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Festa della Madonna del Carmelo

Brescia, 16 luglio 2020

C’è una antichissima preghiera (il “Sub tuum praesidium”, che dicono risalga al III secolo) che noi frati recitiamo tutti i giorni, in cui ci rivolgiamo alla Vergine Santa con le parole: “Sotto la tua protezione troviamo rifugio, Santa Madre di Dio…».

Ma dovrebbe essere tradotta meglio con le parole: «Sotto il tuo manto misericordioso noi tutti ci rifugiamo…», con la consapevolezza che essa ci rimanda alle radici della nostra storia carmelitana.

Quando nel Medioevo i primi Carmelitani (costretti a fuggire dalla Terra Santa) giunsero in Europa, si trovarono in difficoltà perché erano praticamente sconosciuti. Si affidarono allora alla Vergine Santa e il Generale dell’Ordine (San Simone Stock) – il 16 luglio del 1251 – ottenne da Lei come segno di protezione il dono dello Scapolare.

In quegli anni si era sviluppata anche, in ambiente certosino, la devozione a Maria “Madre di tutti i cristiani” (che veniva appunto raffigurata con un ampio mantello sotto il quale stava raccolto il popolo di Dio): era detta anche Madre della Misericordia.

La Scapolare trovò così una entusiastica accoglienza, anche perché ad esso si erano legate le promesse di Maria che riguardavano la salvezza eterna: tanto che in molte nazioni si diffuse l’uso di riceverlo in dono al momento del battesimo.

Ma vennero coltivate anche le richieste pedagogiche e spirituali necessarie affinché i figli imparassero a lasciarsi davvero rivestire e formare dalla loro Madre, per poter sempre più rassomigliare al Suo Gesù.

Del resto tutto ciò apparteneva già alla catechesi battesimale, e sul pressante invito di San Paolo: «Quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo!» (Gal 3,27); «Rivestitevi del Signore Gesù Cristo, e non seguite la carne nei suoi desideri» (Rom 13,14).

Il Santo Scapolare attualizzava e attualizza ancora tutto questo, e lo rende impegno quotidiano, proprio mentre la relazione con Maria Santissima viene colta nel Suo atto materno di rivestirci dolcemente e nella nostra disponibilità riconoscente nel lasciare che Lei si prenda cura di noi ogni giorno.

In fondo la nostra appartenenza al Movimento Ecclesiale non vuole esser altro che questo: far parte di una famiglia carmelitana dove tutti i figli sono maternamente curati e fraternamente aiutati nella loro crescita.

È questo l’augurio che reciprocamente ci rivolgiamo, anche quest’anno, in cui abbiamo sentito più del solito il bisogno di essere custoditi.

P. Antonio Maria Sicari

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