Tra le riflessioni proposte da Benedetto XVI durante la sua permanenza in Germania ce n’è stata una riguardante la musica e il canto. Non è la prima volta che il Pontefice manifesta la sua predilezione per la musica sacra. Egli – facendo riferimento alla Costituzione sulla Sacra Liturgia del Concilio Vaticano II che considera il canto sacro come parte integrante della liturgia solenne (cfr. SC, 112) – afferma che: “la musica e il canto sono più di un abbellimento del culto; infatti fanno essi stessi parte dell'attuazione della Liturgia. Una solenne musica sacra con coro, organo, orchestra e canto del popolo non è un'aggiunta che incornicia e rende piacevole la Liturgia, ma un modo importante di partecipazione attiva all'evento cultuale”. Per tanti anni, invece, molti cori sono stati costretti ad abbandonare gran parte del repertorio classico di musica sacra perché ritenuto eccessivamente spettacolare e fuori luogo per la sacralità di alcune celebrazioni liturgiche, lasciando spazio a composizioni moderne talvolta poco melodiose (e per chi se ne intende con qualche errore di composizione!). Per non parlare poi della struttura letteraria e teologica delle parole di alcuni testi eccessivamente mielosi e ridondanti, spesso privi di veri contenuti dottrinali. Bisognerebbe davvero rieducare l’assemblea domenicale ad un certo tipo di musicalità sacra. Personalmente ritengo che, se tradotto e adeguatamente spiegato, un brano musicale come l’Ave Verum Corpus di Mozart (per fare un esempio) non potrebbe che dare solennità e compiutezza al momento comunionale in cui viene eseguito. “Pochi cori – amava ripetere un illustre conoscitore di polifonia sacra – mi hanno permesso di immergermi nella preghiera e nella contemplazione… quella volta, però, che incontrai un coro garante di tali presupposti dissi a me stesso che l’avrei seguito fino in cielo!”.
Il Pontefice poi utilizza l’immagine delle principali funzionalità tecniche e sonore dell’organo a canne per invitarci a costruire una comunità cristiana capace di armonizzare l’esperienza della fede nella diversa polifonia di carismi. “In un organo, le numerose canne e i registri devono formare un'unità. Se qua o là qualcosa si blocca, se una canna è stonata, questo in un primo momento è percettibile forse soltanto da un orecchio esercitato. Ma se più canne non sono più ben intonate, allora si hanno delle stonature e la cosa comincia a divenire insopportabile. Anche le canne di quest'organo sono esposte a cambiamenti di temperatura e a fattori di affaticamento. È questa un'immagine della nostra comunità. Come nell'organo una mano esperta deve sempre di nuovo riportare le disarmonie alla retta consonanza, così dobbiamo anche nella Chiesa, nella varietà dei doni e dei carismi, trovare mediante la comunione nella fede sempre di nuovo l'accordo nella lode di Dio e nell'amore fraterno. Quanto più, attraverso la Liturgia, ci lasciamo trasformare in Cristo, tanto più saremo capaci di trasformare anche il mondo, irradiando la bontà, la misericordia e l'amore per gli uomini di Cristo”. Sapevate che?... Johann Sebastian Bach, sul titolo di molte delle sue partiture scriveva le lettere S. D. G.: Soli Deo Gloria – Solamente alla gloria di Dio. Anton Bruckner metteva all'inizio le parole: "Dedicato al buon Dio". Adesso che queste cose le ha dette il Papa… speriamo davvero che cominci a cambiare qualcosa!
Michelangelo Nasca






