Un ricordo di Giuseppina Coppola

Ricordare Giuseppina ad un mese dalla sua scomparsa ci consente di riflettere in modo più sereno e meno influenzato dall’emotività del momento sulle ragioni del nostro incontro con lei e su quello che lei è stata per ciascuno di noi e per le nostre famiglie.

Le piaceva spesso citare un passo di un romanzo di Eric-Emmanuel Schmitt: “Nella vita si è verificato un “Incontro” solo se possiamo distinguere un prima e un dopo nella nostra esistenza”.  Chiunque sia arrivato al MEC attraverso Giuseppina ha incontrato Colui che ha generato un prima e un dopo nella propria vita.

Senza voler fare un elogio funebre, poiché lei era contraria, è innegabile che le realtà del MEC ad Alcamo e Castellammare siano state il frutto della sua passione per il carisma Carmelitano.

Non è stato semplice seguirla. La sua intelligenza esuberante rendeva quasi impossibile a chiunque starle al passo: prima che noi completassimo un progetto, un’iniziativa, già era immersa in mille altri desideri e obiettivi. Gli eventi culturali che organizzava con tanta cura e dedizione erano il modo per divulgare il carisma del Carmelo e raggiungere quante più persone possibile, così come l’incontro a scuola con i colleghi era l’occasione buona per invitarli a partecipare alla Scuola di Cristianesimo. Possiamo affermare col senno di poi che la passione per il Movimento alimentava la sua fantasia e la frenesia di trovare modalità interessanti che potessero rapire e sollecitare i cuori e le intelligenze per portarli verso Dio con gioia e leggerezza.

La sua peculiarità era non solo quella di coinvolgerti dentro le situazioni senza capire a cosa andavi incontro attraverso la tecnica del “.… o anneghi o impari a nuotare …..”, ma anche la capacità di analisi nell’individuare, fin dal primo sguardo, pregi e difetti delle persone. Era in grado di andare al di là delle apparenze, di cogliere l’essenza delle cose e, anche, di affrontare le questioni con una profondità e un’ attenzione che pochi possono vantare, con quella cura “tipicamente carmelitana”.  I suoi modi decisi ci hanno insegnato a vivere le situazioni al momento, ad affidarci solo a Colui che ci può confortare.  Solo dopo abbiamo capito che il suo intuito ancora una volta aveva colto nel segno.

La sua impazienza che, a volte, suscitava la nostra ilarità e la frenesia di non sprecare il tempo le hanno permesso di realizzare moltissimo: dagli spettacoli teatrali agli incontri culturali, dalle iniziative di carità alle visite agli ammalati in ospedale, dalla proposta di incontri di catechesi al coinvolgere   intere famiglie a partecipare agli Esercizi Spirituali. Mettendo insieme tutte le esperienze passate sembra quasi che abbia vissuto il doppio dei suoi anni. L’amore per il Carmelo le ha fatto conoscere i mistici che hanno abbracciato questo carisma ,riuscendo a contagiare chi si avvicinava al cammino del MEC.

Non ricorderemo Giuseppina come “la buonanima di ….”, come si usa dire dalle nostre parti, anche perchè a lei non sarebbe piaciuto. La ricorderemo sempre per la vitalità e la passione con cui diceva: “Saremo giudicati sull’amor !”,  “Possiamo già vivere su questa terra un anticipo di paradiso” e ancora “Dio non vezzeggia le anime, più le ama e più fa loro percorrere tutte le strade percorse da Gesù Cristo fino alla Croce”.

Sarebbe riduttivo da parte nostra ringraziare Giuseppina per averci donato il Movimento. Tutta la Comunità di Alcamo, ogni persona che ancora oggi si avvicina al MEC o fruisce anche saltuariamente degli incontri di Scuola di Cristianesimo, tutti coloro che hanno contribuito alle donazioni per le missioni del Movimento o anche solo guardato una mostra sui Santi Carmelitani hanno ricevuto un dono più grande: un incontro con Colui che è diventato nelle nostre vite un punto fermo.

Un grazie ancora va a Giuseppina per averci trascinato e insegnato la bellezza e la leggerezza di una vita vissuta in Cristo, intessuta del carisma carmelitano. Ci ha sempre insegnato a guardare in alto: “Duc in altum” diceva, non curante delle difficoltà che questa strada presentava.

È stata compagna nel sentiero della Vita attraverso la piccola via di perfezione e il tempo trascorso insieme è stato solo un soffio per quello che sarà l’Eternità insieme.

Rivolti a lei, ci viene da dirle: “Ora che hai completato la “salita del monte Carmelo”, fa’ tua la missione di Santa Teresa di Lisieux e “passa il tuo cielo a fare del bene sulla terra”.

La Comunità di Alcamo