Comments are off for this post

La festa di compleanno

RACCONTI
di Luigi LAROCCHI

Un gruppo di ragazzi della scuola superiore, di genitori e di insegnanti della scuola Paritaria Madonna della Neve di Adro, si dedica da diversi anni all’educazione religiosa dei bambini della scuola elementare di questo stesso istituto. Il lavoro prevede degli incontri mensili, generalmente la domenica pomeriggio, in cui i bambini ed i ragazzi animano la Santa Messa, ascoltano dei racconti, spesso sotto forma di brevi recite, e poi giocano, cantano, ballano, fanno merenda…  Quest’anno scolastico il “tema conduttore” sarà il catechismo della Chiesa Cattolica, in particolare lo YouCat che Benedetto XVI ha donato quest’estate ai ragazzi, tra cui molti dei nostri animatori, che hanno partecipato alla GMG. Siamo partiti ovviamente… dall’inizio, e riferendoci alla Prima Sezione del libro abbiamo “macinato” per bene le parole che vi abbiamo trovato, in modo che fossero prima chiare a noi, e poi anche ai bambini più piccoli. Ne è venuto fuori il racconto-animato “La festa di compleanno”, primo di una lunga serie di racconti tratti dal nostro Catechismo.

 

LA FESTA DI COMPLEANNO

Voce narrante: Su un pianeta, molto lontano dal nostro Sistema Solare, vivevano (… e credo proprio che ci vivano ancora adesso) un Re, la sua regina e il loro figlio. Il Re, era un Re potentissimo, in grado di fare qualunque cosa gli passasse per la mente; ma era anche un Re buonissimo che per la mente aveva solo cose belle!

Ma ora andiamo a trovarli, perché oggi, per il Re, è un giorno davvero speciale: è il giorno del suo compleanno!
Immaginiamo di salire su una potentissima astronave … e via, più veloci della luce.

La scena è molto spoglia, poco illuminata, si vede la parete merlata di un castello.

Re: Sono contento, sono proprio contento! Oggi è il mio compleanno. Il problema è che non ricordo quanti anni ho. Forse ne ho 1000, o 2000, o magari di più? Magari ci sono sempre stato … Comunque oggi è la mia festa!
Tanto per cominciare, per fare una bella festa, ci vuole una giornata calda, perché così si può uscire dal castello, andare di qua e di là senza paura di prendere freddo. Ecco, ho trovato! Creerò il Sole: Sole – inizia a brillare!

Appare il Sole e la scena si illumina.

Re: (Guardandosi in giro perplesso) Adesso che si vede bene, forse il mio castello ha bisogno di qualche ritocchino, così, tanto per vivacizzarlo un po’. Ci sono! Piante e prati – germogliate!

Si alzano degli alberi, un tappeto verde o un’edera disegnata si srotola sulla parete del castello.

Re: Adesso va meglio, ma questo bel boschetto, secondo me, sarebbe un bellissimo posto per farci vivere qualcuno … ma sì ovvio! Animali – nascete!

Da dietro gli alberi, sopra le mura del castello e da dietro altri nascondigli, sbucano fuori gli animali più disparati.

Re: Che bel posto per fare una splendida festa! Sono ancora più contento di prima. Però in un posto così incantevole dovrei proprio far venire anche qualcun altro … Rivolgendosi ai bambini – Ma alla vostra festa di compleanno, con chi vorreste condividere la vostra gioia, i vostri giocattoli, i vostri dolci? (Risposte possibili da parte dei bambini: mamma, papà, fratelli …, gli amici)
Ma certo: degli amici da invitare! Degli amici fatti come me, che possano giocare con me, con cui parlare, correre, saltare, volare … va be’ dai, volare forse è un po’ esagerato! Anche se non volano va bene lo stesso. Amici – venite!

Arrivano sulla scena gli amici del Re. Ma invece di andare a festeggiare con Lui, ognuno si fa i fatti suoi. Chi gioca con gli animali “vieni qui bello scoiattolino, gioca con me…”, chi guarda il Sole con un telescopio “interessanti queste macchie solari, cerchiamo di calcolare se compaiono a caso o se c’è una relazione matematica che consente di prevedere le loro apparizioni…”, chi comincia a costruire un pezzo di muro del castello con dei mattoni “si deve lavorare! Non si può stare tutto il giorno con le mani in mano…”, altri giocano tra loro “passa la palla, dai tira più forte …”.

Voce narrante: Il Re, in mezzo a quel trambusto, provò a chiamare i suoi amici in mille modi: prima facendo vedere che bel posto aveva creato tutto per loro, poi promettendo di fare con loro una festa bellissima, senza mai fine. Ma i suoi amici non lo volevano ascoltare. Con la confusione che si era creata il povero Re non riusciva più nemmeno a farsi sentire. Allora escogitò un modo per poter raggiungere i suoi amici. Si recò dal figlio, che stava allestendo la sala per la festa imminente, e lo chiamò lì con sé.

Figlio: “Papà, ti piace la torta che ho preparato per la tua festa? Non ho messo le candeline perché non ci sarebbero potute stare, però ho già preparato le porzioni per gli invitati. Ma come facciamo a chiamarli, sembrano così indaffarati?

Re: “Va da ciascuno di loro, e ricordagli che la festa sta per cominciare. Poi, porta qui tutti quelli che vorranno seguirti.

Il figlio va dal muratore.

Figlio: Posso aiutarti? Così assieme facciamo prima!

Finiscono di mettere i mattoni.

Figlio:
Adesso che abbiamo finito, è ora di riposare e far festa. Vieni con me, vedrai che sorpresa è stata preparata.

Muratore:
“Va bene, andiamo!”

I due si recano da quello che sta giocando con gli animali.

Figlio e muratore: Vieni con noi a giocare?

Animalista:
“Va bene, andiamo!”

I tre vanno da quelli che giocano tra loro.

Figlio e gli altri due:
“Possiamo giocare anche noi?

Si mettono tutti in cerchio a giocare a palla. Poi, stanchi, si siedono a riprendere fiato.

Figlio:
“Adesso che abbiamo finito di giocare, cosa ne pensate di andare ad una bella festa?”

Gli altri: “Ma sicuro … andiamo!”

Si alzano e vanno dal Re, davanti alla torta.

Re: “Finalmente, vi ho aspettato così tanto! Ora sono proprio contento, non lasciamo attendere oltre questa buonissima torta …”

Prendono la torta e vanno dietro le quinte. Si sentono grida di gioia, scoppia qualche mortaretto.

Voce narrante:
“Su quel pianeta lontano iniziò così una grande festa. Il Re, la sua famiglia ed i suoi amici, mentre noi siamo qui ad ascoltare questa storia, stanno ancora festeggiando, e chissà per quanto andranno avanti ancora. Se provate a guardare il cielo, durante una notte stellata, potrebbe capitarvi di vedere le scie luminose dei fuochi d’artificio che vengono ancora sparati verso di noi.

Anche noi siamo stati creati per partecipare ad una grande festa, ed il Re del Cielo ci ha proprio inviato suo Figlio Gesù perché potessimo prendervi parte. E quel che è più incredibile è che, da quando ha creato il mondo, ci sta ancora aspettando per festeggiare assieme con Lui. Intanto, continua a farci dei bellissimi regali e non si stanca mai di inventare dei modi per sorprenderci con il suo amore.
Perché la misura del Suo amore, è l’amore senza misura.

Luigi LAROCCHI

Comments are closed.