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Giornata della Vita consacrata (domenica 2 febbraio)

E’ una coincidenza, che suggerisce una riflessione.
Siamo un Paese di vecchi.
Mettere al mondo un figlio è sempre più una scelta di nicchia. La de-natalità non è spiegabile solo con motivazioni economiche o sociali.
C’è un deficit di umanità e di speranza, senza dubbio.
Al contempo la scarsità di vocazioni alla vita consacrata rende orfane le comunità, le scuole, gli ospedali.
Prediche e lamenti lasciano il tempo che trovano, senza nulla cambiare.
Occorre pregare:
1) “La vita non è un oggetto da possedere o un manufatto da produrre, è piuttosto una promessa di bene, a cui possiamo partecipare, decidendo di aprirle le porte. Così la vita nel tempo è segno della vita eterna, che dice la destinazione verso cui siamo incamminati”. (CEI)

2) “La vita consacrata non è sopravvivenza, non è prepararsi all’ “ars bene moriendi”: questa è la tentazione di oggi davanti al calo delle vocazioni. No, non è sopravvivenza, è vita nuova. È incontro vivo col Signore nel suo popolo. È chiamata all’obbedienza fedele di ogni giorno e alle sorprese inedite dello Spirito. È visione di quel che conta abbracciare per avere la gioia: Gesù”. (Papa Francesco).
Padre Gino Toppan, ocd

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