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La croce dell’Anno Santo cammina con i giovani

di Luca SIGHEL

Quando il 22 aprile del 1984, giorno della chiusura dell’Anno Santo (1950 anni dalla nascita di Cristo)  papa Giovanni Paolo II affidò con queste parole la croce ai giovani di allora, nessuno forse si immaginava quanto avrebbe viaggiato nei 5 continenti, portata dai giovani di tutto il mondo, o poteva ipotizzare che sarebbe divenuta il principale simbolo delle Giornate Mondiali della Gioventù.
“Carissimi giovani, al termine dell’Anno Santo affido a voi il segno stesso di quest’Anno Giubilare: la Croce di Cristo! Portatela nel mondo, come segno dell’amore del Signore Gesù per l’umanità ed annunciate a tutti che solo in Cristo morto e risorto c’è salvezza e redenzione”.
Oggi, a distanza di quasi 30 anni quel semplice pezzo di legno, alto 3,8 metri è qualcosa di più che un simbolo, è passata ormai attraverso le preghiere e le mani dei giovani di più generazioni e forse i primi che la portarono possono osservare, oggi, i propri figli prenderla in consegna.

Una testimonianza oltre ogni barriera
Il suo primo viaggio fu a Monaco nel luglio di quell’anno, poi a Lourdes e in varie località della Francia e della Germania e fu il Papa stesso che chiese di portarla a Praga, allora Cecoslovacchia, terra ancora sotto il controllo di un regime comunista,  al cardinal Tomasek : nel gennaio del 1985 un gruppo di giovani tedeschi realizzò il desiderio del pontefice, facendo giungere la croce nel centro dell’Europa, al di là della cortina di ferro.
Attraverso Italia, Francia, Lussemburgo, Irlanda, Scozia, Malta e Germania fu ricondotta a Roma per la domenica delle palme, quando davanti a 300.000 giovani il Papa celebrò la Giornata della Gioventù in piazza S. Giovanni in Laterano.
A  Buenos Aires, nel 1987, Giovanni Paolo II ricordò: “Presiede oggi il nostro incontro la grande Croce che ha iniziato tutte le cerimonie dell’Anno Santo della Redenzione, e che nella Domenica di Resurrezione ho donato a un gruppo di giovani”: la volle in tutti gli incontri di giovani e anche al Sinodo dei vescovi di quell’anno, per ricordare non solo il sacrificio di Cristo, ma anche che la Chiesa deve guardare ai suoi giovani.
Viaggiò poi in Europa fino in Grecia, per poi riattraversare l’Atlantico per incontrare i giovani americani a Steunbenville (USA).
Sbarcando nei Paesi Bassi iniziò il suo lungo pellegrinaggio, di mano in mano, di paese in paese per le strade lungo il cammino fino a Santiago de Compostela, luogo della GMG del 1989.
E così fu due anni dopo al santuario di Czestochowa, dopo essere stata seguita e venerata nel continente asiatico, a Seoul e aver visitato due volte il continente americano (Messico ed ancora USA). In Polonia il Papa invitò con forza i giovani convenuti a porsi davanti alla croce come segno dell’ineffabile amore divino, che rivela il Suo amore per ciascuno di noi.
E l’anno successivo venne affidata ai giovani di Denver, dove giunse per la nuova GMG (1993), non prima di sostare un periodo di tempo in Australia, da cui giungevano da parecchio tempo, le richieste per  poter adorare la croce.
Lungo fu il tragitto negli USA, accompagnò celebrazioni, raduni, convegni e pellegrinaggi in tutto il paese, accogliendo l’accorato invito del Santo Padre a seguire “la Croce pellegrina”, ad andare in cerca di Dio, per poterlo trovare anche nel cuore di una città moderna.”
Dopo aver visitato in lungo ed in largo gli Stati Uniti, la croce si imbarcò per le Filippine nel gennaio del 1995 “In Gesù non ci sono divisioni, né rivalità etniche, né discriminazioni sociali. Tutti sono fratelli e sorelle nell’unica famiglia di Dio.”
Giovanni Paolo II la affidò ai giovani francesi: “abbracciare in questo giorno la Croce, passarla di mano in mano, costituisce un gesto molto eloquente. È come dire: Signore, non vogliamo restare con Te solamente nel momento degli ‘Osanna’; ma, col Tuo aiuto, vogliamo accompagnarTi nella via della Croce come fecero Maria, Madre Tua e nostra, e l’apostolo Giovanni.”
La croce prima di essere accolta trionfalmente a Chartres, dove il Santo Padre vegliò con i giovani raccolti in preghiera, fu portata in Germania, nella Berlino riunificata.

