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Finestre aperte sull’Enciclica Laudato si’

Il 24 Maggio di quest’anno, dopo la recita del Regina Coeli, il Papa ha ricordato  il quinto anniversario dell’enciclica Laudato si’ e ha annunciato l’inizio di un intero anno speciale di riflessione sulla cura del creato.

Gli insegnamenti dell’Enciclica sono particolarmente rilevanti nel contesto attuale della pandemia di Coronavirus, che ha fermato molte parti del mondo. “La pandemia – sottolinea don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana – ha colpito dovunque e ci insegna come soltanto con l’impegno di tutti possiamo rialzarci e sconfiggere anche il virus dell’egoismo sociale con gli anticorpi di giustizia, carità e solidarietà. Per essere costruttori di un mondo più giusto e sostenibile, di uno sviluppo umano integrale che non lasci indietro nessuno”. “In particolare – aggiunge don Soddu – questa pandemia può essere una opportunità di radicare nel nostro futuro il valore della fraternità”.

Accogliamo con gioia e piena convinzione l’invito di Papa Francesco ad aderire a questo anno speciale per prenderci “cura della nostra casa comune e dei nostri fratelli e sorelle più fragili”, offrendo ai nostri lettori una spinta a riscoprire l’Enciclica, prima di tutto con il suggerimento di leggerla per intero. Non è un compito difficile o riservato agli specialisti di teologia. L’Enciclica, infatti, è rivolta a tutti gli uomini di buona volontà e lo si capisce al volo, anche grazie alla scelta di un linguaggio accessibile a tutti, pur nella profondità e ricchezza dell’approccio al tema.

Insieme a questa prima esortazione, apriremo alcune finestre periodicamente, lungo tutto l’anno dedicato alla sua riscoperta, su alcuni tra gli interventi più interessanti che hanno commentato il suo significato e il suo valore.

Papa Francesco ci chiede passione e impegno in un “tempo difficile”, in cui c’è bisogno di una dedizione particolare per la pace, i poveri, il creato e la cura di ogni malattia del corpo, del cuore e dell’anima:
Affidiamo all’intercessione di Maria Ausiliatrice tutti i discepoli del Signore e tutte le persone di buona volontà che, in questo tempo difficile, in ogni parte del mondo lavorano con passione e impegno per la pace, per il dialogo tra le nazioni, per il servizio ai poveri, per la custodia del creato e per la vittoria dell’umanità su ogni malattia del corpo, del cuore e dell’anima”.

È tra questi discepoli che vogliamo collocarci, facendo da subito nostra la preghiera che il Papa ci invita a recitare.

Dio amorevole,
Creatore del cielo, della terra e di tutto ciò che contengono.
Apri le nostre menti e tocca i nostri cuori,
affinché possiamo essere parte del creato, tuo dono.
Sii presente ai bisognosi in questi tempi difficili,
specialmente i più poveri e i più vulnerabili.
Aiutaci a mostrare solidarietà creativa nell’affrontare
le conseguenze di questa pandemia globale.
Rendici coraggiosi nell’abbracciare i cambiamenti rivolti
alla ricerca del bene comune.
Ora più che mai, che possiamo sentire di essere tutti
interconnessi e interdipendenti.
Fai in modo che riusciamo ad ascoltare e rispondere
al grido della terra e al grido dei poveri.
Possano le sofferenze attuali essere i dolori del parto
di un mondo più fraterno e sostenibile.
Sotto lo sguardo amorevole di Maria Ausiliatrice,
ti preghiamo per Cristo Nostro Signore.
Amen. 

Nella prossima puntata apriremo la prima finestra sull’enciclica, grazie ad un intervento di mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti.

Lella Tomasini

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