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Terribile verdetto! PDF Stampa E-mail
venerdì 14 novembre 2008 10:44

La Corte Suprema di Cassazione ha comunicato il terribile verdetto. Eluana Englaro, dunque, può essere uccisa!!! Perché è così che la giovane desiderava morire (nel caso in cui si fosse trovata impossibilitata a decidere personalmente della propria vita). Eluana Englaro, originaria di Lecco, da 15 anni è in coma vegetativo, in seguito ad un incidente stradale. Il padre della giovane donna, da tempo, chiede con insistenza che venga interrotta la terapia di sostentamento vitale e l’alimentazione artificiale per rispettare la volontà espressa dalla figlia in diverse occasioni.
Ma te la immagini una ragazza a vent’anni anni, con l’argento vivo addosso e il futuro davanti a sé, che lapidariamente lascia ai propri genitori (è il principale punto di forza espresso dal padre di Eluana) le indicazioni dettagliate su cosa fare della sua vita in caso di coma!!! Sappiamo forse cosa accadrà e faremo domani? Sapremo essere così coerenti con le scelte ipotizzate quindici o vent’anni prima? E se volessimo improvvisamente cambiare idea?

Nelle precedenti sentenze i giudici motivarono la scelta a favore dell’eutanasia per la Englaro con queste parole: "Vista la straordinaria durata dello stato vegetativo permanente e l'altrettanto straordinaria tensione del suo carattere verso la libertà e la sua visione della vita – motivano i giudici milanesi – è stata una decisione inevitabile". Adesso dalle parole si passerà ai fatti!

Continuo a ritenere le parole di Oriana Fallaci di grandissimo spessore, e (nella espressione da me evidenziata in neretto) di notevole attualità.

"La parola eutanasia è per me una parolaccia. Una bestemmia nonché una bestialità, un masochismo. Io non ci credo alla buona-Morte, alla dolce-Morte, alla Morte-che-Libera-dalle-Sofferenze. La morte è morte e basta. Ma predicarlo non serve a nulla. Forse  grazie ai kamikaze, alle loro stragi alle loro decapitazioni, l'islamico Culto della Morte sta avanzando in Occidente a un ritmo inesorabile. Sta conquistando l'America dove in Florida, in California, nel Vermonti, in Alabama, nell'Oregon, nel Michigan passano leggi sul suicidio assistito. E sperare che ciò non avvenga anche in Europa, in Eurabia, quindi in Italia, è ormai vano”.

Circa il famoso Living-Will o testamento Biologico con cui una persona chiarisce se in caso di grave infermità vuole vivere o morire...

"E' una buffonata. Perché nessuno può predire come si comporterà dinanzi alla morte. Inutile fare gli eroi antelitteram, annunciare che dinanzi al plotone di esecuzione sputerai addosso ai tuoi carnefici come Fabrizio Quattrocchi. Inutile dichiarare che in un caso simile a quello di Terri vorrai stacacre-la-spina, morire stoicamente come Socrate che beve la cicuta. L'istinto di sopravvivenza è incontenibile, incontrollabile...E se nel testamento biologico scrivi che in caso di grave infermità vuoi morire ma al momento di guardare la Morte in faccia cambi idea? Se a quel punto  t'accorgi che la vita è bella anche quando è brutta, e piuttosto che rinunciarvi preferisci vivere col tubo infilato nell'ombelico ma non sei più in grado di dirlo?" (Intervista a Oriana Fallaci rilasciata a Christian Rocca per “Il Foglio” nel 2004).


Sulla tristissima e drammatica vicenda di Eluana Englaro la presidenza della Conferenza Episcopale Italiana diffonde il seguente comunicato stampa che pubblichiamo integralmente:

La vita di Eluana Englaro, al cui dramma si è appassionata la coscienza del nostro Paese, è ormai incamminata verso la morte. Mentre partecipiamo con delicato rispetto e profonda compassione alla sua dolorosa vicenda, non possiamo fare a meno di richiamare alla loro responsabilità morale quanti si stanno adoperando per porre termine alla sua esistenza. La convinzione che l’alimentazione e l’idratazione non costituiscano una forma di accanimento terapeutico è stata più volte, anche di recente, resa manifesta dalla Chiesa e non può che essere riaffermata anche in questo tragico momento. In tale contesto si fa più urgente riflettere sulla convenienza di una legge sulla fine della vita, dai contenuti inequivocabili nella salvaguardia della vita stessa, da elaborare con il più ampio consenso possibile da parte di tutti gli uomini di buona volontà.

Michelangelo Nasca

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 03 dicembre 2008 20:41 )
 

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