| Chi ha dato a Pietro il compito di governare la Chiesa? |
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| sabato 03 febbraio 2007 12:16 | ||||
![]() Tu es Petrus Prima osservazione: ad affidare il primato a Pietro non è Cristo – come spesso si è soliti affermare – ma Dio Padre: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli». E’ infatti il Padre che rivela a Pietro la vera identità del Figlio: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». “A volte si interpretano le infinite promesse che Gesù fa a Pietro («su te edificherò… a te darò le chiavi… tutto ciò che legherai o scioglierai…») come una sua decisione improvvisata di ricolmarlo di doni e privilegi. E non si riflette che Gesù – anche in questo caso – sta obbedendo ad una decisione del Padre il quale ha voluto scegliere Egli stesso la sua pietra ecclesiale” (P. Antonio M. Sicari). Seconda osservazione: Cristo rivolge al Padre una particolare preghiera per custodire la fede dell’Apostolo Pietro. Nel Vangelo di Luca – in un dialogo personale tra Gesù e Pietro (anche qui è interessante notare l’esclusività di alcuni compiti che vengono rivolti solo a Pietro) – il Figlio di Dio dice: «io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli» (Lc 22, 32). “Si tratta ancora del Padre, ma questa volta è Gesù che affida Pietro nelle mani del Padre celeste, chiedendo che la fede del primo dei discepoli sia da Lui stesso custodita. Questa volta è il Figlio che provoca la attrazione del Padre nei riguardi di Pietro che sta per soccombere: Gesù lo mette, per così dire, nelle Sue mani paterne” (P. Antonio M. Sicari). Terza osservazione: «Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: “Simone di Giovanni, mi vuoi bene tu più di costoro? ”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene”. Gli disse: “Pasci i miei agnelli”. Gli disse di nuovo: “Simone di Giovanni, mi vuoi bene? ”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene”. Gli disse: “Pasci le mie pecorelle”. Gli disse per la terza volta: “Simone di Giovanni, mi vuoi bene? ”. Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi vuoi bene? , e gli disse: “Signore, tu sai tutto; tu sai che ti voglio bene”. Gli rispose Gesù: “Pasci le mie pecorelle» (Gv 21, 15-17). In questa triplice domanda rivolta a Pietro, Gesù chiede un amore più grande rispetto a quello degli altri apostoli («Simone di Giovanni, mi vuoi bene tu più di costoro?»). “S. Agostino ha visto in questo conclusivo dialogo d’amore, tra Cristo e Pietro, quasi l’emergere di un rapporto sponsale, dato che esso ha lo scopo di far perpetuamente aderire Cristo-Sposo alla sua Chiesa-Sposa: «Quando Cristo affidò le pecorelle a Pietro, certo non gliele affidò come fa uno che le dà ad un altro distinto da sé. Tuttavia lo volle rendere una cosa sola con sé. Cristo capo affida le pecorelle a Pietro come figura del corpo, cioè della Chiesa. In questa maniera si può affermare che Cristo e Pietro vennero a formare una cosa sola, come lo Sposo e la Sposa. Perciò per affidargli le pecore, non come ad altri che a sé, che cosa gli chiede prima? «Pietro mi ami?»… Vuole rendere saldo l’amore per consolidarlo nell’unità con se stesso»” (P. Antonio Sicari). Michelangelo Nasca
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| Ultimo aggiornamento ( sabato 10 febbraio 2007 12:05 ) | ||||