“Mi sembra quanto mai importante, ai nostri giorni, sottolineare il valore della costanza e della pazienza, virtù che appartenevano al bagaglio normale dei nostri padri, ma che oggi sono meno popolari, in un mondo che esalta, piuttosto, il cambiamento e la capacità di adattarsi a sempre nuove e diverse situazioni. Senza nulla togliere a questi aspetti, che pure sono qualità dell’essere umano, l’Avvento ci chiama a potenziare quella tenacia interiore, quella resistenza dell’animo che ci permettono di non disperare nell’attesa di un bene che tarda a venire, ma di aspettarlo, anzi, di prepararne la venuta con fiducia operosa” (Benedetto XVI).

Le parole pronunciate da Papa Ratzinger in questa terza Domenica di Avvento relative al valore della costanza e della pazienza ci fanno venire in mente il testo di una famosa preghiera scritta da Santa Teresa d’Avila (di suo pugno) sopra una carta che le serviva da segnacolo, conservata nel suo Breviario e, probabilmente, stimate a tal punto da tenerle sempre sott’occhio:

“Niente ti turbi, – Niente t’attristi, / tutto dilegua – Dio non si muta, / con la pazienza – tutto t’acquisti, / manchi di nulla – se hai Dio nel cuor: / basta il suo amor”.

Originale in lingua spagnola: “Nada te turbe, – nada te espante, / Todo se pasa, – Dios no se muda, / la paciencia – todo lo alcanza, / quien a Dios tiene – nada le falta: / Solo Dios basta.”

Angelus Terza Domenica di Avvento

M.N.

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