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Ritiro giovani del MEC della Sicilia, Palermo 13-15 aprile 2017

di Carmelo Carollo

Were Yuo There (when They Crucified My Lord). Ha preso spunto dal testo di questa canzone Padre Paolo De Carli o.c.d., per aiutare i nostri giovani a riflettere e ad entrare nella dinamica del mistero cristiano. Una sessantina di ragazzi (universitari, studenti delle superiori e delle medie di Palermo, Catania, Alcamo e Solarino), che fanno parte del Movimento Ecclesiale Carmelitano, si sono ritrovati a vivere insieme, in ritiro, per tre giorni (13-14-15 aprile) con l’aiuto dei loro educatori, queste importanti ore del Triduo Pasquale. Lo scopo è stato quello di fare in modo che il cuore di ognuno di loro potesse essere educato a sapersi aprire alla bellezza dell’incontro, vero e concreto, con la persona di Gesù.  La domanda principale che Padre Paolo ha fatto ai ragazzi è stata questa: “tu dove eri quando Cristo è stato crocifisso?” Si è percepito immediatamente, guardando i volti dei ragazzi, come la provocazione avesse fatto centro, avesse colpito il punto giusto.  Padre Paolo ha terminato la sua riflessione con un bel testo di Enrico Medi, “Il mio crocifisso”. I giovani hanno continuato il loro lavoro personale con la meditazione e la preghiera. Molti di loro hanno espresso il desiderio di essere confessati.

Altrettanto toccante è stato l’incontro conclusivo di sabato mattina, dove Padre Paolo è riuscito a dare risposte molto profonde alle domande rappresentate dai ragazzi. In particolare ha sottolineato come Gesù non ci lascia mai da soli, che tutto non dipende solo da noi, ma è Gesù che corre in nostro aiuto, sempre. Noi possiamo decidere solo se accoglierlo o meno. Possiamo decidere se essere solo dei buoni giovani oppure se  essere qualcosa di diverso, qualcosa che sia veramente alternativo: essere santi. Padre Paolo ha evidenziato in più passaggi come la compagnia dei santi sia importante nel nostro percorso personale. E per rispondere a domande abbastanza impegnative come la vicenda di DJ Fabo sono state messe in relazione figure come quella di Elisabetta della Trinità e di Teresa del Bambino Gesù. Decisamente toccante, poi, sono stati i riferimenti fatti alle figure di S. Teresa di Calcutta o all’immagine del Gesù abbandonato tanto cara a Chiara Lubich.

Indubbiamente è stata donata tanta ricchezza. Ora spetta a ciascuno di loro decidere se essere solo dei buoni giovani o  volere essere dei grandi santi.

  

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