foto tratta da www.vatican.vaEsprimendo sentimenti di sincera amicizia, Benedetto XVI saluta i rappresentanti di fede cattolica e musulmana che in questi giorni hanno dato vita ad un interessante ed importante confronto interreligioso.  Il "Forum Cattolico-Musulmano" – istituito dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e dai rappresentanti dei 138 leader musulmani che il 13 ottobre dello scorso anno avevano firmato la lettera aperta ai leader cristiani – ha offerto l’opportunità di rilanciare il dialogo tra cristiani e musulmani. Questo particolare incontro rappresenta un ulteriore passo in avanti verso il dialogo e il confronto tra le due più grandi religioni monoteiste.
Il tema scelto per l'incontro - "Amore di Dio e amore del prossimo:  la dignità della persona umana e il rispetto reciproco" - è particolarmente significativo. Esso pone al centro del dibattito interreligioso il primato dell’amore di Dio e del prossimo come principale chiave di lettura capace di favorire il dialogo tra le due grandi religioni monoteiste.

Nel testo della dichiarazione comune, firmata a conclusione dell'incontro del forum cattolico-musulmano, si afferma:

Per i cristiani la fonte e l'esempio dell'amore di Dio e del prossimo è l'amore di Dio per suo Padre, per l'umanità e per ogni persona. "Dio è amore" (1 Giovanni, 4, 16) e "Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna" (Giovanni, 3, 16). L'amore di Dio è posto nel cuore dell'uomo per mezzo dello Spirito Santo. È Dio che per primo ci ama permettendoci in tal modo di amarlo a nostra volta. L'amore non danneggia il prossimo nostro, piuttosto cerca di fare all'altro ciò che vorremmo fosse fatto a noi (cfr. 1 Corinzi, 13, 4-17). L'amore è il fondamento e la somma di tutti i comandamenti (cfr. Galati, 5, 14). L'amore del prossimo non si può separare dall'amore di Dio, perché è un'espressione del nostro amore verso Dio. Questo è il nuovo comandamento "che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati" (Giovanni, 15, 12). Radicato nell'amore sacrificale di Cristo, l'amore cristiano perdona e non esclude alcuno. Quindi include anche i propri nemici. Non dovrebbero essere solo parole, ma fatti (cfr. 1 Giovanni, 4, 18). Questo è il segno della sua autenticità.

Per i musulmani, come esposto nella lettera Una Parola Comune, l'amore è una forza trascendente e imperitura, che guida e trasforma il rispetto umano reciproco. Questo amore, come indicato dal Santo e amato profeta Maometto, precede l'amore umano per il Dio uno e trino. Un hadit mostra che la compassione amorevole di Dio per l'umanità è persino più grande di quella di una madre per il proprio figlio (Muslim, Bab al-Tawba:  21). Quindi esiste prima e indipendentemente dalla risposta umana dell'unico che è "amorevole". Questo amore e questa compassione sono così immensi che Dio è intervenuto per guidare e salvare l'umanità in modo perfetto, molte volte e in molti luoghi, inviando profeti e scritture. L'ultimo di questi libri, il Corano, ritrae un mondo di segni, un cosmo meraviglioso di maestria divina, che suscita il nostro amore e la nostra devozione assoluti affinché "coloro che credono hanno per Allah un amore ben più grande" (2:  165) e "in verità il Compassionevole concederà il suo amore a coloro che credono e compiono il bene" (19:  96). In un hadit leggiamo che "Nessuno di voi ha fede finquando non ama il suo prossimo come ama se stesso" (Bukhari, Bab al-Iman:  13).

Cristiani e musulmani hanno accolto questo provvidenziale incontro interreligioso con grande entusiasmo e disponibilità. Sono già stati programmati altri incontri come questo; il prossimo, con molta probabilità, potrebbe svolgersi in un Paese a maggioranza musulmana.

Riportiamo di seguito la parte centrale del discorso del Papa rivolto ai rappresentanti del "Forum Cattolico-Musulmano":

La tradizione cristiana proclama che Dio è Amore (cfr. 1 Gv 4, 16). È per amore che ha creato tutto l'universo, e con il suo amore si fa presente nella storia umana. L'amore di Dio è divenuto visibile, manifestato in maniera piena e definitiva in Gesù Cristo. Così egli è disceso per incontrare l'uomo e, pur rimanendo Dio, ha assunto la nostra natura. Ha donato se stesso per restituire la piena dignità a ogni persona e per portarci la salvezza. Come potremmo spiegare il mistero dell'incarnazione e della redenzione se non con l'Amore? Questo amore infinito ed eterno ci permette di rispondere dando in cambio tutto il nostro amore:  amore verso Dio e amore verso il prossimo. Questa verità, che consideriamo fondante, è ciò che ho voluto evidenziare nella mia prima Enciclica, Deus Caritas est, poiché è un insegnamento centrale della fede cristiana. La nostra chiamata e la nostra missione sono di condividere liberamente con gli altri l'amore che Dio ci prodiga senza alcun merito da parte nostra.

