Il collo della giraffa

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Il Creatore delle stelle sorrise, perché tanto lavoro per la prima volta era stato compreso.

 

La sera stessa alla piccola antilope, mentre in silenzio, con il capo rivolto verso l’alto contemplava il cielo, sembrò che le stelle si fossero fatte più vicine, come per sussurrargli qualcosa.

Al sorgere del sole si accorse che il collo gli si era allungato a dismisura. La sua testa superava in altezza gli alberi della foresta, ed egli poté vedere il deserto assolato, e nel deserto l’oasi abitata dagli uomini, ed oltre il deserto, lontano lontano, il mare immenso, e tutto sembrava dirgli – guardami! –

Vide che tutto era bello, ma mentre lo osservava in fondo al cuore gli rimaneva come una voce che lo rimandava più in là, che lo spingeva a cercare di andare con lo sguardo sempre più avanti.

Ed allora capì che la risposta ad ogni domanda non è solo nelle cose lontane, ma è anche nell’ape che si posa sul fiore, nella pioggia che cade, nello sguardo di chi si incontra, è nella foglia da mangiare e nel ruscello in cui bere. I segni del Creatore erano ovunque attorno a lui, bisognava solo guardarli.

 

Da allora tutti i figli della piccola antilope nacquero col collo lungo, e così i figli dei suoi figli… e cambiarono nome!

Avete mai visto una giraffa? E’ così alta per ricordare anche a noi di alzare ogni tanto gli occhi verso il cielo.

 

Luigi Larocchi