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Breve riflessione in emergenza COVID

Brescia, 20/03/2020

Nella storia non tutti hanno sempre avuto la coscienza, la consapevolezza che la prova che si trovavano a vivere poteva tradursi in una conquista, in un salto di qualità per l’intera umanità o, semplicemente, per la società a cui appartenevano. Gli esempi sono molteplici, basti pensare ai cambiamenti tecnologici o informatici che ci hanno visti coinvolti inevitabilmente o, nel recente passato, a quei cambiamenti che nel dopoguerra hanno plasmato la nostra società.

Perché ciò che accade non passi banalmente nel passato, e non rimanga come qualcosa di scontato, occorre che qualcuno – almeno qualcuno, anche se non tutti – assuma con lucidità la consapevolezza e la ragione dell’evento stesso, e le espliciti con forza. Perché l’uomo – cioè quei tutti potenzialmente inconsci – sappia di aver contribuito a quel salto, a quel passo in più dell’umanità o della società.

Quel qualcuno può essere un artista, un poeta, un filosofo… o un Santo. Oggi, nel nostro mondo, non è facile uscire dal coro dei benpensanti, da quegli stereotipi che volutamente appiattiscono la bellezza e la fantasia di un’umanità che dovrebbe essere propositiva, attenta, ontologicamente vera.

Ma è altrettanto vero che chiunque, ciascuno di noi può essere quel protagonista che raccorda l’evento al Significato.

Senza peccare di presunzione credo che non si possa tacere, come Cristiani, che ciò che sta accadendo in questi giorni è l’occasione sofferta per una rinascita. Non solo di un nuovo modo di rapportarsi tra uomini, tra popoli e tra nazioni. Non solo è l’occasione per riappropriarci di valori perduti, come la solidarietà, l’amicizia, la compagnia… Per noi Cristiani, per noi che abbracciamo Gesù e tutto ciò che è suo, questa è l’occasione per testimoniare che il cambiamento parte da Gesù. È la centralità di Cristo nella storia che può determinare un vero cambiamento duraturo. Non è il buonismo, non i pii sentimenti, non il “vogliamoci tutti bene” che determineranno il cambiamento duraturo della società.

Ditemi dunque voi stessi, cari cristiani… che cosa avete di più caro nel cristianesimo…”

“Grande sovrano! Quello che noi abbiamo di più caro nel cristianesimo è Cristo stesso. Lui stesso e tutto ciò che viene da Lui, giacché noi sappiamo che in Lui dimora corporalmente tutta la pienezza della Divinità” (Vladimir Solov’ev, Il dialogo dell’Anticristo).

Gabriele Tomasoni

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