Testimonianze: Il Papa a Venezia

di Christian MANFRIN (universitario Mec Venezia)

Giorni molto intensi per gli abitanti del nord est (e non solo) quelli di sabato 7 e domenica 8 maggio 2011, che hanno accolto Benedetto XVI nel coso della sua visita pastorale ad Aquileia e Venezia.
Sabato, il Papa è arrivato ad Aquileia dove ha incontrato in due momenti diversi la cittadinanza, per poi raggiungere Venezia la sera stessa. In piazza S. Marco il primo momento ufficiale con le autorità civili e la domenica successiva altro momento importante per tutti: la S. Messa celebrata al parco S. Giuliano di Mestre.
Durante la visita il papa ha espresso parole di grande ammirazione per le terre venete. “Rivolgo un cordiale saluto a ciascuno di voi, che dalle varie calli e dai campi di questa meravigliosa Città siete confluiti su questo Molo”, ha detto il Santo Padre salutando i presenti in piazza S. Marco, e poi ha continuato: “Oggi ho la gioia di poter incontrare la gente di questa laguna”.

La Messa domenicale è il momento che ha visto coinvolte il maggior numero di persone. Le comunità del MEC hanno partecipato con entusiasmo all’evento! La comunità di Treviso è riuscita a recuperare il famoso striscione già usato in altre occasioni, “Siamo figli della Chiesa”, questo è stato il punto di incontro al parco per tutti i nostri amici che hanno partecipato. I primi arrivati sono le comunità di Treviso e Conegliano, seguiti poi da Venezia. Da uno spazio sopraelevato del parco abbiamo seguito assieme la cerimonia. Momento di condivisione e amicizia che si è prolungato anche oltre il termine della messa, con il pranzo al sacco, immersi nel verde!
Credo che nello spirito del nostro Movimento abbia fatto breccia soprattutto la recita del Regina Coeli, in cui il Papa ha ricordato “quanti Santuari, chiese e cappelle sono dedicati a Maria” nel Veneto; e la memoria non può non tornare alle meditazioni di P. Antonio Sicari che abbiamo ascoltato nel corso degli ultimi esercizi spirituali, dove ci è stato ricordato che Maria è la Vergine che ci conduce a Cristo!

Sua Santità ha voluto ricordare i molti Movimenti e Associazioni laicali presenti nel territorio, che, ha detto Benedetto XVI, con diversi carismi sono segno “della ricchezza del tessuto ecclesiale” e ci ha incoraggiati tutti a lavorare nella Vigna del Signore.
Dopo la Messa, il Papa si è recato, con i vescovi, i sacerdoti e alcuni laici, presso la Basilica di S, Marco dove ha tenuto il discorso di chiusura della visita pastorale, anche alla presenza dei nostri frati e di alcune persone vicine alla nostra comunità. Benedetto XVI ha subito dopo raggiunto il polo accademico della Salute, dove ha tenuto una breve lezione al mondo della cultura. Tra gli studenti del Marcianum presenti in campo c’eravamo anche noi di Venezia (gli stessi che partiranno per la Gmg!).

Acqua, Salute e Serenissima sono i tre temi di riflessione proposti dal “prof. Ratzinger” nel suo discorso. Anche in questo momento possiamo dire che il filo conduttore è stato il legame profondo tra Venezia e la Vergine Maria (aiutati anche dal luogo che ha ospitato quest’ultimo evento). Vorrei riportare qui un breve estratto delle parole del Santo Padre che ritengo particolarmente significativo:

«“Unde origo, inde salus”, recita il motto inciso al centro della rotonda maggiore della Basilica, espressione che indica come sia strettamente legata alla Madre di Dio l’origine della Città di Venezia, fondata, secondo la tradizione, il 25 marzo del 421, giorno dell’Annunciazione. E proprio per intercessione di Maria venne la salute, la salvezza dalla peste. Ma riflettendo su questo motto possiamo coglierne anche un significato ancora più profondo e più ampio. Dalla Vergine di Nazaret ha avuto origine Colui che ci dona la “salute”. La “salute” è una realtà onnicomprensiva, integrale: va dallo “stare bene” che ci permette di vivere serenamente una giornata di studio e di lavoro, o di vacanza, fino alla salus animae, da cui dipende il nostro destino eterno. Dio si prende cura di tutto ciò, senza escludere nulla. Si prende cura della nostra salute in senso pieno».

Il Papa ha poi concluso ricordando le rappresentanze non cristiane presenti nel Triveneto, per salutare Venezia e la sua Chiesa qui pellegrina, incontrando i rappresentanti del mondo della cultura, dell’arte e dell’economia, prima di tornare a Roma la sera stessa.

Momenti belli e unici, che ci hanno permesso ancora una volta di “metterci in movimento” per passare insieme una domenica sotto il sole con tutta la Chiesa di Venezia e della vicina Europa, un dono di comunione che era ben espresso nello “slogan” Tu conferma la nostra fede.