“Questo è il mio Corpo, questo è il mio Sangue”
Cronaca di un evento straordinario – Bruxelles, 6 giugno 2010
di P. Angelo LANFRANCHI

“Eccolo qui, il Galileo!”: un nodo di commozione mi ha stretto la gola, cogliendo al volo l’esclamazione spontanea di una mamma africana inginocchiata sulla soglia di Saint-Jacques sur Coudenberg a Bruxelles, nel momento in cui l’Arcivescovo André-Joseph Léonard entrava nella grande chiesa portando l’Ostensorio col Santissimo Sacramento.

Solo tre parole, ma tutto il Vangelo era lì, con l’evidenza semplice e sconvolgente di un Incontro a lungo atteso. Mi sono ricordato in quel momento della bellissima omelia di Benedetto XVI in occasione della Solennità del Corpus Domini (17 giugno 2007): “Il dono dell’Eucaristia, gli Apostoli lo ricevettero dal Signore nell’intimità dell’Ultima Cena, ma era destinato a tutti, al mondo intero. Ecco perché va proclamato ed esposto apertamente, perché ognuno possa incontrare “Gesù che passa” come avveniva per le strade della Galilea, della Samaria e della Giudea; perché ognuno, ricevendolo, possa essere sanato e rinnovato dalla forza del suo amore. Al termine della Celebrazione eucaristica ci uniremo in processione, quasi a portare idealmente il Signore Gesù per tutte le vie e i quartieri di Roma. Lo immergeremo, per così dire, nella quotidianità della nostra vita, perché Egli cammini dove noi camminiamo, perché Egli viva dove noi viviamo. Noi camminiamo sulle strade del mondo sapendo di aver Lui al fianco, sorretti dalla speranza di poterlo un giorno vedere a viso svelato nell’incontro definitivo”.

Nel 2005, spinti da questo desiderio di offrire alla città di Bruxelles – opulenta e tuttavia miserabile da tanti punti di vista – un’occasione nuova per “incontrare Gesù che passa”, abbiamo voluto insieme al Movimento Ecclesiale Carmelitano riproporre ai nostri fedeli il gesto antico e solenne della Processione del Corpus Domini nelle vie cittadine. Da diversi decenni nella capitale d’Europa non si assisteva più a un tale evento, che tuttavia era nato proprio in terra belga nel 13° secolo. All’inizio si è optato per un itinerario timidamente tracciato lungo strade secondarie, dalla nostra chiesa alla Parrocchia più vicina. Un anno dopo l’altro, l’iniziativa ha preso coraggio, fino a radunare nel 2009 circa 500 persone. Abbiamo sempre domandato la benedizione del nostro Cardinale, sperando che potesse partecipavi, ma finora non era mai stato possibile per varie ragioni. Ed ecco che il nuovo Arcivescovo, appena nominato, ha espresso con gioia la ferma intenzione di presiedere personalmente tutta la celebrazione: dalla Messa solenne alla processione verso la Place Royale, uno dei luoghi più significativi della città. Non è stato facile imbastire rapidamente un servizio d’ordine che fosse all’altezza di un avvenimento del genere, le cui dimensioni non erano davvero prevedibili grazie alla presenza dell’Arcivescovo. Stuzzicata dalla notizia, perfino la stampa locale si è data la pena di parlarne, con qualche amena imprecisione (“Alla fine della processione, il Santissimo Sacramento ha ricevuto la benedizione…”). Non c’è da stupirsene, dato il contesto di profonda ignoranza religiosa in cui viviamo quassù.

Ma tutto è andato veramente bene, superando ogni attesa positiva. Oltre settecento persone stipavano la nostra chiesa, partecipando in modo impressionante alla liturgia. Dopo la grande Messa durata quasi due ore, l’Avenue de la Toison d’Or, con le sue boutiques e le gallerie commerciali, è stata invasa da una folla di quasi mille persone in cammino attorno all’Ostensorio, portato con umile fierezza da Mons. Léonard. E bisogna riconoscere  che quest’anno anche la Polizia si è data da fare, dispiegando ben più dei soliti quattro agenti per garantire la circolazione del traffico. Il tragitto è stato scandito da canti e preghiere, fino all’arrivo alla Place Royale. Sui gradini dell’imponente chiesa di  Saint-Jacques, i bambini vestiti di bianco hanno lanciato petali di rosa a Gesù Eucarestia. Rivolgendosi un’ultima volta all’assemblea gremita nella prima della benedizione col Santissimo, l’Arcivescovo commosso e felice ha detto: “Sono un Vescovo di poca fede e di poca speranza: non avrei mai pensato che a Bruxelles si potesse svolgere una processione simile. Per i prossimi anni in cui sarò vostro Pastore… faccio l’abbonamento annuale!”.

Un applauso fragoroso ha salutato questa promessa – “Io sarò con voi” – come un’eco delle parole di Cristo ai suoi amici e come una benedizione del Signore per il suo popolo, bisognoso di luce e forza in questi tempi così difficili.
Un amico ci ha confidato: “Durante la processione, sono rimasto sconvolto vedendo il Vescovo che portava il Corpo di Cristo nelle vie di Bruxelles. Era stanco, non riusciva a sollevare l’Ostensorio ben in alto; ogni tanto chinava la testa per appoggiarsi fisicamente sull’Ostia e andava avanti così. Gesù era il suo appoggio, il suo rifugio, la sua consolazione. Sono stato molto colpito dall’intimità e l’unione di quest’uomo col suo Dio, dal suo amore profondo, semplice, che ho potuto percepire dai piccoli gesti, dal suo sguardo verso Gesù. Guardandolo, mi dicevo che Gesù è davvero la sua vita, la ragione di tutta la sua vita e lo invidiavo un po’, perché io sono così lontano dal vivere quest’unione profonda con Lui”.
Tutto ciò, l’abbiamo vissuto e ne rendiamo testimonianza, colmi di gratitudine.

P. Angelo Lanfranchi
Priore della Comunità dei Carmelitani di Bruxelles

Link Sito ufficiale del Vicariato di Bruxelles con i commenti e le foto relative alla processione del Corpus Domini

 

 

Ritratti di Santi - Itinerario Quaresimale 2011

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