“Di fronte a te il Redentore pende dalla Croce spogliato e nudo, perché ha scelto la povertà. Chi vuole seguirlo deve rinunciare ad ogni possesso terreno. Stai davanti al Signore che pende dalla Croce con il cuore squarciato: Egli ha versato il sangue del suo Cuore per guadagnare il tuo cuore. Per poterlo seguire in santa castità, il tuo cuore dev'essere libero da ogni aspirazione terrena; Gesù Crocifisso dev'essere l'oggetto di ogni tua brama, di ogni tuo desiderio, di ogni tuo pensiero” (Edith Stein).
Il 9 agosto è la data probabile in cui venne uccisa - insieme a tanti altri ebrei, nel campo di sterminio di Auschwitz – la filosofa ebrea e carmelitana scalza Edith Stein. Una donna che scelse Cristo quale vera “sapientia cordis”. Bastò leggere un libro, un libro che raccontava la vita e la santità di Teresa d’Avila e da quella probabile notte del 1921 la vita della giovane filosofa ebrea Edith Stein cambiò improvvisamente. Ricevette il Battesimo il 1 gennaio del 1922 e undici anni dopo entrò nel Convento claustrale delle Carmelitane Scalze di Colonia con il nome di Teresa Benedetta della Croce. Nel 1942, anche Edith Stein, insieme a tanti altri ebrei cattolici, fu arrestata e condotta presso il campo di concentramento di Auschwitz dove venne uccisa il 9 agosto del 1942.
Nella fotografia posta in alto: l’immagine di Papa Ratzinger e sullo sfondo la statua di marmo di Santa Benedetta della Croce collocata in una delle nicchie dell’abside esterno della Basilica di San Pietro, opera dello scultore Wolfgang Bialas. La statua venne benedetta da Papa Ratzinger in occasione dell’ottavo anniversario della canonizzazione della santa carmelitana, l’11 ottobre 2006.Sono così quattro le immagini marmoree presenti nella Basilica Vaticana (interna ed esterna) che rappresentano i santi carmelitani: Il Profeta Elia, S. Teresa d’Avila, S. Teresa di Gesù di Los Andes e S. Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein).
(M.N.)
Da “Vite di Santi in breve” di P. Antonio Maria Sicari, Ed. Jaca Book, Milano 2004.
“«Ebrea, filosofa, carmelitana, martire», è conosciuta come Edith e anche come suor Teresa Benedetta della Croce. Nata a Breslavia (allora Germania, oggi Polonia) ne11891, morta ad Auschwitz nel 1942, canonizzata da Giovanni Paolo II nel 1998, proclamata co-patrona d'Europa nel 1999, è un po' la donna-simbolo della fine del secondo millennio. «Sono tedesca ed ebrea», scriveva presentandosi all'Università. A quell'età si professava già atea. Precisò però più tardi: «La ricerca della verità era la mia preghiera». E anche: «Chi cerca la verità, lo sappia o no, cerca Dio». Sua madre era molto religiosa, mentre il resto dei familiari non lo era per niente. Sfidando le opinioni antifemministe del suo tempo, studiò psicologia, letteratura e soprattutto filosofia all'Università di Breslavia, di Gottinga e di Friburgo in Brisgovia. Seguì in particolare il «maestro» Edmund Husserl e la corrente fenomenologica. Nell'estate 1921, dopo aver ammirato la fede cristiana di un' amica protestante rimasta vedova, si convertì al cattolicesimo leggendo la Vita di santa Teresa d' Avila e riconoscendo al termine della lettura: «Qui è la verità!». Battezzata nel 1922, pensò subito alla vita claustrale carmelitana, ma fu trattenuta dai suoi padri spirituali perché con la sua cultura poteva giovare molto alla Chiesa nel mondo. Per un decennio insegnò in una scuola di Domenicane a Spira, non rinunciando a comporre anche testi di alta filosofia. Nel 1932 diede un corso universitario all'Istituto di Pedagogia di Munster. Tenne varie conferenze in patria e fuori (era poliglotta); parlò più volte alla radio e incontrò grandi filosofi come Maritain. Si dedicò ai grandi temi della dignità della donna e della vita di fede nella realtà quotidiana dei laici. Ne1 1933, salito Hitler al potere, dovette lasciare l'insegnamento. Entrò allora nel monastero di Colonia, dove si nascose al mondo. Sua forza spirituale erano l'Eucaristia, la Croce e l'osservanza più umile e attenta della Regola. Dopo la professione perpetua nell'aprile 1938, nel dicembre di quell'anno, a causa delle persecuzioni razziali, lasciò nascostamente il Carmelo di Colonia e si portò in quello di Echt in Olanda. Continuò gli studi suoi propri, componendo Essere finito ed Essere eterno e la notissima Scientia Crucis. Il 2 agosto 1942 fu prelevata dai nazisti, insieme alla sorella Rosa, dal monastero e finì nel Lager di Auschwitz, dove morì nelle camere a gas il 9 agosto seguente. I suoi testi, e soprattutto la sua santità di vita, sono un monumento della fede cristiana in un cuore che ha saputo recuperare le più autentiche radici dell'ebraismo”.






