Che una persona possa diventare santa, per alcuni è ancora possibile… ma che ci riescano addirittura un marito e una moglie “insieme”, generosamente e saldamente uniti dal sacramento del matrimonio, sembra quasi impossibile!!!
Nonostante i nostri miseri pregiudizi e le apparenti certezze la storia, puntualmente, ci smentisce. Già nell’ottobre del 2001 Giovanni Paolo II proclamò beati i coniugi Beltrame Quattrocchi. A distanza di sette anni, ad accompagnare verso l’altare della santità Zelia Guerin sarà il suo sposo Luigi Martin, entrambi genitori di colei che fu definita da Pio X “la più grande santa dei tempi moderni”: Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo.
Non si sbagliava di certo la giovane carmelitana quando riferendosi ai suoi genitori ebbe modo si scrivere: «Il Signore mi ha dato un padre e una madre più degni del cielo che della terra. Ho avuto la felicità di appartenere a genitori senza eguali». «Dio mi ha fatto nascere in una terra santa…». Oggi, quella intuizione sgorgata dal cuore di Teresa è diventata realtà. Nella Basilica di Santa Teresa di Lisieux, Zelia Guerin e Luigi Martin sono stati, ieri Domenica 19 ottobre, solennemente proclamati Beati.
Durante l’Angelus domenicale Papa Benedetto XVI li ha ricordati: “proprio oggi, a Lisieux, vengono proclamati beati Louis Martin e Zélie Guérin, genitori di santa Teresa di Gesù Bambino, dichiarata da Pio XI patrona delle missioni. Questi nuovi Beati hanno accompagnato e condiviso, con la loro preghiera e con la loro testimonianza evangelica, il cammino della figlia chiamata dal Signore a consacrarsi a Lui senza riserve tra le mura del Carmelo. Fu lì, nel nascondimento della clausura, che Santa Teresina realizzò la sua vocazione: "Nel cuore della Chiesa, mia madre, io sarò l’amore" (Manuscrits autobiographiques, Lisieux 1957, 229). Pensando alla beatificazione dei coniugi Martin, mi è caro richiamare un’altra intenzione, che mi sta tanto a cuore: la famiglia, il cui ruolo è fondamentale nell’educazione dei figli ad uno spirito universale, aperto e responsabile verso il mondo e i suoi problemi, come pure nella formazione delle vocazioni alla vita missionaria”.
Di seguito, due brevi scambi epistolari tra Zelia e Luigi Martin
Lisieux, 31 agosto 1873
Zelia al marito
“Mio caro Luigi,
[…] ti seguo in ispirito per tutta la giornata; mi dico: ‘In questo momento fa la tal cosa’. Non vedo il momento di esserti vicina, mio caro Luigi; ti amo con tutto il mio cuore sento ancora raddoppiare il mio affetto per la privazione che provo della tua presenza; mi sarebbe impossibile vivere lontana da te. Ho assistito questa mattina a tre messe: sono andata a quella delle sei, ho fatto il mio ringraziamento ed ho recitato le mie preghiere durante quella delle sette e poi sono ritornata alla messa cantata. […] Ti abbraccio con tutto il mio affetto. Le bambine mi raccomandano di dirti che sono molto contente di essere venute a Lisieux e ti abbracciano forte forte” (GUÉRIN ZELIA, Lettere familiari, edizioni OCD-Roma, Roma 19962)
8 ottobre 1863
Luigi alla moglie
“Cara amica,
Non potrò arrivare ad Alençon che lunedì: il tempo mi pare lungo, non vedo il momento di esserti vicino. Inutile dirti che la tua lettera mi ha fatto un gran piacere, fuorché il vedere che ti affatichi eccessivamente. Perciò, ti raccomando molto la calma e la moderazione, soprattutto nel lavoro. Ho alcune ordinazioni della Compagnia Lionese. Ancora una volta, non ti preoccupare tanto; arriveremo, coll’aiuto di Dio, a dar vita a una buona piccola fabbrica. Ho avuto la felicità di comunicarmi a Nostra Signora delle Vittorie, che è come un piccolo paradiso terrestre. Ho fatto pure accendere un cero secondo l’intenzione di tutta la famiglia. Vi bacio tutti di cuore, in attesa della felicità di essere riunito a voi. Spero che Maria e Paolina siano molto savie! Tuo marito e vero amico, che ti ama per la vita” (GUÉRIN ZELIA, Lettere familiari, edizioni OCD-Roma, Roma 19962).
M.N.






