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Se tu sei con noi, siamo molti! PDF Stampa E-mail
mercoledì 17 settembre 2008 13:45

di Baiba Brudere 

„Ci ha chiamati amici”... Che bello pensare a queste parole vedendo davanti a me tutti voi, così numerosi...
E’ ormai la quarta volta che vengo a Lignano. Ogni volta e` stato un evento importante per me e per la nostra comunita` che stava per nascere, ogni volta è stato diverso e nuovo. Ma ogni anno c’è anche la stessa esperienza – l’esperienza della grazia di trovare qui tanti amici, sempre di più. Questa è una vera grazia che dobbiamo apprezzare. Ci sentiamo sempre di più in famiglia. Possiamo dire: ecco la nostra GRANDE famiglia nella Chiesa, nel Movimento.

Noi, in Lettonia non siamo ancora molto numerosi. Ma stiamo crescendo sempre di più. Il primo anno siamo venuti in 9, il secondo anno in 20, quest’anno siamo in 32. E` un’opera della Grazia, che chiede però la nostra fedeltà. Non è tutto facile facile. Ma Gesù non ci ha detto: „Siete i miei amici, ormai tutto sarà facile...” Ha detto: „Sarò con voi”. Sarebbe troppo lungo raccontare la storia del MEC di Lettonia, anche se in breve. E non lo farò (niente paura...). Che cosa c’è di diverso da noi in ciò che riguarda la fede? Vorrei raccontarvi solo un’esperienza personale, che esprime anche l’esperienza che molti della mia generazione hanno fatto in Lettonia (per i giovani di oggi le cose sono diverse). Molti di noi hanno vissuto all’epoca dell’Unione Sovietica. In quel tempo non era possibile esprimere la propria fede ed era pericoloso essere un credente praticante. A scuola ho imparato che Dio non esiste... Ero un’ateista convinta, anche se non ero aggressiva. Nei confronti dei credenti pensavo: „Oh, poverini... bisogna portare loro la luce, spiegare bene che Dio non esiste!”. Qualche anno dopo, incontrando il mio futuro marito, ho scoperto che Dio esiste... E Dio – geloso di ciascuno di noi – ha voluto rispondere al mio desiderio di „spiegare bene che... Lui non esiste”... Ma poiché Dio ha un senso dell’umorismo perfetto ed assoluto, ha capovolto il contenuto del mio desiderio... Mi ha fatto studiare la teologia... per ben 9 anni! [Ho fatto gli studi per 6 anni in Francia, poi ho scritto la tesi di dottorato per altri 3 anni, di cui 2 trascorsi a Roma]. Adesso la mia missione è quella di spiegare bene a tutti che... DIO ESISTE.

Ed ecco l`esperienza di cui volevo parlarvi. Durante i miei studi ho scoperto un piccolo testo – piuttosto una testimonianza in forma di preghiera – che diceva qualcosa di molto profondo che ho vissuto anch’io. Era una preghiera trovata nella tasca di un soldato caduto nella guerra del 1991 nella guerra del golfo Persico. Si trovava nel deserto, era la notte, il cielo pieno di stelle... Era un momento prima di un nuovo combattimento. [Forse alcuni di voi hanno sentito questa preghiera]. E lui ha vissuto un’esperienza inaspettata: ha incontrato Dio. Ecco le sue parole. Parlava a Dio come a un amico:

„Mi senti, Dio mio? Non ti ho mai parlato, ma oggi vorrei salutarti...
Lo sai che fin dall’inizio della mia infanzia mi hanno detto che Tu non esisti... Ed io ero cosi stupido, che ho creduto loro. Ma stanotte, vedendo l’immensità del deserto e il cielo stellato sopra di me, i miei occhi si sono aperti – pieni di stupore – ed io ho capito la luce... ho visto TE... Non voglio dirti niente di più – soltanto la gioia di conoscerti. Alla mezzanotte dobbiamo andare all’attacco, ma io non ho più paura – perche il tuo sguardo è su di noi. Vorrei dirti ancora una cosa: tu lo sai che il combattimento sarà cattivo, forse già stanotte sarò davanti alla tua porta... E, anche se non sono mai stato tuo amico, mi permetterai di entrare?... Vedi ciò che mi è successo – i miei occhi si sono aperti. Perdonami, Dio mio, devo andare ed io so che non tornerò più...”
Era divenuto un amico di Dio.

Solo da 16 anni siamo di nuovo liberi, possiamo credere ed avere la gioia di credere. Nei primi tempi c`era tanto entusiamo e una grande apertura alla fede. Una primavera della fede, possiamo dire. In questo tempo, all’inizio degli anni 90-a, è rinata la tradizione dei pellegrinaggi a piedi verso il nostro santuario mariano di Aglona. Si trova a 220 km da Riga, la nostra capitale. E` proprio questa esperienza che è stata cosi` importante per il nostro cammino comune insieme con voi. 5 giorni di cammino, preghiere, meditazioni, canti, danze, gioia e anche un po’ di sofferenza – tutto questo per due anni di seguito – hanno fatto sì che sia nato un nuovo fenomeno che si chiama: „gli italiani lettoni”. Sono qui tra noi, per il momento sono 19. E sapete: ci fa tanto bene pensarci, ricordarci gli uni degli altri e preparare il prossimo pellegrinaggio! Il cuore si allarga... alle dimensioni della Chiesa universale. Vorrei chiamare tutti e 19 per nome perchè è davvero una gioia scoprire insieme che Gesù ci ha chiamati i suoi amici. Sono: P.Angelo e P.Gino, fra Giacomo (ormai P.Giacomo), Dado e Maria (Dado e venuto due volte!), Davide, Giuliana, Elena e Maurizio, Mattia, Caterina, Giulia, Naomi, Ilaria, Giovanni, Elisa, Marco, Simone ancora Marco e l’anno scorso e` venuta anche Sara Thérèse da Bruxelles. Il primo anno siete venuti in 5, il secondo anno in 16, logicamente il terzo anno dovreste essere in 45, e se siamo sempre fedeli a questa formula, tra pochi anni faremo il pellegrinaggio di Aglona tutti quanti insieme, con P. Antonio e Lella davanti... Vi invito a venire e a fare quest’esperienza di fede insieme! Vedrete che il vostro sguardo di fede e lo sguardo sulla realtà della Chiesa cambieranno. Saremo tutti arricchiti e più vicini del Signore e più vicini gli uni agli altri.

Dopo gli esercizi torneremo tutti a casa, torneremo anche nelle nostre comunità. Sono diverse: alcune più grandi, alcune più piccole. Ma il numero non importa. Per finire vorrei ricordare una parola di P.Antonio che ci ha detto l’anno scorso durante un’Assemblea Generale. Qualcuno aveva chiesto a P. Antonio: „Ma quanti siete voi nel Movimento?” La sua risposta mi ha molto colpita e ci penso spesso: „Noi non ci contiamo né a decine, né a centinaia. Se tu sei con noi – siamo molti; se tu non sei con noi – siamo pochi”. Pensiamoci! Pensiamoci che Gesù ci ha chiamati amici.
Grazie per la vostra accoglienza e per questa esperienza di fede che possiamo vivere insieme!

Dialoghi Carmelitani, giugno 2008

 

Ultimo aggiornamento ( venerdì 10 ottobre 2008 05:01 )
 

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