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Processione del Corpus Domini - Da una miniatura dei codici liturgici di S.Maria del Fiore (XV sec.) - Firenze

 

Più di 100.000 fedeli hanno preso parte alla solennità del Corpus Domini svoltasi ieri a Roma. Al termine della messa, celebrata sul sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano, Papa Benedetto XVI – abbracciato da due ali di folla – ha guidato la tradizionale processione eucaristica fino alla Basilica di Santa Maria Maggiore. Per dovere di cronaca, relativamente alla solennità eucaristica celebrata ieri, dobbiamo registrare una certa "indifferenza" (chiamiamola così) mostrata dai principali giornali italiani. D'altra parte comprendiamo bene l'esiguo interesse per tali avvenimenti che, certamente, non offrono l'opportunità di gridare ad un qualche possibile scandalo!!! Manifestazioni come quella del Corpus Domini più che dividere, uniscono… dunque perché parlarne? Farà più notizia il blocco dei benzinai o la manifestazione tal dei tali o altro ancora! “Così è se vi pare”, diceva Pirandello!

L'Eucaristia è «il mistero che costituisce il cuore della Chiesa», così Benedetto XVI apre la riflessione relativa alla solennità eucaristica svoltasi ieri, ricordando che l’usanza di celebrare il Corpus Domini nasce con l’intento di «riaffermare apertamente la fede del Popolo di Dio in Gesù Cristo vivo e realmente presente nel santissimo Sacramento dell'Eucaristia. È festa istituita per adorare, lodare e ringraziare pubblicamente il Signore, che "nel Sacramento eucaristico continua ad amarci 'fino alla fine', fino al dono del suo corpo e del suo sangue" (Sacramentum caritatis, 1)».

 

Le parole del Papa, inoltre, consegnano alla nostra memoria l’immagine di Gesù che percorre le strade della Galilea, disposto ad incontrare e a lasciarsi incontrare dagli uomini. La testimonianza eclatante di un Dio che, incarnandosi, abita la nostra terra. L’Eucaristia – reale presenza di Cristo – è il grande dono di Dio agli uomini, Egli è una persona che ancora oggi attraversa le strade della nostra esistenza, «ecco perché va proclamato ed esposto apertamente, perché ognuno possa incontrare "Gesù che passa" come avveniva per le strade della Galilea, della Samaria e della Giudea; perché ognuno, ricevendolo, possa essere sanato e rinnovato dalla forza del suo amore. Questa, cari amici, è la perpetua e vivente eredità che Gesù ci ha lasciato nel Sacramento del suo Corpo e del suo Sangue. Eredità che domanda di essere costantemente ripensata, rivissuta, affinché, come ebbe a dire il venerato Papa Paolo VI, possa "imprimere la sua inesauribile efficacia su tutti i giorni della nostra vita mortale" (Insegnamenti, V [1967], p. 779)» (Benedetto XVI).

 

L’Eucaristia è il principale mistero della fede cristiana. Il sacerdote stesso, durante la Messa, sottolinea questo principio di verità con una esclamazione: “Mistero della fede! «Egli "proclama il mistero celebrato e manifesta il suo stupore di fronte alla conversione sostanziale del pane e del vino nel corpo e sangue del Signore Gesù, una realtà che supera ogni comprensione umana" (n. 6). Proprio perché si tratta di una realtà misteriosa che oltrepassa la nostra comprensione, non dobbiamo meravigliarci se anche oggi molti fanno fatica ad accettare la presenza reale di Cristo nell'Eucaristia. Non può essere altrimenti. Fu così fin dal giorno in cui, nella sinagoga di Cafarnao, Gesù dichiarò apertamente di essere venuto per darci in cibo la sua carne e il suo sangue (cfr Gv 6,26-58). Il linguaggio apparve "duro" e molti si tirarono indietro. Allora come adesso, l'Eucaristia resta "segno di contraddizione" e non può non esserlo, perché un Dio che si fa carne e sacrifica se stesso per la vita del mondo pone in crisi la sapienza degli uomini. Ma con umile fiducia, la Chiesa fa propria la fede di Pietro e degli Apostoli, e con loro proclama e proclamiamo noi: "Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna" (Gv 6,68)».

 

Il Pontefice si preoccupa, infine, di far comprendere l’universalità rappresentata dal dono eucaristico, il Suo essere davvero “per tutti”. «E' infatti desiderio del Signore che ogni essere umano si nutra dell'Eucaristia, perché l'Eucaristia è per tutti. […] Il suo passaggio fra le case e per le strade della nostra Città sarà per coloro che vi abitano un'offerta di gioia, di vita immortale, di pace e di amore. […] "Cristo ancora oggi - ho scritto nella citata Esortazione post-sinodale - continua ad esortare i suoi discepoli ad impegnarsi in prima persona" (n. 88). L'Eucaristia è dunque una chiamata alla santità e al dono di sé ai fratelli, perchè "la vocazione di ciascuno di noi è quella di essere, insieme a Gesù, pane spezzato per la vita del mondo" (ibid.). […] La festa del Corpus Domini vuole rendere percepibile, nonostante la durezza del nostro udito interiore, questo bussare del Signore. Gesù bussa alla porta del nostro cuore e ci chiede di entrare non soltanto per lo spazio di un giorno, ma per sempre. Lo accogliamo con gioia elevando a Lui la corale invocazione della Liturgia: "Buon Pastore, vero pane, / o Gesù, pietà di noi (.) Tu che tutto sai e puoi, / che ci nutri sulla terra, / conduci i tuoi fratelli / alla tavola del cielo / nella gioia dei tuoi santi"».

 

Insomma l’Eucaristia è “dono, compito e festa”… vi ricorda qualcosa?!!!

  

M.N.

 

 

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