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Racconti: Perché ci travestiamo a Carnevale

 

RACCONTI
di Luigi LAROCCHI

Voce narrante: Moltissimo tempo fa, molto prima che alla vostra nonna spuntasse il primo dentino da latte, prima che agli Egiziani venisse in mente di costruire le piramidi, ancora prima che i dinosauri vagassero per le praterie in cerca di qualche buon bocconcino da addentare, sulla Terra c’erano due persone. Il loro nome? L’uomo si chiamava Adamo, la donna Eva.

Il mondo era un po’diverso da adesso: non c’erano automobili, ma nemmeno strade; non c’erano città, ma nemmeno case. Credo non ci fosse nemmeno l’aspirapolvere, ma non ne sono proprio sicuro… Ma la differenza più grande era che tutto ciò che esisteva poteva parlare con Dio, come ora voi potete parlare con la vostra mamma o il vostro papà! Tutte le cose erano bellissime, anche i ragni e tutti erano buoni, anche i leoni. Non si poteva giocare a guardie e ladri, perché non c’erano i ladri; ma si poteva giocare a palla bollata perché c’erano le noci di cocco. Anche gli animali potevano giocare, e perfino parlare.

Adamo: Che bella giornata che è oggi! Dai, facciamo un gioco! Giochiamo… a nascondino!
Giraffa: Posso giocare anche io?
Eva: Va bene, ma come farai a nasconderti? Hai un collo così lungo che ti si vedrà lontano un chilometro!
Giraffa: Non preoccuparti per me. Pensa, invece, a quando toccherà a me cercarvi. Da qua sopra posso vedere dappertutto.
Orso: Guardate! Il cielo si sta aprendo, credo che Dio voglia dirci qualcosa.

Voce narrante: Era proprio Dio! Anche Lui, vista la bella giornata di sole, aveva deciso di giocare con loro. Ad una condizione: siccome era Dio, e quindi non ci si poteva nascondere da Lui – perché sa sempre dove siamo e cosa stiamo facendo – allora Lui si sarebbe nascosto e tutti gli altri avrebbero dovuto cercarLo.

Adamo, Eva e tutti gli altri animali: Al cinque noi cominciamo a cercare. Uno, due, tre, quattro, cinque… chi è fuori è fuori, chi sotto è sotto!
Eva: Io vado a cercarLo nel bosco, c’è un così bel freschetto sotto le fronde degli alberi.
Adamo: Io vado a cercarlo sulle montagne, magari da lassù riuscirò a vederlo.
Giraffa: Io andrò nelle pianure, almeno con il mio collo lungo lungo potrò vedere molto lontano.
Orso: Io seguirò il corso del ruscello, poi il fiume e arriverò fino al mare, e se non L’avrò ancora trovato chiederò ai salmoni di cercare anche sul fondo del mare.

Voce narrante: Esseri umani ed animali partirono alla ricerca di Dio. E’ vero che il mondo è tanto grande, ma tutti gli animali vollero giocare anche loro, e loro erano proprio tanti! Perfino nel deserto gli scorpioni potevano cercare sotto ogni sasso, e nella Jungla i moscerini avrebbero potuto guardare sotto ogni foglia di ciascun albero; anche le formiche potevano cercare in ogni anfratto del terreno. L’avrebbero sicuramente trovato in un batter d’occhio!
Invece, dopo molte ore, stanchi e coperti di polvere, si ritrovarono tutti al punto di partenza.

Adamo: Voi Lo avete trovato? Io ho superato valichi scoscesi, ho salito cime innevate, ho chiesto alla marmotta se avesse visto Dio passare da quelle parti, ma non ne ho trovata traccia.
Eva: Io sono arrivata fin nel profondo del bosco, dove gli alberi sono così fitti che la luce del giorno fatica ad attraversare le loro foglie; nel buio ho chiesto al Gufo se avesse visto Dio passare da quelle parti, ma non ho trovato nulla.
Giraffa: Ho visitato pianure infinite e deserti assolati, ho chiesto al cammello che si abbeverava nell’oasi se Dio fosse passato a rinfrescarsi da quelle parti, ma non trovato nessun segno del suo passaggio.
Orso: Non è nei torrenti, e nemmeno nel mare. Ho chiesto al gabbiano ma anche nell’aria non ve n’è traccia. Dove si sarà cacciato?

Voce narrante: Tutti erano molto preoccupati. Non erano abituati a rimanere senza Dio per così tanto tempo: di solito Lui era sempre lì con ciascuno di loro, a chiacchierare, giocare… Noi a volte passiamo un’intera giornata senza ricordarci di Dio; qualche persona addirittura passa tutta una vita facendo finta che Dio non esista nemmeno! A quel tempo però gli uomini non erano ancora così, e l’idea di aver perduto Dio li angosciava.
Poi accadde una cosa incredibile. Si sentì una gran risata, e una marmotta, un Gufo, un cammello e un gabbiano spuntarono all’improvviso in mezzo a loro… facendogli fare un gran balzo dallo spavento.

Voce di qualcuno fuori campo: Ha, ha, ha …Ve l’ho fatta! Adamo… come hai fatto a non riconoscermi, mi ero travestito da marmotta e tu non mi hai riconosciuto. E tu Eva, non hai capito che il Gufo ero Io? Temevo di essermi tradito quando gli occhi mi si sono illuminati in quel modo nell’oscurità, ma tu non te ne sei accorta. Anche la giraffa e l’orso non mi hanno riconosciuto travestito da cammello e da gabbiano. Sono proprio un mago nei travestimenti.

Adamo: – tirando un sospiro di sollievo – Caspita che paura mi era venuta, temevo di averTi perso. Il mondo non è lo stesso se Tu non ci sei.
Eva: Bello scherzo ci hai fatto. Noi ti cercavamo in ogni angolo del mondo, e Tu sei sempre stato vicino a noi.
Adamo: Voglio proprio ricordarmi di questo giorno. Mi inventerò una festa in cui tutti si travestono, così ci ricorderemo di stare bene attenti a cercarTi dappertutto e dietro il volto di chiunque; soprattutto di quelli che ci stanno vicini.

Voce narrante: E così fu. Da allora c’è un giorno in cui ci si traveste, chi da cammello e chi da lumaca, chi da lucertola e chi da spaventapasseri; per ricordarci però che sotto il travestimento di chi ci è più vicino si può essere nascosto Dio.
Anzi… sapete una cosa? A Dio il gioco di nascondersi piacque proprio molto, tanto che un giorno decise di nascondersi perfino nel cuore di ogni uomo. Quindi attenti, perché, anche se non si direbbe, sotto la maschera di Zorro, o sotto quel cappello da Cow Boy, o coperto da quella pelliccia d’orso, non c’è solo un bambino, ma c’è un cuore che ospita proprio Lui.

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