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Bandiera europea
"La Chiesa vive nelle persone", afferma Benedetto XVI durante una delle udienze generali del mercoledì. Tale espressione non è usuale (ed è oltretutto scomoda) per coloro i quali confondono spesso la Chiesa per un mastodontico e burocratico edificio gerarchico, oppure per coloro che, in maniera marcatamente maliziosa, ritengono che la Chiesa viva, talvolta, nelle "persone sbagliate". Punti di vista lontani anni luce dal significato vero di Chiesa. Eppure l'affermazione del nostro Papa è davvero “esplosiva”, soprattutto per gli amici cosiddetti  "laici" che pretenderebbero dalla Chiesa un minor coinvolgimento nel disbrigo di faccende morali e sociali che nulla hanno a che fare (a parer loro) con il cosiddetto sacro "edificio". E' molto più semplice considerare la Chiesa un'organizzazione piuttosto che vederla visibilmente presente in un "organismo". Chi va a visitare il palazzo di Versailles (per fare un esempio) sa bene che della vita e del potere di Luigi XIV non è rimasto nient’altro che inanimate suppellettili (antichi e preziosi ricordi del passato) poste in bella mostra. Quel palazzo è un monumento e nient'altro! Non è così - e questo duole a molti – per quanto riguarda la Chiesa, dove le vere “pietre” che formano parte di questo edificio sono pietre vive, persone, uomini e donne fedeli al mandato di Cristo. «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa» (Mt 16, 18). Sono queste le parole che Gesù aveva rivolto a Pietro considerandolo la prima “pietra” vivente chiamata a costruire e a governare la Chiesa.

Si preferirebbe una Chiesa interessata al sentimentalismo spirituale (ispiratrice di un “volemose bene” accomodante e incapace di entrare nel cuore della persona) piuttosto che vederla presente tra la gente, nella vita di tutti i giorni, preoccupata per il destino dell’uomo. La Chiesa corre troppo e c’è chi non riesce a starle dietro! Non molto tempo fa qualcuno pensò di fermare con un attentato le pericolose idee del giovane Primate di Polonia, appena divenuto Papa, ma si dovettero fare i conti con una “mano” (“fu una mano materna a guidare la traiettoria della pallottola” – Giovanni Paolo II) che dei piani umani non ne volle proprio sapere nulla. Dopo alcuni anni altri si convinsero addirittura che ci avrebbe pensato l’età a fermare quell’uomo “venuto da lontano”, ormai fisicamente acciaccato e tremolante in ogni sua parte del corpo. E invece, (poveri illusi!), quel vecchio Papa fino all’ultimo istante della sua vita svolgeva il compito assegnatogli da Cristo e dalla Chiesa portando sulle proprie spalle il carico della sua croce e chiamando attorno a sé folle di fedeli. Chi potrà dire che in questi uomini (e in tantissimi altri) non viveva la Chiesa? Noi cristiani, continueremo ad andare avanti perché in ogni persona vive la Chiesa.

 

Oggi altre voci pretendono di essere ascoltate (pillola abortiva RU486, Pacs, Dico, legalizzazione di sostanze stupefacenti, eutanasia ed ogni tipo di strumento mortale per la dignità e la moralità dell’uomo) con l’errata e menzognera pretesa del bene comune.

 

Chiedeteci pure la “luna” (quella magari, col tempo, riusciremo pure ad abitarla!), sappiate però che A certi valori non rinunceremo MAI!

   

Benedetto XVI ai partecipanti al Convegno dalla Commissione degli Episcopati della Comunità Europea (24 marzo 2007)

 

“Una comunità che si costruisce senza rispettare l’autentica dignità dell’essere umano, dimenticando che ogni persona è creata ad immagine di Dio, finisce per non fare il bene di nessuno. Ecco perché appare sempre più indispensabile che l’Europa si guardi da quell’atteggiamento pragmatico, oggi largamente diffuso, che giustifica sistematicamente il compromesso sui valori umani essenziali, come se fosse l’inevitabile accettazione di un presunto male minore. Tale pragmatismo, presentato come equilibrato e realista, in fondo tale non è, proprio perché nega quella dimensione valoriale ed ideale, che è inerente alla natura umana. Quando, poi, su un tale pragmatismo si innestano tendenze e correnti laicistiche e relativistiche, si finisce per negare ai cristiani il diritto stesso d’intervenire come tali nel dibattito pubblico o, per lo meno, se ne squalifica il contributo con l’accusa di voler tutelare ingiustificati privilegi. Nell’attuale momento storico e di fronte alle molte sfide che lo segnano, l’Unione Europea per essere valida garante dello stato di diritto ed efficace promotrice di valori universali, non può non riconoscere con chiarezza l’esistenza certa di una natura umana stabile e permanente, fonte di diritti comuni a tutti gli individui, compresi coloro stessi che li negano. In tale contesto, va salvaguardato il diritto all’obiezione di coscienza, ogniqualvolta i diritti umani fondamentali fossero violati. Cari amici, so quanto difficile sia per i cristiani difendere strenuamente questa verità dell’uomo. Non stancatevi però e non scoraggiatevi! Voi sapete di avere il compito di contribuire a edificare con l’aiuto di Dio una nuova Europa, realistica ma non cinica, ricca d’ideali e libera da ingenue illusioni, ispirata alla perenne e vivificante verità del Vangelo. Per questo siate presenti in modo attivo nel dibattito pubblico a livello europeo, consapevoli che esso fa ormai parte integrante di quello nazionale, ed affiancate a tale impegno un’efficace azione culturale. Non piegatevi alla logica del potere fine a se stesso! Vi sia di costante stimolo e sostegno l’ammonimento di Cristo: se il sale perde il suo sapore a null’altro serve che ad essere buttato via e calpestato (cfr Mt 5,13). Il Signore renda fecondo ogni vostro sforzo e vi aiuti a riconoscere e valorizzare gli elementi positivi presenti nell’odierna civiltà, denunciando però con coraggio tutto ciò che è contrario alla dignità dell’uomo. Sono certo che Iddio non mancherà di benedire lo sforzo generoso di quanti, con spirito di servizio, operano per costruire una casa comune europea dove ogni apporto culturale, sociale e politico sia finalizzato al bene comune. A voi, già coinvolti in diversi modi in tale importante impresa umana ed evangelica, esprimo il mio sostegno e rivolgo il mio più vivo incoraggiamento. Soprattutto vi assicuro un ricordo nella preghiera e, mentre invoco la materna protezione di Maria, Madre del Verbo incarnato, imparto di cuore a voi ed alle vostre famiglie e comunità la mia affettuosa Benedizione”.

 

Michelangelo Nasca

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