«Fermatevi qui e pregate con me». Il triduo sacro a Palermo con i ragazzi

Nella scuola di Cristianesimo p. Antonio ci ricorda che «deve sempre restare chiara e inalterata la persuasione che non si dà vita di preghiera se la quotidianità non è veramente e seriamente intessuta di molteplici atti di preghiera». Questo è vero nella normalità della vita. Ma cosa succede quando un atto di preghiera si estende a tutto il tempo della giornata fino a coincidere con tutta la vita che in quella giornata accade? E’ questa l’esperienza che ogni anno è proposta ad ogni cristiano con il Triduo sacro: un lungo atto liturgico che inizia con la liturgia del Giovedì Santo e termina con la Veglia della Pasqua. Per tutti accade davvero che «sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio» (1 Cor 10,31). Perché non renderla esperienza questa circostanza unica dell’anno liturgico? Con questo spirito abbiamo pensato di proporre, a Palermo, il Triduo sacro ai ragazzi. E i ragazzi, quando gli si chiede qualcosa, riescono a farlo bene. E a sorprenderci…

Testimonianza di Giuseppe Motisi – comunità di Palermo

La Pasqua, per un cristiano, è un momento fondamentale nell’anno liturgico, degno di essere vissuto al massimo delle sue possibilità. Per questo a noi ragazzi del movimento di tutta la Sicilia è stata offerta la grazie di vivere il Triduo (Giovedì, Venerdì e Sabato Santo) tutti insieme. Borsone in spalla, sacco a pelo e materassino e… pronti per questa esperienza!

L’inizio era fissato per le 18.00 con la celebrazione del Giovedì Santo nella chiesa Madonna dei Rimedi: per rivivere l’Ultima Cena di Gesù. Poi a celebrazione finita, ci siamo recati a Villa Flora (periferia di Palermo, verso Monreale) per sistemarci per la notte e per cenare (le famiglie di Palermo avevano preparato pietanze per accontentare i gusti di tutti!).

Poi, proprio come Gesù che dopo la cena si era ritirato con i discepoli nell’Orto degli Ulivi, anche noi – come vuole la tradizione – siamo andati nella vicina chiesa degli Agostiniani per visitare il “Santo Sepolcro”. Più volte Padre Paolo ha ricordato l’importanza del silenzio e della preghiera in questo momento in cui è «Gesù che ci chiede di pregare per Lui», chiedendoci di vincere la fatica che ci può essere nel vivere queste due azioni poiché ogni piccola cosa può diventare una distrazione. Nonostante la stanchezza, la consegna di Padre Paolo è stata rispettata al meglio.

Tornati in villa, è ora di andare a letto e, gonfiati gli ultimi materassini e sistemate le ultime cose, è più congeniale spegnere le luci, in vista della faticosa giornata che ci aspetta.

Sveglia alle sette e mezza, colazione alle otto e Lodi alle nove nella Cappella della villa: queste le prime azioni del giorno della morte di Cristo. A seguire l’incontro con Padre Paolo incentrato sulla Passione di Cristo. «Sette sono le parole che Gesù pronunciò durante la sua Passione», e queste sono le parole che Padre Paolo ha utilizzato come tema dell’incontro, spiegandole singolarmente, tutte e sette. Quindi abbiamo vissuto un lungo momento di riflessione e di silenzio. Contemporaneamente Padre Paolo era disponibile ad amministrare il Sacramento della Riconciliazione, per permettere a chi non ne avesse avuto occasione, di toccare con mano la Misericordia di Dio. Intanto, durante il tempo della riflessione e del silenzio comune, si sono alternati letture e canti, per non perdere la concentrazione e quindi vivere appieno questa esperienza.

Dopo un pranzo leggero a base di “Pani Cunsatu”, un breve momento di riposo, utilissimo per terminare bene la faticosa giornata che ci aspettava.

Alle tre, per ricordare la morte in croce del nostro Signore Gesù Cristo, si è svolta una breve Via Crucis. Quindi, giusto il tempo di prepararsi e di finire le ultime confessioni, e poi via, verso il Santuario dei Rimedi per celebrare, con tutta la comunità l’Adorazione della Croce. Tornati abbiamo cenato, rilassandoci e scherzando (sempre nel rispetto della giornata ovviamente). Dopo aver recitato Compieta, tutti a letto.

La giornata di sabato, analogamente alla mattina precedente, così è iniziata: sveglia alle sette e mezza, colazione alle otto e Lodi alle nove. Quindi, Padre Paolo ha tenuto un incontro sul tema della Misericordia e del Giubileo; e dopo aver speso due parole su come vivere tale gesto, ci siamo incamminati verso la vicina Porta Santa nella chiesa degli Agostiniani e abbiamo fatto il Giubileo tutti insieme. Ritornati alla villa, giusto il tempo di fare le valigie e di salutare gli amici di Catania e Siracusa e poi siamo ritornati alle nostre case.

Concludo con un ringraziamento particolare a tutti gli organizzatori e a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questo stupendo momento che ci ha avvicinato un altro po’ di più all’Amore di Dio.

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