Teresa raggiunge la Lettonia

È una ricchezza spirituale finora inaccessibile al lettore lettone nella sua lingua materna, quindi questo progetto è un evento spirituale e culturale importantissimo per la nostra Nazione. Nel nostro mondo, dove l’uomo moderno è spesso inconsapevole della grande sete di Dio che porta in sé, esso diventa anche una sfida per mostrare che la fonte mistica che attira le persone, sgorga più vicino di quanto possano immaginare e desiderare, poiché consiste nella presenza di Dio nel loro intimo.

La pubblicazione futura delle nostre traduzioni si articolerà in due collane distinte: una dedicata ai testi dei nostri Santi (Karmela avots – “La fonte del Carmelo”), l’altra dedicata alla comprensione dei medesimi testi e all’approfondimento della spiritualità carmelitana (Karmela zeme – “La terra del Carmelo”).
Il primo volume – già stampato e in vendita dall’inizio di luglio – contiene i Manoscritti autobiografici di Santa Teresa di Gesù Bambino. Fino ad ora disponevamo solo di un’antica traduzione della Storia di un’anima, ovvero della sintesi dei Manoscritti che fu pubblicata subito dopo la morte di Teresa a cura delle sue sorelle, ma che non riporta il testo originale dei suoi quaderni, attualmente a nostra disposizione. Questa prima edizione fu fatta nel 1956 su iniziativa e consiglio di Boleslavs Sloskans (1893-1981), un nostro vescovo che soffrì molto nell’epoca sovietica (fu incarcerato 17 volte) e di cui è in corso il processo di beatificazione. Rifugiato in Belgio dopo la Seconda Guerra mondiale, fu lui a cercare i mezzi perché la Storia di un’anima fosse tradotta e poi pubblicata in lettone, dato che negli anni ‘50 questo libro – che ha fatto del bene a tanti credenti e anche ai non-credenti – non avrebbe mai potuto essere stampato in Unione Sovietica.

La traduzione da noi curata, si fonda invece sull’edizione critica in francese dei Manoscritti, ed è corredata da un apparato di note e da un’introduzione abbastanza robusta (circa 40 pagine) sulla vita e spiritualità di Teresa (scherzando, dico che è stata Teresina a farmela fare lunga, nonostante fossi già molto stanca, perché Lei è molto esigente…). Anche traducendo ho sperimentato la sua presenza e l’opera della Grazia. Credo che abbiamo bisogno di scoprire sempre di più l’opera della Grazia in noi, attraverso di noi e attorno a noi. A volte dimentichiamo la sua azione nella nostra vita quotidiana, sia perché pensiamo che abbiamo bisogno della Grazia soltanto se le cose non “funzionano”, oppure perché pensiamo di essere molto bravi e facciamo tutto da soli, o ancora perché pensiamo che siamo troppo deboli non possiamo fare assolutamente niente, ecc. Invece Teresa aveva una fede quasi assoluta nella Grazia: “Tutto è Grazia”, diceva quando era già molto malata, e queste non erano parole patetiche, erano un’esperienza approfondita lungo tutta la sua vita. Preghiamo perché possiamo essere più forti e più coraggiosi con l’aiuto della Grazia di Dio!
Vorrei ringraziare cordialmente tutti coloro che hanno contribuito – in maniera visibile ed “invisibile” – alla pubblicazione di questo libro: in modo particolare Padre Antonio, che in un certo senso ha dato la sua benedizione a tutta la collana scrivendo la piccola presentazione del libro che si trova sulla quarta di copertina, Padre Angelo che ci ha sempre incoraggiato ad andare avanti in questo progetto, e soprattutto Roberto Rappo perche il primo libro è stato stampato da “Mediaprint” di Verona e non in Lettonia. In una parola, si è trattato di un’opera davvero ecclesiale, alla quale i membri del Movimento hanno collaborato, ciascuno secondo il dono ricevuto da Dio.

Dobbiamo aggiungere che l’edizione del nostro primo libro ha coinciso con la presenza delle reliquie di Santa Teresa in Lettonia. Quando abbiamo saputo che Teresa veniva “a trovarci”, abbiamo fatto di tutto (il possibile e l’impossibile) per accelerare il lavoro e riuscire a preparare la pubblicazione in tempo, mentre era prevista per ottobre… Insomma, Teresa ci ha detto: “Voglio il libro adesso!”. Le reliquie sono state in Lettonia dal 1 al 19 luglio, visitando ognuna delle quattro diocesi per qualche giorno. Forse non è stato un tempo lungo, ma non è la quantità che importa: oggi dobbiamo pensare alla “qualità” della nostra fede. E Teresa ci aiuta a farlo.
Abbiamo avuto la grazia di averla con noi a Riga per ben sei giorni. La giornata dell’8 luglio l’ha trascorsa nella cattedrale di S. Giacomo, che si trova di fronte al nostro Parlamento. La missione invisibile di Teresa non contempla la separazione tra Stato e la Chiesa: lei ha detto: “passerò il mio cielo facendo del bene sulla terra” e lo fa ovunque trova un cuore aperto. Speriamo che il suo passaggio aiuti ad aprire a Dio il cuore di tante persone. Ed è importante anche che le reliquie siano state presenti per qualche ora specialmente al Seminario e all’Istituto di Scienze Religiose dei quali Teresa di Lisieux è la patrona.

Ah, stavo per dimenticare di raccontarvi che nelle numerose tappe attraverso la Lettonia, le reliquie di Teresa sono state accompagnate anche dai venticinque grandi pannelli a colori della mostra “La vita è amore”, composta dieci anni fa da P. Antonio e graficamente rinnovata dalla comunità di Bruxelles. Il nostro amico P. Andris, cui era affidata l’organizzazione di tutto il pellegrinaggio di Teresa,  l’ha ritenuta talmente bella e importante, da volerla tradurre e stampare a tutti i costi.
 Possiamo dire, in un certo senso, che Teresa ha partecipato anche al nostro pellegrinaggio, perché ha visitato anche il santuario mariano di Aglona proprio il 16 luglio, festa di Nostra Signora del Monte Carmelo. Solo un mese dopo, anche noi abbiamo raggiunto Aglona. Quest’anno il nostro gruppo si è raddoppiato. L’anno scorso eravamo in 23, stavolta siamo stati in 45, di cui 16 italiani. Abbiamo percorso circa 100 km come l’anno scorso, ma seguendo un altro itinerario. Anche stavolta è stata un’esperienza forte e importantissima, che ci aiuta a conoscerci meglio ed essere sempre più in comunione.

Baiba Brudere
Dialoghi Carmelitani, settembre 2007