Sono ben consapevole che musulmani e cristiani hanno approcci diversi nelle questioni riguardanti Dio. Tuttavia, possiamo e dobbiamo essere adoratori dell'unico Dio che ci ha creato e che si preoccupa di ogni persona in ogni parte del mondo. Insieme dobbiamo mostrare, con il rispetto reciproco e la solidarietà, che ci consideriamo membri di un'unica famiglia:  la famiglia che Dio ha amato e riunito dalla creazione del mondo fino alla fine della storia umana.
Mi ha fatto piacere sapere che durante questo incontro avete saputo adottare una posizione comune sulla necessità di adorare Dio totalmente e di amare gli uomini e le donne in modo disinteressato, specialmente coloro che soffrono e sono nel bisogno. Dio ci chiama a lavorare insieme per le vittime delle malattie, della fame, della povertà, dell'ingiustizia e della violenza. Per i cristiani l'amore di Dio è inscindibilmente legato all'amore dei nostri fratelli e delle nostre sorelle, di tutti gli uomini e le donne, senza distinzione di razza e cultura. Come scrive san Giovanni:  "Se uno dicesse:  "Io amo Dio", e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede" (1 Gv 4, 20).

Anche la tradizione musulmana è piuttosto chiara nell'incoraggiare l'impegno pratico a servire i più bisognosi e prontamente ricorda la propria "regola aurea":  la vostra fede non sarà perfetta se non farete agli altri ciò che volete per voi stessi. Pertanto, dovremmo lavorare insieme nel promuovere il rispetto autentico per la dignità della persona umana e per i diritti umani fondamentali, sebbene le nostre visioni antropologiche e le nostre teologie giustifichino ciò in modi differenti. Vi è un grande e vasto campo in cui possiamo agire insieme per difendere e promuovere i valori morali che fanno parte del nostro retaggio comune. Solo a partire dal riconoscimento della centralità della persona e della dignità di ogni essere umano, rispettando e difendendo la vita, che è il dono di Dio e che quindi è sacra sia per i cristiani sia per i musulmani, solo a partire da questo riconoscimento possiamo trovare un terreno comune per costruire un mondo più fraterno, un mondo in cui i contrasti e le differenze vengano risolti in maniera pacifica e in cui la forza devastante delle ideologie venga neutralizzata.

Auspico, ancora una volta, che i diritti umani fondamentali vengano tutelati per tutte le persone ovunque. I leader politici e religiosi hanno il dovere di assicurare il libero esercizio di questi diritti nel pieno rispetto della libertà di coscienza e della libertà di religione di ciascuno. La discriminazione e la violenza che ancora oggi i credenti sperimentano in tutto il mondo e le persecuzioni spesso violente di cui sono oggetto sono atti inaccettabili e ingiustificabili, tanto più gravi e deplorevoli quando vengono compiuti nel nome di Dio. Il nome di Dio può essere solo un nome di pace e fratellanza, giustizia e amore. Siamo chiamati a dimostrare, con le parole ma soprattutto con i fatti, che il messaggio delle nostre religioni è indubbiamente un messaggio di armonia e di comprensione reciproca. È fondamentale che lo facciamo, per evitare di minare la credibilità e l'efficacia non solo del nostro dialogo, ma anche delle nostre religioni stesse.
Prego affinché il "Forum Cattolico-Musulmano", che ora con fiducia sta compiendo i suoi primi passi, possa diventare sempre più uno spazio di dialogo e che ci aiuti a percorrere insieme il cammino verso una conoscenza sempre più piena della Verità. Questo incontro è anche un'occasione privilegiata per impegnarci in una ricerca più profonda dell'amore di Dio e dell'amore del prossimo, condizione indispensabile per offrire agli uomini e alle donne del nostro tempo un servizio autentico di riconciliazione e di pace.

Cari amici, uniamo i nostri sforzi, animati da buona volontà, al fine di superare ogni incomprensione e disaccordo! Decidiamoci a superare i pregiudizi del passato e a correggere l'immagine spesso distorta dell'altro che ancora oggi può creare difficoltà nei nostri rapporti; lavoriamo gli uni con gli altri per educare tutte le persone, specialmente i giovani, a costruire un futuro comune! Possa Dio sostenerci nelle nostre buone intenzioni e permettere alle nostre comunità di vivere con coerenza la verità dell'amore, che costituisce il cuore del credente ed è la base del rispetto della dignità di ogni persona! Possa Dio, Colui che è misericordioso e compassionevole, assisterci in questa impegnativa missione, proteggerci, benedirci e illuminarci sempre con la potenza del suo amore!

 

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