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I due formicai PDF Stampa E-mail
martedì 13 novembre 2007 19:20
Racconti...

Nel Bosco Verde vi erano due formicai. Uno, addossato all’albero più grande di tutto il bosco, apparteneva alle formiche rosse; l’altro, dimora delle formiche nere, si trovava oltre il torrente Gelato, scavato sotto la dura roccia della collina.

Alfonso il porcospino si recò, per una delle sue abituali vacanze, proprio nel Bosco Verde, a metà strada tra i due formicai. La sua tana ampia e spaziosa era provvista di un terrazzo, a cui si accedeva attraverso il tronco cavo di un albero. Da lì Alfonso il porcospino poteva osservare le schiere di formiche che sulle due opposte sponde del torrente lavoravano ininterrottamente. Vi erano le formiche soldato che con le loro enormi mandibole proteggevano le colonne delle operaie da eventuali aggressori. Si vedevano le pattuglie degli esploratori che con circospezione si muovevano nella boscaglia alla ricerca di nuove fonti di cibo. Infine vi era la moltitudine delle operaie, organizzate in lunghissime colonne, le quali entravano ed uscivano dagli ingressi del formicaio.

Apparentemente i lavori su entrambe le sponde procedevano in ugual modo. Alfonsol era stupito nel vedere degli animali così simili tra loro, nella forma, nelle dimensioni e persino nel comportamento, differire in modo così vistoso nel colore: le une nere come una notte senza luna, le altre rosse come la fiamma della brace. “Perché”, si chiedeva, “Chi ha creato tutti gli animali non ha fatto le formiche di un solo colore: o tutte rosse o tutte nere?”.

Un dì, durante una passeggiata per il bosco, Alfonso il porcospino incontrò una pattuglia di formiche rosse.

“Buon lavoro signore formiche” disse gentilmente.

“Salve”, gli risposero frettolosamente in coro.

“Perché siete così indaffarate tutto il giorno?” chiese incuriosito.

“Stiamo raccogliendo il cibo per l’inverno! Su… adesso la smetta di intralciarci e ci lasci continuare il nostro lavoro” dissero ancora in coro le formiche.

Alfonso il porcospino biascicò qualche scusa e si accomiatò. Attraversò il torrente e fatti alcuni passi sulla riva rocciosa si imbatté in una pattuglia di formiche nere.

c“Buon lavoro” esclamò Alfonso con la consueta cortesia.

“Ciao!”, si sentì dire in tono allegro. “Chi sei tu? Non ti avevamo mai incontrato prima!"

Il porcospino stupito dalla vivacità con cui era stato accolto spiegò loro chi fosse e perché si trovasse da poco tempo nel bosco. Volle rivolgere poi anche a loro qualche domanda.

“Perché lavorate con tanto impegno?"

“Stiamo costruendo un grande formicaio”, gli risposero, “affinché ogni animale possa ammirare la bellezza e la regalità della nostra cara regina”.

Compiaciuto Alfonso il si congedò dal gruppo delle formiche  e tornò ai suoi alloggi.

Alcuni giorni dopo, terminato il periodo delle vacanze, Alfonso il porcospino dovette ritornare alla sua vecchia tana tra i monti.

I vicini che lo accolsero al rientro chiesero come era andata la vacanza e se vi era stato qualche aneddoto simpatico da raccontare. Non erano molti infatti gli animali della montagna che potevano permettersi di andare in vacanza in luoghi lontani e diversi da quelli in cui vivevano abitualmente.

Tra le varie cose al suo attento uditorio Alfonso disse:

“Nel Bosco Verde esistono due formicai: uno è abitato dalle formiche rosse, l’altro appartiene alle formiche nere. Hanno un aspetto molto simile e si comportano perlopiù alla medesima maniera, ma sono di un diverso colore. Forse perché tutti si accorgano che, le formiche rosse mangiano per vivere e vivono per mangiare,  invece quelle nere vivono per servire e amare la loro adorata regina”.

Luigi Larocchi

 
Ultimo aggiornamento ( martedì 20 novembre 2007 22:48 )
 

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