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I metodi naturali come modo per ascoltare il corpo Da John e Lyn Billings un aiuto concreto alle donne cinesi
di Giulia Galeotti Per anni, abbiamo visto John e Evelyn Billings girare il mondo raccontando e descrivendo il metodo di contraccezione naturale da loro messo a punto, a partire da quelle timide ricerche svolte a Melbourne nei primi anni Cinquanta. Nel clima sociale e culturale del secondo Novecento - che ha visto buona parte del mondo occidentale prono alle pillole sintetiche, nuove divinità da assumere contro ogni male, infelicità e non-desiderio possibile - ha richiesto un grande coraggio proporre una via di regolazione della fertilità basata sul semplice principio di "ascoltare" indicazioni e messaggi forniti dal corpo femminile. È stato decisamente controcorrente - e lo è tutt'ora - parlare di un metodo che parte dal fatto che l'ovulazione (che determina nella donna il periodo di fertilità) è accompagnata da particolari secrezioni, per cui osservandosi la donna è in grado di capire quale fase stia attraversando. Accanto alle infondate accuse di fallimento e scarsa riuscita, ancora oggi attorno al metodo Billings alberga un diffuso scetticismo, quasi un sorriso di condiscendenza verso una pratica ascientifica, prescientifica e, quindi, primitiva e - soprattutto - ingenua.
Un ruolo non marginale lo gioca anche il fatto che il metodo non abbia costi, aspetto che lo rende fortemente inviso alle industrie farmaceutiche. Oggi sono molti gli eredi dei Billings (John è scomparso poco più di un anno fa) che continuano a girare il mondo per spiegare il metodo. Recentemente, abbiamo avuto modo di incontrare Marian Corkill e Marie Marshell, due donne che da oltre trent'anni insegnano il Bom (così è chiamato il Billings Ovulation Method). Tra le loro tante testimonianze, ci ha colpiti quella sulla Cina, dove oggi oltre tre milioni e mezzo di coppie fertili fanno ricorso a questo metodo, con una percentuale di successo del 99 per cento. La storia è iniziata più di vent'anni fa. Nel 1985 John Billings scrisse al governo cinese offrendosi di introdurre il Bom nel Paese, a vantaggio sia di quelle donne che desideravano avere un figlio, sia di quelle che intendevano evitare una gravidanza. Il tentativo, ancora una volta, non era facile: dopo aver provato a diffondere il metodo in Occidente, i Billings si sono rivolti al Paese che stava facendo del controllo delle nascite una serrata campagna di politica interna (a causa degli elevati tassi di natalità). L'anno dopo, il governo cinese accettò l'idea di una loro visita. Fu così che prese il via un dialogo con un gruppo di membri della State Family Planning Commission cinese (responsabile per il Programma nazionale). Lo storico risultato fu che ai Billings venne concessa la possibilità di tenere lezioni a Pechino, Shangai e Nanjing. A causa della barriera linguistica, inizialmente Evelyn e John furono coadiuvati da un gruppo di traduttrici, giovani donne cinesi impiegate presso la Caritas. Costoro, dopo aver rapidamente imparato il metodo, furono in breve capaci di aprire centri a Hong Kong e nei territori circostanti (non che i Billings avessero abbandonato il campo: dal 1989 sono tornati in Cina due o tre volte l'anno). Consapevole dell'importanza di tale campagna, nel 1995 il governo australiano garantì ai Billings un finanziamento per un progetto di tre anni nella provincia di Anhiu, a nord-ovest della parte orientale della Cina. Il Bom ha quindi attirato l'attenzione di tanti medici e scienziati nel Paese. Così, per esempio, per un anno è stato condotto uno studio su un campione di 1.654 donne cinesi fertili di diversa estrazione sociale e livello culturale. Di età compresa fra 24 e 35 anni, sono state divise in due gruppi: il primo (992 donne) usava il metodo Billings, l'altro (662) il Tcu22oc, un tipo di spirale. Il risultato è stato decisamente migliore per quante utilizzavano il Bom. E questo non solo in termini di esito, ma anche di effetti collaterali: nel secondo caso, infatti, si sono avuti molti episodi di emorragia, rigetti, rimozioni mediche e forti dolori. Marian Corkill e Marie Marshell quasi si commuovono ancora nel ricordare un episodio del 1997, quando, con Lyn e John, si trovavano in una stanza a Nanjing circondati da medici e paramedici provenienti da tutta la Cina per discutere di come attuare il controllo delle nascite nel Paese. Vincendo la timidezza, una donna locale si alzò per raccontare la sua storia: a causa di un parto cesareo e della successiva degenza di tre mesi in ospedale prima di poter tornare a casa con suo figlio, era vissuta poi per anni con l'incubo di rimanere nuovamente incinta (soffrendo altresì per gli effetti della contraccezione a cui si stava sottoponendo). Ebbene, la scoperta del Bom fu in grado di ridarle serenità verso la vita e verso suo marito, permettendole così di tornare la donna ottimista che era. "Se l'esercizio della sessualità si trasforma in una droga che vuole assoggettare il partner ai propri desideri e interessi, senza rispettare i tempi della persona amata - ha detto recentemente Benedetto XVI - allora ciò che si deve difendere non è più solo il vero concetto dell'amore, ma in primo luogo la dignità della persona stessa". È già importante ricordare come la diffusione del metodo Billings in Cina abbia conseguito il grande obiettivo di evitare decine di migliaia di aborti nel Paese. Ma v'è un altro importante aspetto da richiamare. Risultato dall'incontro tra posizioni così diverse, il successo del Bom è dovuto al fatto che piace alle donne cinesi a prescindere dalla loro estrazione sociale, dal grado d'istruzione o dallo status economico. L'analfabetismo, per esempio, non è assolutamente incompatibile con esso, essendo questo un metodo semplice da capire e facile da adottare. È qui, anche qui, che risiede il suo successo. Una bella risposta a chi taccia il metodo Billings, oltre che di superficialità e imprecisione, di eccessiva complicatezza ("non ho intenzione di parlar troppo male dei metodi naturali, che sono tecniche speciali per persone speciali" ha scritto Carlo Flamigni nel 2006). Infine, una previsione di speranza anche per le nostre società occidentali. In un mondo in cui si sta lentamente facendo strada una maggiore attenzione alla natura e ai suoi processi (dall'ambiente alla medicina omeopatica), è probabile che negli anni a venire vi possa essere una riscoperta del Bom, in quanto metodo che non invade il corpo né lo prevarica, inducendo invece al suo ascolto e rispetto. Un messaggio antico per il mondo moderno. (©L'Osservatore Romano - 10 luglio 2008)
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