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Serva di Dio M. Eletta di Gesù

Sr. M. Eletta dimorerà a Vienna per quattordici anni diventando Maestra delle Novizie. All’età di trentadue anni viene, addirittura, presentata una richiesta di dispensa papale per permettere alla giovane e promettente carmelitana di diventare Priora. Amata e stimata da tutti per la sua prudenza e saggezza, alla giovane Priora non mancheranno però umiliazioni e sofferenze. Una delle monache, infatti, spinta da antipatia, muoverà contro Sr. Eletta di Gesù una serie di umilianti critiche. Nonostante la pazienza e l’umiltà mostrata dalla Madre Priora nei confronti della consorella accusatrice il P. Provinciale dell’Ordine riterrà opportuno trasferirla a Graz per destinarla ad una nuova fondazione. Sr. M. Eletta di Gesù vi dimorerà per tredici anni, lasciando anche a Graz il segno di una grande passione per l’amore di Dio che rivolgerà instancabilmente alle consorelle inferme e anche fuori nei confronti dei poveri e degli ammalati. “L’amore di Dio – dirà la giovane carmelitana –  non è mai ozioso, se è vero amore opera grandi cose, mentre se lascia di operare non è vero amore”.

 

L’attività di fondatrice di Sr. M. Eletta di Gesù non termina però a Graz. Nel luglio del 1653 Madre M. Eletta scrive, infatti, al Carmelo di Terni per chiedere una particolare preghiera per una nuova fondazione a Praga: “…Prostrata ai piedi di V.R., Madre, le chiedo la carità di far pregare per me tutta la Comunità di Terni per una mia intenzione ed il bisogno grande di una cosa che mi preme molto…”. Anche a Praga Non mancheranno momenti di fatica interiore che Sr. M. Eletta di Gesù sarà chiamata a superare.

 

Il 24 agosto 1662 il Signore stesso rivelerà a Madre M. Eletta la prossimità della sua morte. Quindici giorni prima di morire Sr. M. Eletta di Gesù chiamerà a sé, una dopo l’altra, le sue consorelle lasciando a ciascuna di esse un suo ricordo, l’immagine di un santo, una croce benedetta o una reliquia. La tosse che da alcuni giorni non le lasciava tregua peggiorerà le condizioni di salute di Sr. M. Eletta. La sera dell’11 gennaio 1663, Madre Eletta chiede di ricevere l’Olio degli infermi. Il sacerdote carmelitano, suo confessore, si prepara a somministrarle la Comunione. Sr. Eufrasia si precipita in sagrestia per predisporre il necessario, ma in un comprensibile stato di agitazione dimentica di portare con sé una lampada chiudendo dietro di sé la porta e rimanendo al buio. In preda allo sconforto formula questa preghiera: “Signore, se è tua volontà che Madre M. Eletta muoia stanotte mandami una luce per merito suo affinché possa preparare il necessario per i suoi estremi conforti!”. Improvvisamente la sagrestia si illumina di una luce intensissima  permettendo così alla monaca di trovare l’occorrente per il Viatico.

 

Madre M. Eletta ricevuti i Sacramenti fissa con amore l’immagine della Madonna portata da Vienna e stringendo al cuore la croce di Gesù, in piena notte, muore serenamente all’età di cinquanttotto anni.

 

Dallo scritto di una consorella, Maria di S. Giuseppe, si racconta: “Essendo stata resa pubblica la notizia della morte della Madre venne una moltitudine di gente per vedere il corpo posto nel Coro davanti alla grata. Alcuni diedero le loro corone, altri misero ghirlande di fiori che toccassero il corpo per poi conservarli come reliquie.., nondimeno per la nobiltà accorsa in gran copia e per altre numerose persone, fu necessario aprire le porte del monastero per poter assistere ai funerali Fatte le esequie dai nostri Padri venne Sua Eminenza per vedere il corpo e celebrò una Messa privata per la defunta, come anche nobilissime Dame fecero cantare solennemente con musica una Messa per lei in chiesa nostra et un Padre domenicano fece nella medesima una predica nella quale assai lodava la Madre e profetizzarono tutti, tanto religiosi quanto secolari, che quel corpo resterebbe incorrotto “.

 

Michelangelo N.

 

 

 

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