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26 GENNAIO 2020, DOMENICA DELLA PAROLA DI DIO

Proponiamo all’attenzione di tutti alcuni stralci dell’articolo di Gianni Cardinale del quotidiano Avvenire del 17 gennaio 2020.

“Il prossimo 26 gennaio la Chiesa celebrerà per la prima volta la Domenica della Parola di Dio, istituita da Papa Francesco con la Lettera apostolica APERUIT ILLIS dello scorso settembre. L’iniziativa è stata presentata oggi in Sala Stampa vaticana dall’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione, sottolineandone lo scopo di “ravvivare la responsabilità che i credenti hanno nella conoscenza della Sacra Scrittura e nel mantenerla viva attraverso un’opera di permanente trasmissione e comprensione, capace di dare senso alla vita della Chiesa nelle diverse condizioni in cui si viene a trovare”.

Fisichella ha evidenziato anche “il grande valore ecumenico” di questa Domenica. Infatti Papa Francesco ha stabilito che si celebri sempre nella III Domenica del Tempo Ordinario dell’Anno liturgico che cade in prossimità della Giornata di dialogo tra Ebrei e cattolici e della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. E questo “non è, ovviamente, una mera coincidenza temporale, ma una scelta che intende segnare un ulteriore passo nel dialogo ecumenico, ponendo la Parola di Dio nel cuore stesso dell’impegno che i cristiani sono chiamati a realizzare quotidianamente”.

Questa Domenica avrà un proprio logo caratteristico, che rappresenta il cammino dei discepoli al villaggio di Emmaus (cfr Lc 24,13-35), a cui a un certo momento del tragitto si accosta Gesù Risorto. L’icona è opera di suor Marie-Paul Farran, religiosa egiziana che ha speso tutta la sua vita nel monastero benedettino Notre-Dame du Calvaire a Gerusalemme morta lo scorso maggio, e realizzata graficamente da Giordano Redaelli per le Edizioni San Paolo, ed evidenzia molteplici aspetti che convergono sulla Domenica. Tutta la scena del Logo infatti “non fa altro che ricordare il cuore stesso della Domenica della Parola di Dio: l’annuncio di Cristo Risorto non può trovare i discepoli stanchi né oziosi ma dinamici nel ritrovare sempre linguaggi nuovi per permettere che la Sacra Scrittura sia regola viva della vita della Chiesa.”

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