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Lettera di Gabriele Tomasoni

Condividiamo la lettera del Presidente del Movimento, Gabriele Tomasoni, che nel suo quotidiano è responsabile del reparto di anestesia e rianimazione dell’Ospedale Civile di Brescia.

 Brescia 12 Marzo 2020

Cari amici,

come sapete sono impegnato in prima persona in questa battaglia surreale perché il nemico è invisibile, e nello stesso tempo battaglia tragicamente concreta per gli effetti che determina.  Una battaglia che vede impegnati noi medici e tutto il personale sanitario oltre ogni limite delle nostre forze fisiche e psicologiche, ma, nessuno si lamenta, anzi, ciascuno di noi si domanda a fine giornata cosa avrebbe potuto fare di più.

Siamo stati colti impreparati anche se era difficile prevedere l’entità dell’epidemia e la gravità della virulenza o meglio nessuno pensava che dalla Cina sarebbe arrivata a noi Lombardi autosufficienti e immunizzati.

Quando vediamo in TV altri che sono colpiti da disgrazie, siamo sempre pronti ad allontanare il pensiero che potrebbe accadere anche a te. Questo ci deve insegnare, come dice P. Fabio nel suo articolo, che noi uomini non siamo onnipotenti né autosufficienti ma, vulnerabili, piccoli, dipendenti gli uni dagli altri. Per questo in un mondo globale a cui non possiamo più rinunciare, dobbiamo affinare la nostra sensibilità, la nostra attenzione, il nostro coinvolgimento alla stessa globalità, nulla al mondo ci è estraneo. Ciò che accade all’altro ci chiede un coinvolgimento personale di attenzione e di domanda.

La bellezza della persona, la verità della persona emerge soprattutto nelle situazioni di fatica e di sofferenza. Lo sto sperimentando nei colleghi, nei gesti di generosità e non solo. Nelle confidenze che le situazioni o la stanchezza fanno emergere. Senza pudore o timore ci diciamo che la sera recitiamo il S. Rosario e, non pochi confessano che dopo alcune Ave Maria si addormentano per la stanchezza.

Se tutto questo che ci sta accadendo ci interrogherà seriamente, potremo sperare di reimpostare un rapporto autentico con ciò che ci genera nel quotidiano. Potremo concludere che non tutto è accaduto per nulla. Se domani ritorneremo ai soliti battibecchi inutili allora dovremo preoccuparci ed impegnarci ancora di più perché l’ottusità dell’uomo sia sopraffatta dalla Bontà Misericordiosa del Signore.

Vi abbraccio,

Gabriele

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