
E’ di qualche giorno fa la notizia apparsa su AsiaNews circa la decisione del Governo della provincia dell’Henan (Cina) di distruggere il santuario della Madonna del Carmine a Tianjiajing definendo “attività religiosa illegale” la presenza del santuario e i flusso dei 50 mila fedeli che ogni anno vi si reca in pellegrinaggio. L’idea sarebbe quella di costruire alberghi e ville, magari per qualche autorevole esponente del Partito. Il 16 luglio prossimo (giorno liturgico dedicato alla Madonna del Carmelo) tutte le attività religiose ritenute “illegali” e i relativi pellegrinaggi verranno definitivamente sepolti con una carica di dinamite, messa generosamente a disposizione dal governo. Un’antichissima statua della Vergine del Carmelo, di oltre un secolo fa, e le quattordici stazioni della Via Crucis poste lungo la strada che conduce al Santuario diventeranno, tra qualche giorno, un semplice ricordo. Il Santuario della Madonna del Monte Carmelo di Tianjiajing venne edificato intorno agli anni 1903-1905 per ringraziare la Vergine degli scampati pericoli del 1900 maturati durante la persecuzione dei Boxers. Durante la II Guerra mondiale il Santuario venne distrutto quasi completamente dalle armate giapponesi e negli anni ’60 dalle Guardie Rosse. Le attività celebrative e i pellegrinaggi ripresero solo nel 1979.
Già dal 12 maggio scorso il dipartimento provinciale per gli Affari religiosi si è preoccupato di sorvegliare tutti i sacerdoti, “invitandoli” (non è difficile immaginarne le modalità!) a rinunciare alle varie forme di pellegrinaggio. A scoraggiare il flusso dei pellegrini “più ostinati” il governo provinciale ha predisposto una serie di esercitazioni militari (a beneficio di 700 soldati!!!) da effettuarsi nella zona del santuario. Naturalmente tutte le strade d’accesso al santuario sono state bloccate e i passanti vengono rigorosamente controllati e perseguiti.
I commenti raccolti da AsiaNews: “È stupefacente quanto hanno fatto”, racconta un fedele; “Questi quadri comunisti locali non conoscono nemmeno le leggi sulla politica religiosa del governo centrale e creano inutili e pericolose tensioni”. “Non cederemo mai” afferma un altro fedele. “Non abbiamo paura e andremo fino in fondo a difendere i nostri diritti legittimi”.
Facciamo nostro l’appello dei cristiani di Anyang inviato ad AsiaNews: “Chiediamo a tutti i fratelli sorelle nel Signore di pregare per noi e di diffondere il nostro messaggio anche ad altri fratelli e sorelle nel mondo”.
M.N.






