Una vacanza per “ri-crearsi”

“ IL DONO DELLA VITA… IL COMPITO NELLA VITA”
questo è stato il tema affrontato nella prima vacanza estiva del gruppo Mec giovani della Sicilia Orientale, il desiderio di riconoscere che ad ogni dono corrisponde un compito e che questo compito non è un peso da portare ma una gioia da vivere.
Alcune riflessioni sono state fatte durante questi quattro giorni, ne riportiamo qualcuna in modo sintetico, per condividere la gioia e la grazia ricevuta da noi tutti, con voi.

La Ri-Creazione – di Valeria Battiato

Nei giorni che vanno dal 28 al 31 di agosto, la nostra comunità di Catania con quella di Solarino (SR) ha vissuto la prima vacanza del gruppo giovani della Sicilia Orientale, in montagna, al “Clan dei Ragazzi” alle pendici dell’Etna.
Eravamo solo noi del gruppo giovani e studenti dalla terza media fino alla 5° superiore senza i genitori!!!  Accompagnati da quattro dei nostri responsabili.
Per questa “vacanzina”, però, Giuseppe (responsabile dei giovani di Catania) ha voluto darci molta fiducia e perciò ha affidato a noi il compito di organizzare le giornate, o comunque di aiutarlo il più possibile. C’era chi si è occupato dei canti, chi dei giochi, chi di cucinare, chi delle pulizie, chi di organizzare le escursioni ecc. Io, in veste di una delle organizzatrici, mi sono occupata un po’ di tutto, e devo dire che non è stato facile preparare, questa vacanza. Ma ci siamo rimboccati le maniche, ci siamo affidati al Signore e ci auguriamo che tutti siano rimasti entusiasti del risultato finale.
Inizio col dire che sono stati quattro giorni fantastici. Sicuramente faticosi, freddi e impegnativi ma di certo bellissimi. Quattro giorni in montagna, lontani da tutti ma secondo me più vicini a “Lui”.
Giuseppe ci ha spiegato che lo scopo di questi quattro giorni non era solo quello i “divertirci” ma “ricrearci”… che vuol dire? Il verbo divertire vuol dire allontanarsi da qualcosa, infatti quando ad esempio studiamo tutto il giorno, poi vogliamo divertirci, lo facciamo per allontanarci dallo studio, per non pensare più. Invece “ricrearsi” vuol dire rinvigorire, bearsi di una nuova cosa, di tutto ciò che ci è stato donato (il creato, l’amicizia) per poi prendercene cura (compito) ed è proprio quello che abbiamo cercato di fare e trasmettere in questi giorni. vacanza2
Un’altra cosa particolare per noi ragazzi, se così vogliamo dire, è stata la recita delle lodi in retto tono, subito dopo la colazione, perché tutti, con un unico respiro, potessimo pregare “un cuor solo ed un’anima sola” nella piccola cappella che era presente nella struttura. Non sono frasi fatte, ma la reale esperienza che abbiamo vissuto.
Finite le lodi, zaino in spalla, scarpe da trekking e tutti insieme verso una nuova meta.
I fratelli Baturi (scout) avevano già programmato il percorso e guidavano il resto del gruppo. Il primo giorno abbiamo fatto 8 km e siamo arrivati davanti ad una montagna che era divisa a metà: una metà era rigogliosa e piena di alberi, l’altra metà invece era completamente ricoperta di pietra lavica e alberi secchi a causa dell’eruzione vulcanica del 2002. Abbiamo cercato di cogliere un significato da quel paesaggio: l’albero verde pieno di foglie, è vivo; mentre l’albero colpito dal fuoco della lava rimane esternamente intatto ma internamente è vuoto, arido, secco! Così, per analogia, nella nostra vita dobbiamo scegliere quale delle due immagini abbracciare; la nostra vita potrebbe essere rigogliosa oppure arida e secca… tocca a noi la scelta.
Dopo aver fatto una pausa e aver riflettuto su quel cammino e aver fatto un canto ci siamo incamminati per ritornare a casa. Per me, come ho già detto, è stata una bellissima esperienza; ringrazio i nostri responsabili senza i quali non avemmo avuto l’occasione di passare queste giornate tutti insieme. Spero vivamente di poter rifare questa esperienza che mi ha sicuramente “ri-creato”.