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Mi sazierò della tua presenza PDF Stampa E-mail
lunedì 07 luglio 2008 05:40

Com'erano banali i miei risvegli, o meglio non banali, ma poco consapevoli di quali sono le cose importanti da fare. E' l'assenza fisica di Nicola nel mio letto che mi fa pensare come prima cosa al Paradiso. Il pensiero non è doloroso, affatto. "Al mattino mi sazierò della tua presenza", è subito un saziarsi, è la preghiera del "ti adoro", per affidarsi e per essere certi che la giornata andrà comunque bene; che è un dono essere qui a trascorrerla pellegrinando, come è un bene per Nicola essere già in Paradiso. Se ho più tempo, penso a quando abbracciavo e coccolavo Nicola e poi ci si alzava, io spesso stanca e non proprio entusiasta della vita e del dono della giornata. E penso che il Signore adesso, usando proprio questa assenza, o meglio la presenza di Nicola in Paradiso, ha trovato il modo per rendere migliori i miei risvegli e le mie giornate.

Adesso Nicola è come il mio angelo custode, presumo. Nel senso che se già l'avevo adesso ne ho due, oppure si son dati il cambio, non so, non è importante. In ogni caso, lui c'è di sicuro a custodirmi. Lui sa sicuramente che la cosa più importante è che mi custodisca nel Signore, in modo che possa andare a occupare il posto che mi hanno preparato in Paradiso. Da quando Nicola è morto, ci penso spesso al Paradiso e penso soprattutto al fatto che non è per niente scontato andarci. Nel senso che c'è sì un gran desiderio e fiducia nella misericordia di Dio, ma nessuna pretesa. Bensì un "speriamo di piacerGli per il resto della vita...".
Al risveglio penso spesso anche al "pane degli angeli", al pane eucaristico. Oggi, in particolare, mi sono svegliata all'alba, non per colpa di mio figlio questa volta (!), ma perché ho mangiato troppo pane "cunsato" (specialità siciliana). Ieri sera la zia di Nicola ci ha invitato perché ha fatto il pane di casa. E le dicevo che io ho scoperto questo nuovo alimento (il pane) da quando sono in Sicilia e che non me ne andrei da qui anche solo per questo. Alla zia di Nicola questo pane riesce davvero divino. "Non di solo pane vive l'uomo" e "il pane degli angeli"… più di mezzo mondo che muore di fame perché non ha il pane e l'altro mezzo mondo perché ne ha troppo e disprezza, nell'abbondanza, il pane degli angeli. Io pure, forse, non capivo, non ci pensavo più di tanto al pane degli angeli e dei pellegrini. Adesso che è la cosa che più mi lega a Nicola, ci penso spesso, più o meno come al Paradiso...
E' veramente un genio questo Dio, ad avere inventato un modo per stare con noi, con tutta la fisicità di cui abbiamo bisogno. E così la presenza del Signore fra noi si fa carne nella Chiesa tutta qui sulla terra e la Sua presenza si fa tutto nella Chiesa del cielo.
Ecco… non ci si può proprio sentire soli al mattino!

Paola Zucca

Ultimo aggiornamento ( martedì 05 agosto 2008 10:27 )
 

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