di Massimo INTROVIGNE
Perché si ritorna a parlare di preti pedofili, con accuse che si riferiscono alla Germania, a persone vicine al Papa e ormai anche al Papa stesso? La sociologia ha qualche cosa da dire o deve lasciare libero il campo ai soli giornalisti? Credo che la sociologia abbia molto da dire, e che non debba tacere per il timore di scontentare qualcuno. La discussione attuale sui preti pedofili – considerata dal punto di vista del sociologo – rappresenta un esempio tipico di “panico morale”. Il concetto è nato negli anni 1970 per spiegare come alcuni problemi siano oggetto di una “ipercostruzione sociale”.


Benedetto XVI nel corso dell’Udienza Generale del mercoledì dedica la sua riflessione alla figura di San Domenico di Guzman, il fondatore dell’Ordine dei Predicatori, noti anche come Frati Domenicani. In uno dei passaggi centrali della riflessione, Papa Ratzinger rivolge un importante monito a chi nella Chiesa è chiamato a ricoprire un ruolo di animazione e di governo. Quasi al termine del suo intervento, il Pontefice invita la Chiesa alla missionarietà e all’annuncio di Cristo, sottolineando il ruolo di antichi ordini religiosi e di nuovi movimenti ecclesiali.
E’ iniziato ieri, presso la Pontificia Università Lateranense di Roma, il convegno teologico “Fedeltà di Cristo, fedeltà del Sacerdote” al quale stanno partecipando Vescovi, teologi, Moderatori degli Istituti e delle Associazioni Clericali e formatori del clero. Tra i teologi presenti anche Padre Antonio Maria Sicari che ha preso parte ai lavori del convegno, in qualità di consultore della congregazione per il clero, proponendo una riflessione dal titolo “Il Curato d’Ars e identità sacerdotale”. Vi proponiamo il testo dell'intervento di P. Antonio e il relativo
Novità che novità non sono