Dal giubileo a Roma a Ground Zero a Manhattan
Dopo le giornate di Parigi della XII Giornata Mondiale della Gioventù, la croce fu inviata verso Roma e l’apertura del Giubileo.
2 milioni di giovani attesero ed adorarono la croce a Tor Vergata e da qui, subito, venne inviata in Canada. Cominciò il suo lungo pellegrinaggio nell’immenso territorio canadese: viaggiando su aerei privati e di linea, trainata dai cani da slitta, trasportata su gru, trattori, barche a vela e da pesca, andò a visitare parrocchie, carceri giovanili, scuole, università, monumenti nazionali, centri commerciali, strade del centro, parchi e quartieri notturni.
Ma i fatti terribili dell’ 11 settembre 2001, convinsero il Papa che quella croce doveva passare a Manhattan, per raccogliere il dolore di un paese e del mondo di fronte alla brutalità a cui l’uomo può giungere. Venne portata a Ground zero. E nel ricordo della strage delle torri gemelle un pellegrinaggio di 43 giorni dei giovani la portò a piedi dalla Cattedrale Maria Regina Mundi di Montreal fino a Toronto. Ovunque si fermò, durante questo viaggio, la Croce attirò moltissima gente, che andò a toccarla e ad abbracciarla, pregando con fervore.
Accogliendola il 25 luglio Giovanni Paolo confermò ai giovani che:”È camminando con Cristo che si può conquistare la gioia, quella vera! Proprio per questa ragione Egli vi ha ripetuto anche oggi un annuncio di gioia: ‘Beati…’. Accogliendo ora la sua Croce gloriosa, quella Croce che ha percorso insieme ai giovani le strade del mondo, lasciate risuonare nel silenzio del vostro cuore questa parola consolante ed impegnativa: ‘Beati…’.” 

La croce affidata a Maria
E fu nell’affidare la croce ai giovani tedeschi che il Papa espresse il desiderio che da quel momento viaggiasse con la Croce un’icona della Madonna, “segno della materna presenza di Maria accanto ai giovani chiamati, come l’apostolo Giovanni, ad accoglierla nella loro vita.”
La Croce, passando in quasi tutti i paesi europei (tra cui Fatima in Portogallo e Sarajevo in Bosnia) accompagna i giovani a Colonia, ancora scossi dalla morte di Giovanni Paolo II: in occasione del saluto di Benedetto XVI lungo le rive del Reno una  forte folata di vento fa cadere la croce che si spacca. Viene prontamente riparata, ma quel segno rimane nel ricordo di quelle giornate.
Il viaggio della “Croce” e dell’icona della Vergine proseguono il loro cammino per la prima volta in 20 paesi africani e,  sbarcata in Oceania, vede crescere  l’entusiasmo, oltrepassando tutte le aspettative, moltiplicando l’interesse per la “Giornata mondiale” tra i giovani e anche tra gli adulti. Viaggia per 80mila chilometri, in più 300 comunità in tutta l’Australia e coinvolgendo circa 400mila persone in quasi 2mila eventi, prima di giungere a Sidney.
All’inizio di giugno 2009 è tra le strade dell’Aquila devastate dal terrremoto.
Oggi la croce viaggia per la Spagna per giungere a Madrid questo agosto ed ovunque trova folle ad attenderla, toccarla e adorarla. Sono molte le testimonianze di coloro che questa croce l’hanno portata, accompagnata e accolta , tutti raccontano di un incontro che li ha segnati. Ci auguriamo lo sia per tutti i partecipanti alla GMG 2011.

 

(Dialoghi Carmelitani, Giugno 2011)

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