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Il quarto re

RACCONTI
di Luigi LAROCCHI

Spunti: Youcat / Capitolo primo – punto 3: Dio ha instillato nel nostro cuore il desiderio di cercarlo e di trovarlo. […] L’uomo ha veramente trovato se stesso nel momento in cui ha trovato Dio. – punto 4: […] Ogni uomo è aperto alla verità, al bene e alla bellezza. Chi segue in maniera ragionevole questa traccia trova Dio.“…perché essi cerchino Dio, se mai, tastando qua e là come ciechi, arrivino a trovarlo, benché non sia lontano da ciascuno di noi. In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo.” (At 17,27-28a).

Il quarto re

Voce narrante:
Quando nacque Gesù, tre re sapienti partirono dai loro palazzi e si recarono fino alla grotta di Betlemme per portare in dono al bimbo appena nato Oro, incenso e mirra. Voi conoscete già questa storia e ogni anno, per ricordarla, qualche giorno dopo la festa di Natale fate arrivare nel presepio i tre Magi, con la loro scorta, i loro cammelli e i loro elefanti.
Questa è la storia di un altro re, partito anche lui come i re Magi per cercare Gesù bambino, ma di cui – vedremo perché – non si parla mai.

Scenografia: siamo dentro una sala del palazzo reale. Al centro un grande tavolo con il re a capotavola seduto sul trono ed i consiglieri ai lati, seduti su panche.

Re: – Vi ho radunati qui, miei consiglieri e scienziati del regno, perché in queste notti sta accadendo una cosa strana. E’ apparsa nel cielo una grande stella luminosa, che nessuno mai aveva visto prima. Sera dopo sera sembra che si sposti verso occidente, verso le terre vicine al grande mare, dove le armate dell’imperatore che vive a Roma tengono sotto il loro pugno di ferro gli abitanti di quei poveri villaggi.
Chiedo a voi, saggi, una spiegazione per questo fenomeno.

Primo consigliere: – La stella è un segno dal significato molto chiaro. Il tempo dei romani sta per finire e quindi noi potremo invadere quelle terre al posto loro.

Secondo consigliere:
– Non sono d’accordo! La stella è un segno del cielo. Ci invita a guardare in alto ed a pregare di più i nostri dei, perché qualche oscura minaccia si sta avvicinando.

Terzo consigliere:
– Secondo i miei calcoli la stella si andrà a posare nei pressi di un piccolo villaggio chiamato Betlemme. Se il cielo si sta abbassando fino a noi, è sicuramente per rendere omaggio ad un grande re che sta per nascere. Propongo di andare a conoscerlo e di portargli dei doni.

Quarto consigliere:
– Siete tutti in errore. La stella non ha nulla a che fare con le nostre faccende. E’ solo una luce nella notte, una come tutte le altre stelle che abbiamo sempre osservato. Vedrete che nelle prossime notti, come se ne è venuta, se ne andrà, e noi continueremo a vivere esattamente come prima.

Voce narrante:
Purtroppo per quel re, fu proprio la voce dell’ultimo consigliere ad essere ascoltata. Come a dargli ragione infatti, pochi giorni dopo, la stella si abbassò oltre l’orizzonte e non comparve mai più. La vita sembrava scorrere come prima nel regno, ma il re non si sentiva affatto tranquillo. C’era come un desiderio, a cui lui stesso non avrebbe saputo dare un nome, che dal giorno dell’apparizione della stella non lo aveva più lasciato. Quando il desiderio divenne così bruciante da non lasciare il posto ad altro, decise di partire e chiamò i suoi servi.

Scenografia: Esterno del palazzo, in un cortile, dove i servi stanno preparando il necessario per la partenza. Ci sono casse aperte, vestiti e tende messi in disordine qua e là.

Re: – Sbrigatevi con quelle tende, bisogna piegarle e sistemarle in modo che la notte, quando ci accamperemo, si possano prendere e rimontare con facilità.

Primo servo:
– Ma sire, dove stiamo andando?

Secondo servo: – Quanto staremo via? Non ci avete nemmeno detto quanti viveri dovremo portare con noi?

Re:
– Non so cosa rispondervi. Il mio cuore non riesce più a trovare pace da quando è apparsa quella stella nel cielo; non so chi o che cosa sto cercando. Noi dovremo guardare con attenzione chi incontreremo durante il nostro cammino, perché sono certo che in tutto ciò che esiste, c’è ben più di quel che si può vedere.

Primo servo: – Ma come faremo a sapere che saremo arrivati?

Secondo servo:
– Chi troveremo? Come sarà fatto?

Re: – Chi è non lo so ancora, ma sono convinto che il mio cuore saprà farmi capire di averlo trovato. Mi sono accorto che ora il mio cuore vibra di gioia quando guardo le cose belle, come il tramonto del sole, mentre si intristisce quando vedo le cose brutte, come le case rovinate dalla guerra.

Primo servo: E’ vero, anche il mio cuore è così. Fa le capriole quando mio figlio mi dice la verità, mentre diventa triste quando mi racconta le bugie.

Secondo servo: Quindi noi stiamo cercando qualcuno che potrebbe farci contenti! Qualcuno che saprà parlarci usando parole belle e vere!

Voce narrante: Adesso bambini è arrivato il momento di aiutare il re ed i suoi servi a cercare … che cosa? Non lo sappiamo ancora, ma un aiuto ce l’hanno dato. Dovrà essere qualcosa di bello e di vero.

