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Ogni terra è la nostra terra

Forse è per questo che tante volte lo sentiamo così scomodo questo ambiente, così poco nostro, da non avere nessuna voglia di entrarci. Chi è al comando di quelle trame di idee e delle mode imperanti che costituiscono il sangue di quel corpo che chiamiamo società? Non è solo più comodo, ma spesso può sembrare anche ragionevole rifugiarci nelle nostre case e perfino nelle nostre comunità come in rassicuranti nidi, al riparo dal mondo. Ma anche quando l’ambiente fosse del tutto negativo, la soluzione non è mai vivere fuori dall’ambiente, sarebbe solo una scelta di alienazione. Osservare e denunciare con lucidità tutti i mali dell’ambiente sociale dal di fuori non basta ed è perfino odioso: anche lo spettatore ha la sua colpa e , se non agisce, diventa indirettamente complice del male. Nessuno di noi fa fatica a identificarsi nella situazione dei passeggeri di quell’aereo, ma questo non ci costringe a pensare che non si possa fare nulla per migliorare la situazione. Tanto più se siamo cristiani. Come con Israele, Dio vuol fare una storia nuova con noi, su un aereo di cui conosciamo bene il Pilota e ci permette di sbarcare, giunti alla  meta, da uomini liberi e non da stranieri. Non possiamo starcene rintanati in comunità: il mondo è nostro, l’ambiente sociale è nostro, purché vi portiamo il divino. Natale: il nostro Dio ha lasciato la pace straordinaria della relazione trinitaria per venire ad abitare tra noi. E ci insegna che la Chiesa ha un modo del tutto originale di pensare il mondo e l’ambiente. Come Gesù non si è accontentato di sfiorare la storia dell’uomo rimanendo fuori dal mondo, così la Chiesa non si deve mai concepire come un ambiente accanto ad altri ambienti, ma come l’ambiente nuovo che si costruisce dentro tutti gli altri ambienti, risanandoli. Anche quando essa si esprime in ambiti più propri, lo fa per raggiungere uno scopo preciso: aiutare i cristiani a vivere dentro gli altri ambienti. Compito dei cristiani è sempre essere “dentro” e non “a fianco”. Dentro, attraverso la lotta, quando è necessario, ma anche con grande simpatia, condivisione gioiosa, creatività, provocazione… Cristo grida dentro di noi che nulla di quanto è umano può esserci estraneo. L’estraneità è vinta dallo sguardo di Dio che si prende cura di ogni uomo là dove questi vive e lavora. La vera estraneità è vinta quando ci percepiamo, tutti, sotto questo sguardo. E allora ogni terra è la nostra terra.

 

Lella Tomasini

 

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