

Tra qualche giorno un gruppo di famiglie e giovani studenti del Movimento Ecclesiale Carmelitano, accompagnati da P. Claudio e P. Elie, si metterà in viaggio per raggiungere alcune famiglie americane, vicine alla spiritualità del nostro Movimento. Sarà l’occasione per conoscersi e condividere un’amicizia. Ad accogliere la delegazione italiana ci sarà P. Tim Haberkornv, Fra Solomon Benedict, e Denis Drudrick.
Pubblichiamo la lettera che Padre Antonio Sicari ha voluto inviare, per questa occasione, al gruppo italiano che si prepara a partire per le Terre d’Oltremare.

Qui la lettera inviata qualche mese fa da P. Tim Haberkornv

Qui un’intervista a Fra Solomon Benedict curata da Dialoghi Carmelitani.

 

Cari “messaggeri” del Movimento Ecclesiale Carmelitano
nelle Terre d’Oltremare,

Avvicinandosi il giorno della vostra partenza, desidero accompagnarvi spiritualmente con la preghiera e l’affetto, e con qualche paterno consiglio. Vorrei anzitutto che voi stessi vi affidaste (come certamente avete già fatto) alla Vergine Santa del Carmelo – sia come famiglie che come singoli – chiedendo a Lei la grazia di poter compiere una missione bella e fruttuosa.
Dico “missione”, perché di questo si tratta. Non è solo una vacanza autonomamente gestita, ma una missione: siete “inviati” dal Movimento e lo rappresenterete con la vostra stessa vita.
Le persone che incontrerete (soprattutto quelle che vi ospiteranno) sono già convinte che troveranno in voi dei “cristiani” particolarmente impegnati e saranno curiosi di vedere e di capire che cosa sia quel “carisma” (carattere, timbro, stile) che qualifica il vostro nome. Saranno cioè curiosi di vedere e capire che cosa voglia dire “carmelitano”.
Permettetemi perciò alcuni suggerimenti:

1)    Anche per voi dovrà valere l’antico ideale dei primi cristiani: “Erano un cuor solo e un’anima sola”. Consapevolmente o meno è questo che i nostri “amici americani” cercheranno di constatare con i propri occhi: se siete davvero “un cuor solo e un’anima sola”. Perciò con insistenza vi chiedo: onorate sempre, innanzitutto, la vostra unità; non indulgete mai a personalismi, o antipatie, o critiche, o lamenti, o durezze d’atteggiamento. Mostrate – senza infingimenti – la bellezza dell’unità e dell’amicizia. E fatelo in maniera trasversale: non solo tra famiglie, ma anche tra famiglie e ragazzi, anche verso i bambini, anche verso “quelli del Movimento” che sono rimasti a casa.

2)    In secondo luogo, i vostri ospiti, – per quanto poco sappiano del Carmelo – saranno curiosi di conoscere “la profondità del vostro cuore”: nella preghiera, nei giudizi, nella capacità di assorbire disagi o imprevisti, nella “simpatia accogliente” che saprete dimostrare verso tutto ciò e verso tutti coloro che incontrerete.

Come già sapete la santità consiste nel fare in maniera straordinaria le cose ordinarie e in maniera ordinaria (cioè normale, ma non volgare) le cose straordinarie. Soprattutto dovrete far risplendere l’unità della famiglia e la sua indissolubile forza interiore. E i ragazzi dovranno far risplendere la bellezza di una giovinezza vissuta cristianamente e senza sconti: senza complicità alcuna.
Infine, l’attenzione più importante dovrà essere quella di “agire con speranza”. Chiamo così l’agire (o lo scegliere) di chi sa interrogarsi sul futuro buono che Dio desidera. Sono le azioni e le scelte di chi si chiede: di quello che sto dicendo, facendo, organizzando, che cosa resterà nella storia? Che cosa resterà “come Movimento”? E questo non per proselitismo o autocelebrazione, ma perché i nostri amici americani saranno aiutati davvero solo da ciò che resterà nel tempo dopo la vostra visita: solo da ciò che potrà “continuare” e “generare storia”. Altrimenti rischiamo di cadere soltanto nel folklore.
Ciò che invece resterà porterà con sé Fede, Speranza e Carità che è quello che lo Spirito Santo desidera.
Vi benedico con tutto il cuore.

P. Antonio Maria Sicari