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“Basta che portiamo Dio nel mondo…”

“C’è una cosa che si può trovare in un unico luogo al mondo, è un grande tesoro, lo si può chiamare il compimento dell’esistenza. E il luogo in cui  si trova questo tesoro, è il luogo in cui ci si trova. La maggior parte di noi giunge solo raramente alla coscienza del fatto che non abbiamo ancora assaporato il compimento dell’esistenza, che la nostra vita non è partecipe dell’esistenza autentica, compiuta, che è ancora vissuta ai margini dell’esistenza autentica. Eppure non cessiamo mai di avvertirne la mancanza, ci sforziamo sempre, in un modo o nell’altro, di trovare da qualche parte quello che ci manca. Da qualche parte, in una zona qualsiasi del mondo o dello Spirito, ovunque tranne che là dove siamo, là dove siamo stati posti: ma è proprio là, e da nessun’altra parte, che si trova il tesoro. Nell’ambiente che avverto come il mio ambiente naturale, nella situazione che mi è toccata in sorte, in quello che mi capita giorno dopo giorno, in quello che la vita quotidiana mi richiede: proprio in questo risiede il mio compito essenziale, lì si trova il compimento della vita che è alla mia portata. […] Diceva una volta un uomo saggio: “basta che portiamo Dio nel mondo e tutto sarà appagato!”. Come? Come è possibile attirare Dio nel Mondo? Non è un modo di vedere arrogante e pretenzioso? Come può osare un vermiciattolo di immischiarsi in ciò che riguarda esclusivamente la Grazia di Dio? […] Ma noi crediamo che la Grazia di Dio consiste proprio in questo suo volersi lasciar conquistare dall’uomo, in questo suo consegnarsi, per così dire, a Lui. Dio vuole entrare nel mondo che è suo, ma vuole farlo attraverso l’uomo: ecco il mistero della nostra vita, l’opportunità unica del genere umano. Ecco ciò che conta alla fine: lasciare entrare Dio. Ma lo si può lasciare entrare solo laddove ci si trova, e dove ci si trova realmente, dove si vive, e dove si vive una vita autentica. Se instauriamo un rapporto santo con il piccolo mondo che ci è affidato, se, nell’ambito della creazione con la quale viviamo, noi aiutiamo la sua santa essenza spirituale a giungere a compimento, allora prepariamo a Dio una dimora nel nostro luogo, allora lasciamo entrare Dio” (M. Buber, Il Cammino dell’uomo, ed. Qiqajon).

 

Lella Tomasini 

 

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