Testimonianze: Timori e certezze

 

Timori e certezze
Una testimonianza di Gabriele Tomasoni

Pensare i propri figli immersi nell’oceanica celebrazione per la beatificazione di Giovanni Paolo II è per un padre confortante e rassicurante. Non tanto perché il luogo, la compagnia, l’evento sono sicuri da pericoli e tentazioni che il mondo dei giovani propone ad ogni piè sospinto, ma per la certezza che quel luogo, quella compagnia, quell’evento sono il manifestarsi straordinario della presenza del Signore nella storia.

In questo rassicurante stato d’animo si insinua però un timore che è progressivamente cresciuto nel seguire le cronache nei tanti reportage della TV dove, giustamente, Giovanni Paolo II è stato posto al centro dell’evento sottolineandone le straordinarie capacità comunicative, la continua passione per l’umanità e per l’uomo, il determinato richiamo alla giustizia umana. Tutti aspetti importanti e coinvolgenti, ma non avrebbero assunto il valore di santità se non fossero fondati su una certezza: “Gesù Cristo centro del cosmo e della storia”.
Non un Gesù Cristo idea, sentimento ma un Gesù Cristo presente e capace di trasformare tutta la mia vita.
Il timore di un padre è che lo sguardo dei figli si lasci fuorviare da altro, perdendo di vista la centralità del messaggio evangelico che Giovanni Paolo II ci ha testimoniato. Siamo chiamati alla santità, alla testimonianza di Cristo presente oggi nelle nostre azioni, nei nostri pensieri, nelle nostre scelte. Il timore si dilegua se penso alla mia storia di fede, anch’essa fatta di raduni, di piazze, trasferte per godere e testimoniare la presenza di Cristo nel mondo. Così sono certo che la Chiesa, nell’esperienza di movimento che conduciamo, saprà accompagnare i miei figli.