Inizia il gioco:
1.    fare squadre da 5-6 bambini
2.    verrà dato un indizio a ciascuna squadra, che la porterà e cercare una busta nascosta in un luogo della scuola
3.    in quel luogo troveranno più buste, che contengono pezzi per comporre dei puzzle. Una busta sarà contrassegnata da una frase vera (gli alberi hanno le foglie verdi, la mamma mi vuole bene …) o una bella immagine (un quadro, una bella foto…) invece le altre saranno contrassegnate da una bugia (il sole è marrone …) o un’immagine di una cosa brutta (un sacco di spazzatura, un campo di battaglia…). Le buste sbagliate conterranno ritagli che non servono per il puzzle
4.    nella busta giusta ci sarà, oltre ad i pezzi del puzzle, anche l’indizio per cercare la busta successiva
5.    Consiglio di non far cercare più di 2-3 buste. Piuttosto inserire nelle buste tre puzzle (uno su carta bianca, uno su carta gialla e uno su carta blu), di non più di 10-15 pezzi ciascuno, in modo che alla fine tutti i bambini possano giocare a ricostruirlo, magari dividendosi per età (puzzle più facili ai più piccoli!)
6.    i bambini tornano sul luogo in cui si sta svolgendo il racconto e ricompongono i puzzle
7.    i puzzle sono disegni della vita di Gesù o delle parabole (si trovano su internet)
8.    terminati tutti i puzzle ogni squadra racconterà alle altre (e al re) le immagini che hanno ricomposto.

Voce narrante: Il viaggio del re e dei suoi servi durò molti anni. Nonostante gli indizi raccolti lungo il cammino sembrava che qualcosa impedisse in qualche modo l’incontro con la persona cercata. Un giorno, tanto tempo fa, ancora all’inizio del suo viaggio, il re arrivò in un piccolo villaggio nella periferia di Gerusalemme. I pastori gli raccontarono di grandi eventi accaduti in quel luogo:di stelle scese dal cielo, di angeli in festa sui tetti delle case. Gli raccontarono che altri re, come lui, erano arrivati ed avevano incontrato un bambino; poi felici erano ritornati, per altre strade, ai loro regni. Ma lui era sempre in ritardo. Ovunque andasse le persone che incontrava gli raccontavano di fatti incredibili accaduti giorni o mesi prima.
“Qui un tale ha fatto guarire una bambina … peccato, se passava alcuni giorni fa l’avrebbe potuto incontrare, adesso se n’è andato. Verso nord credo …”
“Certo che è passato di qua. Non ricordo il suo nome, ma ha ridato la vista a quell’uomo … sì, quello lì che sta modellando quei bellissimi vasi. Fino a qualche mese fa era cieco, adesso invece ci vede benissimo!”.
Finché un giorno, vecchio e solo, dopo aver superato mille ostacoli, dopo aver perso i suoi servi ad uno ad uno negli agguati dei briganti o durante le malattie contratte in luoghi sconosciuti, il re si ritirò in un boschetto di ulivi, in disparte dal rumore della vicina città, e senza più forze si inginocchiò sull’erba umida di rugiada.

Scenografia: un luogo con dei cespugli e qualche albero. Siamo poco oltre il tramonto, quindi non c’è molta luce.

Re: – Non ce la faccio più. Se c’è da qualche parte un Dio che mi vuol bene, mi aiuti a trovare quello che sto cercando.

Un uomo, da dietro il cespuglio:
– Non ti disperare. Mio Padre ti vuole bene; ti vuole così bene da donarti un cuore talmente inquieto da non lasciarti tranquillo se non alla sua presenza.

Re:
– Ma tu chi sei? Come fai a sapere queste cose di me?

Uomo:
– Mi hai cercato per tutti questi anni e non mi riconosci?

Re:
– Allora tu sei il bambino della grotta, quello che ha fatto tutti quei miracoli! Oramai sei diventato un uomo.

Uomo: – Sì. Ma non potrò stare con te; stanno venendo a prendermi e domani io tornerò a casa da mio Padre.

Re:
– Perché non posso venirci anche io? Ho così tante domande da farti! Ho passato tutta una vita a cercare di incontrarti e adesso te ne vai già?

Uomo:
– Per ora non puoi venire con me. Ma non intristirti, sarò sempre lì ad aspettarti. Comunque sappi che tutte le persone che hai incontrato durante il tuo lungo viaggio potranno rispondere alle domande che hai nel cuore! Loro mi hanno incontrato, e possono raccontarti quello che io ho fatto e detto. Io sono rimasto sempre nei loro cuori. Se vuoi sapere qualcosa di più su di me, va’ da ciascuna di quelle persone!

Voce narrante:
Così il re, dopo una lunga e tormentata vita, imparò una cosa importante. Quando il cuore è inquieto, è perché sta cercando di tornare alla casa di suo Padre, alla casa di Dio. Ma quando il nostro cuore cerca Dio, non deve andare qua e là, come un cieco che brancola nel buio, perché Dio non è mai lontano da ciascuno di noi.
Così il vecchio re tornò a casa sua, per vivere serenamente e con gioia gli ultimi anni della sua vita. Incontrando Gesù bambino nel cuore di chi gli stava vicino, e facendolo incontrare agli altri, tutte le volte che narrava i fatti che lo riguardavano, e che aveva ascoltato durante i suoi viaggi.

Adesso bambini sta a noi continuare a cercare Gesù. Cercatelo dove vi vogliono bene, dove le cose che fate sono belle e le persone non vi raccontano bugie, ma la verità. Anche quando la verità vi fa fare fatica e non la vorreste ascoltare.

 

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