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Bere per dimenticare di esistere PDF Stampa E-mail
martedì 11 novembre 2008 08:46

I dati raccolti dall'Organizzazione mondiale della sanità circa l'uso di alcol tra i giovani si rivelano drammaticamente sconfortanti. In Europa, ogni anno, si registra il decesso di 55 mila giovani adulti (dai 15 ai 29 anni di età) causato dall'eccessivo uso di alcol. In Italia 50 mila (su 170 mila) incidenti stradali sono dovuti all'eccessivo tasso alcolico riscontrato nel organismo delle giovani vittime. Un fenomeno socio-sanitario che appare in costante crescita e che desta non poche preoccupazioni. I nostri giovani italiani iniziano a fare uso di alcol a 11 anni, superando persino la media europea che è di 13 anni. "Gli adolescenti, – afferma il Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Palermo Adelfio Elio Cardinale – tendono a sfuggire alle regole imposte dai genitori nella ricerca di un'identità propria che si delinea all'interno del gruppo di pari. E' qui che si sperimentano le bevande «alternative» e i comportamenti trasgressivi come l'abuso”; “Mostrare di riuscire a reggere l’alcol – prosegue Cardinale -  è una sfida. I giovani devono per svariati motivi, soprattutto, quando si moltiplicano le occasioni per farlo; è più facile mostrare agli altri di essere emancipati e forti; l’ubriachezza è il «rito di passaggio» dell’entrata nel mondo adulto”.

I ragazzi scelgono di incontrarsi in birrerie, pub e discoteche (ricalcando spesso il modello europeo) per consumare "indisturbati" le principali bevande alcoliche considerate oggi di moda. Il concetto di "aperitivo", da sorseggiare in compagnia di un amico, è ormai definitivamente scomparso nelle espressioni parlate dei nostri giovani… e anche nei fatti! Oggi, se non vuoi sfigurare con gli amici devi chiedere un drink, happy hour (dove happy hour sta, paradossalmente, per "ora felice") o uno spritz (composto da vari elementi alcolici) “solo” per iniziare la serata. Gli apparenti innocui bicchierini di rum e tequila (chupiti), da bere in un colpo solo, hanno generato una sorta di “dama alcolica” (conosciuta tra i più giovani) dove le pedine poste sulla scacchiera sono sostituite dai bicchierini colmi appunto di rum e tequila. Si passa poi al binge drinking (il bere da sballo), consistente in sei bicchieri da mandare giù a seconda dell'occasione. Vino, whisky, sambuca, vodka diventano poi micidiali se assunti insieme durante il corso di una serata.

Molti giovani ritengono che l’uso di alcol possa aiutarli a fronteggiare meglio le difficoltà adolescenziali e che permetta loro di combattere l’eccessiva timidezza. “Bere per dimenticare di esistere” non è poi il titolo di un film, ma la drammatica realtà di una generazione di “figli” che non riesce più a rintracciare il senso da dare alla propria vita.

Michelangelo Nasca

 

 

 

 


 

Ultimo aggiornamento ( martedì 02 dicembre 2008 18:04 )
 

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