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MEC - Racconti


La polvere magica PDF Stampa E-mail
venerdì 27 giugno 2008 14:40

Racconti di
Luigi Larocchi

“Ho proprio bisogno di un tavolo nuovo per il salotto”, pensò la fata Pasticciona guardando sconsolata i graffi e le crepe che ricamavano il ripiano sotto i suoi gomiti.
Entrando nella bottega del Falegname posò borsetta e mantellina su una seggiola. La seggiola era stata riparata da pochi minuti. Il mastice non aveva ancora fatto salda presa nelle giunture tra le parti sostituite quindi, con un gran PATATRACK, le gambe cedettero sparpagliando a terra il contenuto della borsetta. “Scusatemi tanto” mormorò la fata Pasticciona chinandosi a raccogliere boccette, foglietti e ogni tipo di cianfrusaglia che, sfruttando l’insperata occasione, cercava di sgranchirsi un po’ rotolando o svolazzando in tutta la stanza.

Ultimo aggiornamento ( sabato 19 luglio 2008 05:54 )
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Chiccodigrano PDF Stampa E-mail
martedì 19 febbraio 2008 19:08

Racconti
di Luigi Larocchi

In una fattoria viveva un gallo di nome Chiccodigrano.
Chiccodigrano aveva il compito di cantare a squarciagola; tuttavia non incideva dischi o faceva concerti. Chiccodigrano sbraitava a più non posso due volte al giorno: quando la notte finiva e il sonno lasciava il posto alle mille attività degli abitanti della fattoria poi, molte ore dopo, quando le persone e gli animali erano stanchi per il lavoro e finalmente la luce se ne tornava anche lei a riposare lasciando nuovamente il posto alla notte. Chiccodigrano sapeva che il suo canto doveva accompagnare l`inizio delle attività nella fattoria ed il loro termine. Era oltremodo orgoglioso di dover condividere assieme al sole questo compito, poiché l'astro luminoso sembrava avere l'incarico di svolgere la medesima incombenza nella gran fattoria del cielo. Il Sole ovviamente non cantava, non possedendo un becco e un'ugola possente come quella di Chiccodigrano, però all'alba ed al tramonto tingeva di rosso il cielo, tanto che nemmeno l'uccellino più distratto poteva ignorare il suo richiamo. 

Ultimo aggiornamento ( domenica 02 marzo 2008 23:18 )
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L'Omino Azzurro PDF Stampa E-mail
venerdì 04 gennaio 2008 19:56

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C'era una volta… dovrei scrivere per iniziare questa storia, ma la realtà è che c’è tuttora, un omino azzurro. La sua statura è molto piccola, quasi quanto quella di un koala, ma indossa un enorme frac nero e un grosso cappello a cilindro, che lo fanno camminare in modo goffo e impacciato, come un pinguino. Questo omino azzurro, nonostante l'aspetto un po’ buffo, ha un lavoro molto importante.

Un giorno di tanti e tanti anni fa il Signore, stanco di doversi occupare di tutto, lo chiamò in disparte e gli disse: "Senti Tolomeo", questo è il suo nome, "ho bisogno di una persona di fiducia che svolga per me un compito gravoso che richiede attenzione e saggezza”. “Vedi”, disse porgendogli un enorme involto di colore marrone, “in questo sacco ho messo tutto il tempo; bisogna distribuirne un po' alle persone in modo che riescano a svolgere le loro incombenze. Siccome il tuo è un compito speciale, avrai anche un segno di riconoscimento, di modo che ogni angelo del cielo possa distinguerti dagli altri uomini. Ti farò azzurro come lo zaffiro, perché da oggi sarai prezioso come quella pietra”.

Ultimo aggiornamento ( lunedì 14 gennaio 2008 18:47 )
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