Le formiche e le cicale

 

RACCONTI
di Sole e Luigi LAROCCHI

C’era una volta una bella colonia di formiche, famosa in tutta la foresta per la perizia con cui lavorava e per la quiete dei suoi individui. Alcune ampliavano ed abbellivano la loro dimora, alcune procuravano il cibo, altre difendevano la colonia e la loro regina. Ognuna era molto laboriosa e si affannava per il suo gruppo. Vivevano in pace e in armonia, cercando di non turbare l’ordine e la quiete della foresta, ma soprattutto di non interferire l’una nelle faccende dell’altra.

Qualche volta le formiche soldato, stando bene attente a non mescolarsi con gli altri gruppi di formiche addette ad altre mansioni, amavano riunirsi intorno al fuoco per raccontarsi le proprie storie e ascoltare le proprie canzoni. Così pure facevano le operaie ed anche le cercatrici di cibo.

Un giorno, dopo un brutto temporale, giunse presso la colonia un gruppo di cicale. Provenivano da un bosco molto lontano; a causa del nubifragio il fiume era straripato e gli argini erano crollati. Al cospetto dalla regina così parlarono: “Graziosa sovrana, grazie per averci ricevuto! Concedici di dimorare presso il tuo regno per un po’ cosicché noi, in cambio, possiamo raccontarvi le grandi novità che stanno accadendo dalle nostre parti”. La regina amabilmente rispose: “Gentili ospiti trattenetevi pure finché vi è necessario. Conosco il regno da cui provenite e ho ben presente la cortesia del vostro sovrano; so che siete fedeli sudditi del Grande Leone, re di tutte le foreste. Finché il signor Castoro non avrà ripristinato gli argini del fiume e il bosco non sarà tornato asciutto, voi sarete nostre gradite ospiti”.

Le formiche all’inizio erano un po’ diffidenti verso i nuovi arrivati, poi si fecero più accoglienti. Alcune cicale furono ospitate dal gruppo delle operaie, alcune dalle cercatrici e alcune dai soldati.
Le cicale cominciarono a vivere con le formiche, cercando di non interferire con le loro incombenze quotidiane e dando il minor fastidio possibile. Ma si sa, le cicale amano molto ballare e cantare e così, desiderose di incontrare le loro compagne, chiesero: “Care amiche, voi siete molto buone con noi! Sarebbe possibile potere incontrare le nostre sorelle visto che viviamo così distanti le une dalle altre e non ci vediamo quasi mai?”. La proposta suonò piuttosto bizzarra alle orecchie delle formiche, ma siccome erano molto ospitali presero ad organizzare delle piccole festicciole, durante le quali le cicale cantavano, ballavano e raccontavano storie del loro sconosciuto paese. Le formiche dei diversi gruppi ascoltavano con interesse e per la prima volta, dovendo accompagnare alle feste i loro ospiti, presero a frequentare formiche con mansioni diverse dalla propria.
Inevitabilmente cominciarono a sorgere alcune domande: “Qual è il vostro paese?”
“Noi abitiamo in una regione lontana, vicino alla grande quercia, dove abbiamo preparato una bella casa in cui il grande Leone, nostro sovrano, possa riposare!”
“Oh, che bello! E cosa fate quando Lui è con voi?”
Le cicale piene di orgoglio risposero: “Abbiamo trovato un modo tutto nostro per rendere felice il grande Leone! Abbiamo preparato per Lui canzoni e balli! Ci si accorge subito quando gli facciamo festa, perché la foresta risuona del nostro caratteristico frinire!”
Le formiche perplesse ribadirono: “Ma anche noi abbiamo dedicato alla nostra sovrana delle canzoni e delle poesie. Dite che il vostro modo è “nuovo”! Che cosa fate di diverso da noi?”
Le cicale provarono all’inizio un certo imbarazzo; era una domanda piuttosto complessa a cui rispondere. Poi con più coraggio replicarono: “Beh! Noi prima vivevamo tutte divise e ci importava poco di cosa facessero le altre cicale. Non eravamo né più buone né più cattive di ora, ma eravamo sole. Ognuna di noi aveva il suo modo di fare festa al grande Leone. Così una cicala componeva canzoni, ma solo con alcune note perché con le sue zampe poteva suonare solo quelle, mentre un’altra cicala poteva comporre musiche solo con altre note. Poi un giorno è accaduto che qualcuna di noi ha cominciato a suonare insieme, contemporaneamente. All’inizio la melodia era strana perché non si era mai udito prima nulla di simile, poi a poco a poco altri hanno cominciato ad unirsi e a suonare le proprie note per arricchire le canzoni. La novità è questa amicizia che ci spinge a suonare assieme alle altre per il Leone. E non solo le più grandi suonano! Anche le più piccole, guidate dalle più grandi, fanno la loro musica. Si è creato proprio un bel movimento di zampe musicali!”.

Quando fu il momento di ripartire qualche cicala piangeva perché sapeva che non avrebbe più rivisto le formiche alle quali si era affezionata tanto, qualcuna salutava contenta, qualcuna non vedeva l’ora di ritornare alla propria vecchia casa perché era stata troppo tempo lontana.
Le formiche salutarono tutti con calore: qualcuna piangeva, qualcuna era felice di averli incontrati, qualcuna tirava un respiro di sollievo perché finalmente poteva tornare alla propria vita di sempre.
Molte conobbero un nuovo sentimento che si chiamava nostalgia: attanaglia il cuore e lo riempie di dolcezza.

Ma da quel giorno accadde qualcosa di nuovo nel formicaio. Dopo la visita delle cicale le formiche cominciarono a mescolarsi tra loro: le operaie presero a salutare con calore le cercatrici quando le incontravano, perché ora le conoscevano; i soldati non rimanevano altezzosi davanti alle altre formiche, ma salutavano con rispetto chi entrava e usciva dal formicaio. Un vento nuovo spirava nella colonia.
Presto le cicale furono dimenticate, ma ciò che non andò perduto furono le loro canzoni e i loro racconti che a poco a poco si modificarono perché cominciarono a fondersi con quelli delle formiche creando nuove melodie bellissime mai udite prima.
Alle formiche venne addirittura voglia di fondare altre colonie, in altri boschi, perché quando hai qualcosa di veramente bello, fai fatica a tenertelo tutto per te! Così alcune di loro partirono per conoscere come fosse fatto il mondo tutto attorno a loro.
E le cicale?
Beh, se presti attenzione, quando il sole in estate è alto e il suo calore riscalda le valli e le foreste, potrai sentirle cantare! Basta che una attacchi con la musica, e presto tutte le altre cominciano a suonare con lei, per festeggiare il Leone, sovrano di tutte le foreste.