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mercoledì 13 agosto 2008 06:50 |
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di Anna Cannizzo
Che significa essere adolescenti oggi ? Ed essere adulti? E c’è un modo, una parola cristiana per dire “crescita” e per favorirla? Proponiamo come spunto di riflessione una sintesi dell’intervento che una delle nostre collaboratrici ha tenuto al Convegno degli Studenti del Centro educativo ignaziano (CEI) svoltosi a Palermo dal 6 all'8 marzo 2008 sul tema: Crescere: Un'avventura tra coraggio e paura. Siamo sempre pronti ad analizzare, giudicare, criticare la generazione attuale di adolescenti: superficiali nei loro valori, nei loro rapporti, nei loro impegni. Ci chiediamo che mondo costruiranno e che razza di adulti diventeranno. E lo facciamo spesso proprio noi, la generazione dei trentenni e quarantenni, noi spesso affetti da sindrome di Peter Pan. Noi che abbiamo cambiato due, tre facoltà prima di sceglierne una, noi che ci sposiamo tardi e divorziamo dopo meno di cinque anni, noi che non sopportiamo le costrizioni, che in nome della libertà non riusciamo ad assumerci le responsabilità fino in fondo, noi che ai nostri figli diciamo poco di no, perché siamo troppo stanchi per farlo e preferiamo arrenderci all’ultima versione della play station. |
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«Avevano uno stesso amore» |
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venerdì 08 agosto 2008 10:53 |
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di Antonio Bellingreri
Una parentela elettiva
Molti studiosi affermano che le amicizie più stabili sono «tra pari»: per età, per cultura, per sesso. In effetti anche nell’esperienza quotidiana possiamo constatare che per lo più i nostri grandi amici di fatto li abbiamo scelti tra i nostri coetanei, compagni di studi o colleghi di lavoro, così come per lo più sono del nostro stesso sesso. Ciò non significa che non esistano figure diverse di amicizia, ad esempio tra persone di diversa età o tra uomini e donne; sembra però siano più rare, e, come tutte le cose rare in natura, risultano ovviamente perle preziose. In particolare, pare che un uomo possa, in casi davvero fortunati, amare in una donna la sorella che non ha mai avuto o quella che avrebbe voluto avere. Questa osservazione può suggerire un altro pensiero. Probabilmente anche nell’amico un uomo riconosce il fratello che avrebbe voluto avere o quello che non ha avuto; con la differenza però che qui il fratello si trova , nel momento stesso in cui lo si sceglie. Se le cose stanno così, già in avvio di discorso arriviamo ad una prima, interessante definizione dell’amicizia: ricordando un celebre titolo di Goethe, possiamo dire che essa è una «parentela elettiva». |
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"Scavar devo profondo..." |
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martedì 05 agosto 2008 10:10 |
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“Scavar devo profondo, come chi cerca un tesoro” Per non dimenticare Umberto Saba A cura di Luca Sighel
Nel 2007 è passato per lo più inosservato, eccetto che tra piccole cerchie di appassionati e di “addetti ai lavori”, il cinquantesimo anniversario della morte di uno dei più grandi poeti italiani, noto alle generazioni di studenti per alcune poesie, sempre quelle, presenti in tutte le antologie. Chi non ricorda La capra e un’altra sua lirica, dedicata all’amatissima moglie Lina, nella quale, per altro, l’autore la paragona, in modo piuttosto singolare, ad una serie di animali domestici: una gravida giovenca (...e passi...), una lunga cagna (...e si rimane perplessi...) e una bianca pollastra (e questo pare, per lo meno, un po’ offensivo)? Ma forse nessuno ci ha aiutato ad entrare veramente nel mondo di Umberto Saba, pseudonimo che significa in ebraico “pane” per il vero cognome Poli, nato a Trieste (1883) e appartenente a quella straordinaria generazione di poeti italiani della fine dell’800, tutti degli anni ’80, Gozzano, Ungaretti, Sbarbaro, Corazzini, Papini, Prezzolini, che animarono e fecero cento anni fa la cultura dell’inizio del XX secolo e che attraversarono, non senza conseguenze, la Grande Guerra. La conoscenza della sua ampia produzione, raccolta da lui stesso nel Canzoniere, è ridotta a pochi versi. Sembra sia stato preso alla lettera, quanto lasciò scritto nell’opera Epigrafe:“parlavo vivo ad un popolo di morti. Morto allora rifiuto e chiedo oblio.” Ma perché interessarsi a Saba, oggi? |
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Ultimo aggiornamento ( martedì 05 agosto 2008 10:26 )
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