La realtà dell’imprevedibile

Cronache da “Il Baule della Solidarietà”

Febbraio 2020: le notizie sulla diffusione del virus Covid 19 cominciano a farsi sempre più insistenti anche in Italia; il “pericolo invisibile”, che sembrava confinato nella lontana Cina, è ormai una realtà presente anche nel nostro Paese e i mass media cominciano a raccontare delle prime vittime.
La sorpresa, lo sconcerto e la paura iniziali si accompagnano all’illusione che, comunque, le nostre società occidentali in grado di ordinare, prevedere e soprattutto progettare il futuro, sapranno dare risposte rapide e adeguate a questo nuovo “sgradito ospite”. Ma nessuno ha fatto i conti con la realtà dell’imprevedibile e tutto quello che è accaduto nei mesi successivi lo sta a dimostrare tanto che ancora adesso facciamo fatica ad avere coscienza di quanto è cambiata, o dovrebbe cambiare, la nostra vita personale e sociale.

20 febbraio 2020: i responsabili de “Il Baule” decidono di chiudere, primi tra diverse realtà, la sede del magazzino dell’usato a Rodengo Saiano, fino a data da destinarsi.
È una decisione sofferta, ma inevitabile, poiché è necessario salvaguardare anzitutto la salute delle persone dei volontari, sempre numerosi durante le aperture previste, ma anche di tutti coloro che accedono al grande magazzino in cerca di ogni cosa di loro utilità. La speranza iniziale è che la serrata duri poco e che le perdite di risorse economiche necessarie per sostenere tante opere di carità e di missione non siano eccessive. E poi ogni fine mese c’è il mutuo sull’immobile da saldare …

8 marzo 2020: viene pubblicato il primo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) che prevede dal giorno successivo il lockdown per tutti gli italiani, almeno sino ai primi di aprile.
È il primo di una lunga serie di DPCM che giunge sino ai nostri giorni e che impone al Baule di interrompere anche le altre attività di solidarietà come il “Baule dell’italiano”- scuola di italiano per stranieri, il doposcuola formativo dei progetti Eméra (a Brescia, nelle località Lamarmora e a Chiesanuova) destinato per lo più a bambini di famiglie straniere e LINC (leggo-imparo-navigo-conosco) per gli alunni della scuola elementare di Rodengo Saiano.
Non si ferma, invece, l’attività di sostegno alle famiglie in difficoltà con la distribuzione di generi alimentari di prima necessità, anche se occorre rivedere l’organizzazione della distribuzione, tenendo conto delle rigide norme in vigore che riguardano sia le difese sanitarie che la possibilità di spostamento. Le educatrici di Eméra non si perdono d’animo e, come i docenti per la scuola, anche loro fanno formazione “a distanza” per più di 20 bambini, facendo svolgere i compiti e condividendo con i minori e le loro famiglie ansie, paure, difficoltà legate al confinamento familiare.

Maggio 2020: dopo l’immane tragedia che a oggi (23 giugno) conta 34.657 decessi ufficiali, si comincia a prevedere la ri-apertura! La vita deve continuare e l’economia ha bisogno di rimettersi in moto, pena una grave crisi economica e occupazionale senza precedenti dopo quella sanitaria. Anche Il Baule deve iniziare a ri-pensare la riapertura, per quando sarà possibile, con prudenza e tenendo conto dei protocolli sanitari e organizzativi propri della sua attività. Ci si preoccupa di reperire pertanto i DPI (dispositivi di protezione individuale: mascherine, gel igienizzante, guanti ecc.), di verificare spazi e tempi necessari a gestire la presenza degli ospiti, ma anche alla salvaguardia degli stessi volontari che devono essere in numero adeguato rispetto ai compiti  da svolgere.

10 giugno 2020: è il primo giorno di ri-apertura.
In seguito sarà aperto il mercoledì e il sabato pomeriggio dalle ore 15 alle ore 18.
Dopo attente valutazioni e lavori preparatori, e molta apprensione per l’esito, il giorno tanto atteso è arrivato; per ogni turno sono coinvolti 8/10 volontari, alcuni in più rispetto alle condizioni ordinarie per adempiere alle incombenze Covid. Il mercoledì il Baule si avvale della collaborazione di una giovane del servizio civile di Punto Missione, mentre il sabato hanno garantito la loro presenza alcuni universitari del Movimento Ecclesiale Carmelitano; per attività di ausilio extra vendita (pulizia locali e altre attività di magazzino) ci sarà anche l’apporto di studenti, con modalità da definire. La prima settimana di apertura è stata veramente confortante sotto tutti i punti di vista; l’organizzazione per gestire i flussi, a parte qualche sbavatura iniziale, poiché sorpresi dall’elevato e imprevisto numero dei presenti al momento della prima apertura, ha “tenuto botta”. Nel mese di luglio si deciderà se aumentare, eventualmente, i giorni di apertura. Le attività attinenti il ritiro mobili e similari sono state invece posticipate a fine estate.

La realtà dell’imprevedibile ancora una volta ci ha sorpreso.
Al di là dell’esito, che è importante, ci preme sottolineare come questo momento di difficoltà, oltre a far crescere la nostra amicizia e rinforzare le ragioni del nostro impegno, ci ha stupito nuovamente per il legame che si è creato con tantissime persone vecchie e nuove, ma anche per  l’evidenziarsi di bisogni sociali che, già presenti precedentemente, probabilmente si sono acuiti ancor più come esito della recente pandemia. Ecco perché il nostro impegno proseguirà con rinnovata passione, facendosi carico di una nuova responsabilità come risposta a questi nuovi bisogni emergenti.

Il “Baule della Solidarietà”