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Intervista a Vittorio Messori

Dialoghi: Il suo libro “Ipotesi su Maria“, nato da una rielaborazione di articoli pubblicati negli anni scorsi, passa da un’attenta analisi storica al racconto, all’apologia. Ma tra le righe si percepisce anche la passione dell’uomo di fede. E’dunque vero che l’amore rende intelligenti, nel senso latino del termine, capaci cioè di leggere “dentro", di scoprire il dispiegarsi di una Presenza misteriosa dentro la storia?

Messori: “Credo per capire” dice S. Agostino. E poiché il Dio cristiano è Amore credere significa essenzialmente entrare in rapporto con Lui, rispondere al suo amore. Per questo è impossibile capire davvero qualcosa di Dio se non lo si ama. Solo una intelligenza che non ignori il cuore può penetrare nel grande Mistero della Trinità. E questo vale anche per quella parte del Mistero che riguarda Maria, la Madre del Verbo incarnato, colei che ha permesso con il suo “sì” il dispiegarsi, come lei ben dice, della Presenza  divina dentro la storia.

Dialoghi: Dentro la storia della Chiesa, che secondo il teologo Jedin è non solo storia ma anche teologia della storia, lei ci aiuta a scoprire il misterioso e sorprendente dilatarsi della maternità di Maria  nello spazio e nel tempo; afferma di volerci restituire Maria come un tesoro prezioso. Ripete appassionatamente che Maria non è un accessorio per la fede dei cattolici. In che cosa consiste dunque la “necessità“ di Maria?

Messori: E’ vero, Maria è “necessaria” nel piano divino. Necessaria perché è attraverso il suo grembo che prende vita Gesù il Dio che si è fatto uomo, l’Emanuele. Ella è dunque quella “radice di carne” che consente l’incarnazione cioè quel fatto straordinario che trasforma per sempre tutta l’umanità. In quel Figlio che ha saputo amare Dio con totale pienezza e che per questo ha riscattato il peccato di Adamo, anche tutti gli uomini sono diventati figli di cui Maria è la Madre non fisica ma spirituale. Questo è il suo compito nella storia quel compito che parte dal Calvario, ai piedi della Croce “Figlio, ecco tuo Madre” e che giungerà fino alla fine dei tempi alla Donna della Apocalisse.

Dialoghi: Parlando di Maria è naturale parlare di miracoli. Miracoli realizzati, miracoli invocati e mai ottenuti, miracoli che solo gli occhi del cuore possono vedere. E’ vero dunque che non c’è una “disparità di trattamento” per i credenti?

Messori: Ma certamente. Dio ama tutti con intensità totale e Maria per tutti intercede con il medesimo amore. Ma noi rispondiamo in modo diverso con una fede più o meno grande. E l’apertura del nostro cuore, l’intensità della nostra fiducia e del nostro abbandono nel Signore sono un elemento determinante perché l’aiuto divino, tramite Maria, possa irrompere nella nostra vita fino al miracolo. Ma, anche se i fatti clamorosi non sono frequenti, tuttavia ogni credente sperimenta nella propria vita, se è attento, segni continui dell’aiuto divino e della materna intercessione di Maria.

Dialoghi: Afferma ad un certo punto che non c’è nulla di strano in questo farsi mediatrice di grazie da parte di Maria, perche il ruolo di mediatrice è connaturale alla donna. In fondo è lei che si frappone tra il nulla e la vita…

Messori: E’ vero. Maria è la donna per eccellenza. Colei che dimostra in modo pieno in che cosa consista davvero il ruolo femminile, la maternità: generare vita, generare amore. Non solo in senso strettamente fisico, ma in tutte le direzioni. Ricevere i tanti “semi” che cercano un terreno fecondo per trasformarsi e venire all’esistenza. E’ un vero peccato se una donna non capisce e non vive tutto questo. Ne rimane frustrata nel profondo perché viene meno alla sua vocazione fondamentale.

Dialoghi: Citando Guitton, lei evidenzia il rapporto particolare di Maria con l’ora della morte di ciascun uomo perché ,in realtà, è l’ora della nascita all’eternità. Perciò la Madre non può mancare…

Messori: Sì, Maria, Madre fino al momento estremo della nostra vita. Ce lo ricorda, del resto, anche ogni Ave Maria che chiede alla Madonna di aiutarci “adesso e nell’ora della nostra morte”. Non si dice forse che ogni morente invochi la propria madre? E se vale per quella fisica tanto più vale per Maria, la Madre per eccellenza. Per questo dobbiamo cominciare a pensarci fin da ora e affidare ala suo aiuto anche quel momento che un po’ ci spaventa ma che tuttavia sappiamo essere la nascita ad una vita che, quella sì, sarà senza dolore e senza fine.

Dialoghi: Mi ha colpito la sua spiegazione del “ritornare come bambini”, non come una sorta di ingenuo buonismo ma come il ritornare piuttosto ad avere un Padre ed una Madre, quindi a riconoscersi figli. Che cosa intendeva precisamente?

Messori: Mi riferivo a quella che la Tradizione chiama “l’infanzia spirituale” cioè una condizione dell’animo di affido, di abbandono nelle braccia di chi sai che ti ama davvero e dei quali, dunque, ti puoi fidare. Dio, in primo luogo, che ci è Padre. Ma anche nelle braccia amorevoli di Maria perché ci sia da tramite verso il Figlio suo e ci procuri ciò di cui abbiamo bisogno materialmente e spiritualmente. Se conoscessero tutto ciò gli uomini d’oggi che tanto soffrono di solitudine come la loro vita ne uscirebbe trasformata!

Dialoghi: Lei afferma che il suo libro è inconcluso… forse perché è inconclusa la presenza stessa di Maria tra noi ? E chi è dunque Maria per l’uomo Messori?

Messori: Per me, l’ho scritto più volte, Maria è stata una scoperta tardiva. Nei primi anni della conversione, ero abbagliato da Cristo, vedevo solo lui. Ma poi, poco a poco, entrando più profondamente nel Mistero di Dio, ho scoperto sua Madre. E non l’ho più lasciata. Per me è tutto quello che recitano le Litanie lauretane ma anche di più. E’ la sintesi del grande destino che Dio ha accordato anche a  ciascuno di noi. E, al contempo, è anche la via per eccellenza che porta al Figlio e , tramite lui, alla Santa Trinità.

Intervista curata da Natalia Davolio

Dialoghi Carmelitani, Settembre 2007

 

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